65° Assemblea Mondiale della Sanità

64wha_UNSi apre oggi, 21 maggio 2012 la 65° Assemblea Mondiale della Sanità a Ginevra. L’Assemblea dovrà discutere da qui al 26 maggio molti temi di salute globale quali le coperture sanitarie universali, lo stato dell’arte dei Millennium Development Goals a ridosso della loro scadenza, i determinanti sociali della salute e alcuni temi più settoriali ma di grande rilevanza (il peso crescente delle malattie croniche, della patologia mentale, di nutrizione, adolescenza e gravidanza).

Certamente rilevante dovrà essere anche l’attenzione alla governance dell’Agenzia di cui da tempo si discute, non ultimo per questioni di finanziamenti.

Risorse:

Segui l’Assemblea su sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Margaret Chan, Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in apertura dell’Assemblea, ricordando i passati 40 anni del dibattito di salute globale, ha affermato come “i giorni migliori per la salute sono davanti a noi, non dietro di noi”. Primary Health Care, Innovazione in risposta ai bisogni sociali e Ricerca, questi alcuni dei cardini che la Chan auspica per il decennio a venire nel suo lungo e articolato intervento. Leggi l’intervento completo.

Leggi il nuovo post di SaluteInternazionale.info sulla 65° Assemblea della Salute

Il WHO Watch  è un progetto di  osservazione e monitoraggio delle attività dell’Organizzazione Mondiale della Sanità istituito dal People’s Health Movement (PHM) insieme ad altre organizzazioni non governative internazionali, con l’obiettivo di promuovere la partecipazione attiva della società civile ai processi decisionali in seno all’OMS. Segui gli avvenimenti principali, le posizioni dei Paesi Membri, i documenti e le risoluzioni sul sito del Global Health Watch.

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Personale sanitario, cervelli in fuga tra Sud e Nord del mondo

Comunicato stampa

Personale sanitario, cervelli in fuga tra Sud e Nord del mondo
La società civile presenta le sue raccomandazioni per consolidare l’impegno che l’Italia ha assunto con l’adesione al Codice di Condotta dell’OMS

Medico AMREF

Roma, 16 maggio 2012 – Enti, Associazioni, Ordini delle professioni sanitarie e ONG firmatari del Manifesto per il Rafforzamento del Personale Sanitario si sono riuniti oggi a Roma in occasione del seminario Personale sanitario per tutti. Nel corso dell’incontro il Comitato promotore – forte del sostegno delle 70 organizzazioni firmatarie, raggiunto in poco meno di due mesi – ha dichiarato il proprio impegno e la mobilitazione della rete per la diffusione e l’attuazione in Italia del Codice di Condotta per il Reclutamento Internazionale del Personale Sanitario. Il Comitato promotore ha inoltre chiesto lo stesso impegno alle istituzioni italiane con responsabilità di politica sanitaria, formativa, migratoria, del lavoro e di politica estera, a livello nazionale e regionale.

 Il Codice di Condotta dell’OMS, emanato nel 2010, mira a evitare che la concorrenza internazionale in materia di “attrazione di personale sanitario” si faccia a spese dei Paesi a risorse più scarse. Nel maggio 2012 l’OMS inizierà il monitoraggio della sua applicazione da parte dei paesi firmatari, tra i quali l’Italia, che aderendo al Codice ha assunto l’impegno di applicarlo a livello nazionale.

Il seminario odierno è stato occasione, per il Comitato Promotore del Manifesto, di offrire la piena disponibilità al Ministero della Salute – in quanto autorità nazionale responsabile di monitorare l’applicazione del Codice in Italia – nel sostenere l’applicazione e il monitoraggio del Codice di Condotta, nella prospettiva dei prossimi appuntamenti internazionali di monitoraggio previsti dall’OMS a maggio 2012 e maggio 2015.  In particolare sono state identificate quattro priorità di lavoro:

  • Sostenere il monitoraggio e l’applicazione del Codice di Condotta in Italia, anche attraverso un più attento censimento del personale sanitario formato all’estero e attivo in Italia.
  • Promuovere azioni di sensibilizzazione e promozione dei temi sollevati dal Codice di Condotta, anche sulla base dei risultati di progetti di ricerca esistenti e includere i temi dell’intercultura nei programmi di aggiornamento del personale sanitario.
  • Promuovere vigorosi programmi di cooperazione internazionale che prevedano anche un ritorno di investimenti italiani verso selezionati Paesi di origine del personale sanitario migrante, in riconoscimento del beneficio che la presenza di questi ultimi in Italia offre al nostro sistema sanitario.
  • Sostenere, in Italia, il rafforzamento del personale sanitario – incluso quello formato all’estero – tramite riforme normative che tutelino i professionisti e garantiscano agli utenti l’alta qualità delle cure e dell’assistenza.

Al seminario odierno hanno preso parte rappresentanti di OMS, del Ministero della Salute, della Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero Affari Esteri, della Direzione Centrale per le Politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo del Ministero dell’Interno, dell’Assessorato Diritto alla Salute della Regione Toscana, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni IOM e tanti rappresentanti di Aziende Sanitarie pubbliche, mondo accademico, associazioni di settore e ONG.

Il “Manifesto per il rafforzamento del personale sanitario” è stato lanciato nell’aprile 2012 da un gruppo di organizzazioni impegnate nell’ambito del diritto alla salute, per monitorare l’applicazione del Codice in Italia.

I promotori: AMREF Italia Onlus, Associazione Medici di origine Straniera in Italia-AMSI, Centro Studi di Politica Internazionale-CeSPI, Federazione Nazionale Collegi Infermieri-IPASVI, Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri-FNOMCeO, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale-OISG, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni-SIMM.

Ufficio stampa: Valeria Sabato, cell. 339 4145669, 06 99704660 – valeria.sabato@amref.it

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Numeri e Salute

StatisticsNon è solo che i dati attendibili sono difficili da trovare, quanto che è difficile misurare l’inattendibilità dei dati” – H. Rosling, Gapminder Foundation

Health by numbers: A statistician’s challenge, pubblicato da Reuters U.S. il 14 maggio scorso, propone la tesi seguente: miliardi di dollari vengono allocati e intere politiche cambiano sulla base di dati delle Agenzie delle Nazioni Unite, come l’OMS e L’UNICEF o la Banca Mondiale. Tuttavia – continua l’articolo – i dati attendibili sono difficili da trovare, come sanno bene gli esperti di analisi statistica dell’OMS, ed estrapolare dati significativi a livello globale da scarse documentazioni grezze può essere insidioso.

Lo stesso articolo riporta un commento di Ties Boerma, Direttore del Health and Statistic Information System dell’OMS: “a livello mondiale due terzi dei decessi e un terzo delle nascite non vengono registrati”. A rincarare la dose sono ultimamente apparse ricerche che divergono dai dati della stessa OMS: ad esempio, l’United States Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) affermava nel febbraio scorso che la malaria procura ogni anno nel mondo il doppio dei decessi di quanto riportato dalle Nazioni Unite.

Gli studi dell’IHME (finanziati da The Bill & Melinda Gates Foundation) sono stati riportati anche da The Lancet.

A ridosso dalla pubblicazione del World Health Report 2012, che avrà come tema principale proprio la ricerca in ambito sanitario, il dibattito merita quantomeno di essere seguito. (GB)

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Adolescenza e salute

Adolescenza e saluteIn concomitanza con la 45° Sessione della Commissione su Popolazione e Sviluppo delle Nazioni Unite, la cui attenzione si è posata su “Adolescents and youth”, il 25 aprile scorso The Lancet ha lanciato la sua seconda Series on Adolescent Health.

Rischi tradizionalmente correlati all’età adolescenziale, quali l’eccessivo consumo di alcol o le malattie sessualmente trasmesse, investono ancora oggi, nell’era dei social media 1,8 miliardi di ragazzi nel mondo.

L’Editoriale di questa nuova serie ricorda come una visione più olistica, che riconosca il ruolo dei determinanti sociali di malattia, sia un passo in avanti importante per includere le tematiche di salute dell’età adolescenziale nell’agenda della salute globale, in quello che viene definito un “life-course framework“.

Da segnalare l’intervista che The Lancet ha fatto a questo riguardo a Sir Michael Marmot, professore di epidemiologia e salute pubblica al University College di Londra e già a capo della WHO Commission on Social Determinants of Health dal 2005 al 2008. Marmot ricorda come la naturale attenzione a tutte quelle condizioni prevenibili che affliggono la popolazione mondiale nell’infanzia, quali il mancato accesso all’acqua potabile, ai nutrienti essenziali, all’assistenza di base, corra di pari passo con una disattenzione per le condizioni di salute dell’adolescenza, tanto da poter considerare quest’ultima un’area dimenticata nel dibattito di salute pubblica.
Cita anche il caso della crescente disoccupazione giovanile che la crisi economica su scala globale sta portando con sé: per l’impatto che essa stessa ha sulla salute, la disoccupazione giovanile rappresenta oggi “un’emergenza di salute pubblica”. (GB)

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Oltre cento milioni di persone con demenza nel 2050

Dementia - a public health prioritySe attualmente si calcola che le persone con demenza nel mondo siano 35,6 milioni, questa cifra si raddoppierà nel 2030, e diventerà tre volte tanto nel 2050, raggiungendo i 115,4 milioni. Questi sono i dati e le previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che, l’11 aprile 2012, ha presentato sul tema un nuovo rapporto, Dementia: a public health priority, redatto insieme con l’Alzheimer’s Disease International, federazione che riunisce 78 associazioni.
La demenza è diffusa in tutto il modo, con oltre la metà dei malati che vive nei Paesi a medio e basso reddito (58 per cento), una percentuale che potrebbe arrivare al 70 per cento nel 2050. E i costi per seguire queste persone sono alti, stimati globalmente superiori a 604 miliardi l’anno. Il titolo del nuovo rapporto sottolinea l’importanza di considerare la demenza una priorità nei programmi di salute pubblica, quando al momento soltanto 8 Paesi ne possiedono per questa condizione. Da qui la raccomandazione affinché vi siano programmi specifici per la demenza, con l’attenzione focalizzata su tre punti: il miglioramento della diagnosi, che vi sia e sia precoce; l’aumento della consapevolezza e conoscenza di questa patologia nella popolazione, con conseguente riduzione dello stigma sociale che porta all’isolamento del malato e delle persone che lo seguono; l’aumento del sostegno a chi si prende cura dei malati con demenza. (VC)

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Un esperto di salute globale alla presidenza della Banca Mondiale

Jim Yong Kim World BankChe il candidato alla Presidenza della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, selezionato ieri dal Board of Directors (il CdA) di quella istituzione economica globale sia quello indicato dal Presidente degli Stati Uniti non è una novità. La novità è che il Presidente Obama abbia proposto un medico, nato in Corea, esperto di salute globale. La settimana scorsa il Wall Street Journal riferiva della “ribellione” montata da una “lunga lista di esperti di sviluppo, funzionari governativi e organizzazioni di news di tutto il mondo” alla notizia della decisione di Obama. A giudizio degli oppositori gli altri due candidati, il ministro delle finanze nigeriano Ngozi Okonjo-Iweala, e l’ex ministro delle Finanze colombiano José Antonio Ocampo (quest’ultimo si era ritirato dalla competizione la settimana scorsa offrendo il suo sostegno alla nigeriana), sarebbero stati più qualificati per quell’incarico, mentre Kim non ha esperienza nei temi tipicamente finanziari ed economici della Banca Mondiale. Di fatto è la prima volta che nella gara, la scelta del candidato viene contestata. Non è ancora, è evidente, la rottura con la tradizione della leadership americana alla testa della Banca Mondiale, ma potrebbe essere un segnale forte in favore della ricerca di approcci alternativi allo sviluppo. Permettere che competenze in salute globale possano guidare un istituzione economica, non vuole dire ancora che l’economia anteponga la salute globale, e quindi l’equità e il controllo dei determinanti sociali che influenzano la salute, al mantra neoliberale della crescita economica indiscriminata. Infatti è lo stesso Presidente Obama a dirsi convinto che il Dr. Kim, che assumerà l’incarico il 1 luglio, porterà con sé “l’impegno per una crescita economica sostenuta”, ma anche “l’abilità di rispondere a sfide complesse e individuare nuove opportunità”.

Il Dr. Jim Yong Kim, 52 anni, professore alla Harvard Medical School, è il presidente del Dartmouth College dal 2009. Ha diretto il dipartimento per la lotta all’HIV/AIDS della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ed è stato uno dei fondatori, insieme a Paul Farmer, della Organizzazione Non Governativa (ONG) americana “Partners in Health” molto nota per il suo programma di assistenza sanitaria ad Haiti. (EM)

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Personale sanitario per tutti

nifesto Personale SanitarioSu impulso di un gruppo di organizzazioni impegnate nell’ambito del diritto alla salute, è nato il “Manifesto per il rafforzamento del personale sanitario”, per monitorare l’applicazione in Italia del Codice di Condotta sul Reclutamento Internazionale di Personale Sanitario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

In Italia non ci sono operatori sanitari in numero sufficiente per far fronte all’invecchiamento della popolazione, al prossimo pensionamento di molti professionisti e ai mutati modelli di cura. Del resto la carenza di personale sanitario è globale e si manifesta in forme drammatiche in molti paesi del Sud del mondo. Il reclutamento unilaterale di operatori sanitari qualificati all’estero, praticato da molti paesi europei, Italia compresa, non può essere una soluzione senza una politica cooperativa comune. In Italia il dato sul personale infermieristico è emblematico della misura del problema: mancano ad oggi 71.000 infermieri e, a fronte di questa carenza, i posti per la formazione in questo ambito non solo non sono aumentati, ma sono anzi diminuiti. Per contro, il numero degli infermieri stranieri attivi in Italia è aumentato di quasi 15 volte tra il 2002 e il 2010, arrivando a rappresentare oltre il 10% del totale.

Il Codice di Condotta dell’OMS, approvato nel maggio 2010, vuole evitare che la concorrenza internazionale nel reclutamento di personale sanitario venga fatta a spese dei paesi a risorse più scarse, e nel maggio 2012 ci sarà il primo monitoraggio dell’applicazione del Codice da parte dei paesi firmatari, Italia compresa.

In questo contesto un gruppo di organizzazioni promotrici, fra cui anche l’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (AMREF Italia Onlus, Associazione Medici di origine Straniera in Italia-AMSI, Centro Studi di Politica Internazionale-CeSPI, Federazione Nazionale Collegi Infermieri-IPASVI, Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri-FNOMCeO, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale-OISG, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni-SIMM) ha stilato il “Manifesto per il rafforzamento del personale sanitario”. L’obiettivo è sostenere il monitoraggio dell’applicazione del Codice e promuovere a livello nazionale il dibattito ad esso collegato. L’auspicio è che da un lato l’Italia investa maggiori risorse nella formazione di un numero sufficiente di operatori, per rispondere in modo autonomo ai propri bisogni di personale sanitario senza ricorrere al reclutamento attivo di operatori nei paesi che già ne hanno una grave scarsità; dall’altro che siano garantiti i diritti del personale sanitario straniero attivo in Italia e nello stesso tempo rafforzati i sistemi sanitari di origine attraverso interventi di cooperazione internazionale.

Il Manifesto sta raccogliendo adesioni fra tutti gli enti e organizzazioni impegnati nel settore e interessate al tema. E’ possibile aderire direttamente sul sito http://www.manifestopersonalesanitario.it (VC)

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Un serio appello dall’OMS sulla resistenza agli antibiotici: si prospetta la fine della medicina moderna?

Resistenza AntibioticiLa questione della resistenza dei batteri agli antibiotici oggi in circolazione non è una novità, e numerosi allarmi sono stati lanciati negli ultimi anni per sensibilizzare tutti gli attori in gioco sulla necessità di affrontare la questione con determinazione, a livello nazionale ed internazionale. Naturalmente il problema ha molte facce: le case farmaceutiche non dovrebbero fare un marketing eccessivo di questi medicinali. I medici non dovrebbero eccedere nel prescriverli.  Gli antibiotici non dovrebbero essere utilizzati per ingrassare più velocemente gli animali ed incrementare i profitti.

Un nuovo grido di allarme giunge dalla Direttrice dell’OMS Margaret Chan, che partecipando recentemente a Copenhagen ad un meeting sulle malattie infettive ha fornito i dati della rapida evoluzione della resistenza ai medicinali – una vera e propria crisi globale – allertando sulla possibilità che stia per giungere al termine l’era degli antibiotici, e che il mondo sia alle prese con la fine della moderna medicina, come oggi la conosciamo.

Sotto attacco, in particolare, l’uso degli antibiotici nella produzione del cibo e nell’allevamento industriale del bestiame: sul piano globale, le maggiori quantità di medicinali antibiotici vengono usate per gli animali sani che per le persone malate. Anche questo un sintomo delle numerose patologie di sistema, i cui effetti non sono mai stati opportunamente calcolati. (ND)

Fonte: SouthCentre.org – An End to Modern Medicine?

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7 aprile. Giornata mondiale della salute. Per l’OMS è importante invecchiare bene e non andare in pensione

7 AprileIl 7 aprile è la Giornata mondiale della salute, che coincide con l’anniversario della costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che compie quest’anno 64 anni. “La buona salute aggiunge anni alla vita” è il tema associato alla giornata quest’anno dedicata all’invecchiamento.

E “Invecchiare bene: una priorità globale” è il titolo dell’editoriale che il Lancet dedica a questa ricorrenza.

A livello globale, stiamo invecchiando. Tra non più di cinque anni, per la prima volta nella storia, il numero di persone dai 65 anni di età supererà quello dei bambini di età inferiore a 5 anni. I progressi della medicina, lo sviluppo socio-economico, e la fertilità in calo hanno contribuito a questo cambiamento demografico, e i paesi devono adattarsi a questo cambiamento in modo positivo e inclusivo. L’invecchiamento della popolazione è spesso visto in termini negativi e gli anziani come un peso per la società, esso dovrebbe invece essere visto – scrive il Lancet – come qualcosa da celebrare. Le persone anziane possono infatti ancora dare un significativo contributo alla società attraverso le loro esperienze e conoscenze, all’interno delle famiglie e attraverso il lavoro sia retribuito e non retribuito. Purtroppo la maggior parte degli anziani non riceve le cure necessarie per prevenire malattie croniche – come quelle cardiovascolari – evitabili o controllabili. Inoltre, più di 250 milioni di persone anziane in tutto il mondo, sono affetti da disabilità da moderata a grave, come diminuzione della vista, demenza, perdita dell’udito e artrosi. E si stima che ogni anno 28-35% degli anziani soffrono delle conseguenze di cadute. Anche maltrattamento degli anziani è un serio problema di salute, che in gran parte sfugge alle statistiche perché non dichiarato.

Nell’odierna Giornata Mondiale della Salute, l’OMS intende farsi dunque promotrice della promozione di un invecchiamento sano e attivo, basato su comportamenti salutari, ambienti sani e cure preventive in tutte le età per prevenire lo sviluppo di malattie croniche. Insomma, mobilitandosi per un invecchiamento sano per tutti, l’OMS rilancia così l’obiettivo di altri tempi della “salute per tutti”: correva l’anno 1978 e ci si era impegnati a raggiungerlo per il 2000. Nel frattempo è invecchiata anche l’OMS, ed è in corso un vivace dibattito sulla riforma, che affronterà anche la prossima Assemblea Mondiale della Sanità (in maggio). L’anno prossimo l’OMS farebbe 65 anni, la speranza è che le forze che hanno sempre contrastato l’idea dell’OMS come autorità di coordinamento e direzione della sanità internazionale ed il suo potenziale ruolo regolatore non riescano a mandarla in pensione. (EM)

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“Prima la vita, poi il profitto” Mobilitazione di MSF per fermare gli attacchi contro i farmaci generici

La vita di milioni di persone sieropositive nei paesi in via di sviluppo è in pericolo. Unisciti a MSF per impedirlo!
Martedì 27 marzo
ore 11.30
Roma – Piazza Montecitorio

Roma, 22 marzo 2012 – L’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere organizza la mobilitazione “Prima la vita, poi il profitto” in Piazza Montecitorio martedì 27 marzo alle ore 11.30, per chiedere che vengano fermati gli attacchi ai farmaci generici e si anteponga al profitto, la vita di milioni di persone in tutto il mondo. Per questo MSF si mobilita nei prossimi giorni in Italia e in altri paesi.

L’iniziativa avviene alla vigilia della sentenza della Corte Suprema indiana (in programma per il 28 marzo), chiamata ad esprimersi a favore o contro la casa farmaceutica Novartis. MSF è preoccupata che la causa possa avere gravi conseguenze sull’accesso a farmaci generici di qualità a basso costo per le persone nei Paesi in via di sviluppo http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=2834&ref=listaHomepage

Ma la produzione di farmaci generici indiani è sotto il fuoco incrociato: nei negoziati sugli accordi di libero scambio tra Unione Europea e India, l’UE cerca da anni di introdurre severe limitazioni alla capacità dell’industria dei farmaci generici indiani di produrre medicinali salva-vita a prezzi concorrenziali, rispetto a quanto richiesto dalle regole del commercio internazionale.

MSF fa affidamento ai farmaci a basso costo prodotti in India per curare più di 160.000 persone sieropositive nei paesi in via di sviluppo. L’India è anche la fonte dell’80% dei farmaci antiretrovirali acquistati da donatori come il Fondo Globale. Quest’ultimo si trova oggi ad affrontare una grave crisi di finanziamenti perché i paesi donatori stanno riducendo progressivamente il loro sostegno per la lotta all’AIDS e l’Italia non paga le sue quote ormai dal 2009.

La mobilitazione è anche online: attraverso Facebook e Twitter le persone possono unirsi ad MSF per chiedere alla Novartis di abbandonare la causa contro il governo indiano. http://www.medicisenzafrontiere.it/STOPnovartis/

Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Nel 1999 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace. Opera in oltre 60 paesi portando assistenza alle vittime di guerre, catastrofi ed epidemie.

Per informazioni
Ufficio Stampa MSF Italia:  tel. 06.4486921 – 349.8132110 -  335.8489761

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