Live dall’Assemblea Mondiale della Sanità: elezioni in corso #WHODG

18:5 Adhanom Tedros è il nuovo Direttore Generale dell’OMS con 128 voti

17:50 Seconda votazione: Tedro 121, Nabarro 62. Inizia la terza ed ultima votazione.

17:20 sono appena usciti i risultati del primo turno elettorale, per l’elezione del Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

95 voti per Tedros, 52 Nabarro e 38 Nishtar.

Rimangono in gioco Tedros e Nabarro.

Al via la seconda votazione.

Per l’elezione è necessaria una maggioranza pari ai 2/3 degli aventi diritto.

Tutto pronto per l’elezione del nuovo Direttore Generale dell’OMS: ultime dichiarazioni dei candidati

Ginevra, 23 Maggio 2017. Sono in corso le votazioni per l’elezione del nuovo Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). I tre candidati hanno appena tenuto il loro discorso conclusivo di fronte all’Assemblea.

Sania Nishtar dichiara di volersi attivare per creare una nuova strategia di mobilizzazione di risorse, enfatizza il ruolo dell’OMS come guardiano della salute globale, promettendo cambiamenti strutturali e sostenibili. “La mia visione, la nostra visione deve avere l’obiettivo di dare speranza e affrontare problemi”.

David Nabarro afferma di voler assegnare almeno la metà dei ruoli di leadership a donne e di impegnarsi per la trasparenza. Dichiara: “il nostro obiettivo principale è combattere le iniquità in salute”. Si impegna per il raggiungimento di un accesso universale alle cure, centrato sulla persona, seguendo la politica del “nessuno deve esser lasciato indietro”. “La solidarietà è il cuore della nostra causa comune”.

Adhanom Tedros dichiara: “sono pronto a dare il massimo. Vi ascolterò. Sono uno di voi, posso capirvi meglio, sono pronto a servirvi.” Queste alcune delle promesse fatte dal candidato: l’estensione della copertura sanitaria universale, la prontezza di risposta nelle emergenze e la trasparenza e presa di responsabilità da parte dell’OMS.

Attivista etiope interrompe l’Assemblea mondiale della Sanità

Ginevra, 23 Maggio 2017. “No Tedros, No Tedros”, gridava ieri un attivista etiope dalla galleria di stampa dell’Assemblea annuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), mentre i suoi connazionali stavano protestando al di fuori del Palazzo delle Nazioni Unite.

“È una farsa! Africa apri gli occhi!” gridava l’attivista Zelalem Tesema, all’apertura dell’assemblea dell’OMS, che oggi voterà per il prossimo direttore generale.

La protesta era rivolta contro il Dr. Adhanom Tedros, etiope, in corsa per la dirigenza OMS insieme al Dr. David Nabarro, britannico, e a Sania Nishtar, pakistana.

 

“Ascoltate la società civile. Le organizzazioni sociali sono la vera coscienza della società.” Ultimo discorso di Margaret Chan

Ginevra, 22 Maggio 2017- Si conclude il decennio di dirigenza Chan all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Si è concluso ora l’ultimo discorso di Margaret Chan, nel quale risalta il ruolo dell’OMS come rete sicura che abbraccia l’intero globo, che si fonda sulle persone, sul pianeta, sulla pace e sulla partnership.

E’ il momento dei saluti, dei bilanci e dell’eredità.

La Dr.ssa Chan riconosce umilmente gli errori compiuti nella gestione dell’epidemia 2014 di Ebola, che – seppur con ritardo – ha condotto allo sviluppo di un programma di emergenza e alla formulazione di un vaccino.

La Chan lascia consigli non solo al suo successore, ma all’intera comunità.

Raccomanda all’OMS di essere sempre promotrice di equità e principi etici.

Sottolinea l’importanza della società civile, come vera e propria “coscienza della società”

Afferma inoltre: “Ricordatevi delle persone… dietro ad ogni numero c’è una persona che definisce la nostra umanità e che merita la nostra attenzione.”

Per ultimo, ringrazia David (qualcuno sospetta un endorsement al candidato come nuovo Direttore Generale, il britannico David Nabarro? – in effetti uno dei momenti più attesi di questa Assemblea è l’elezione della/del successore; in lizza anche la pakistana Dr Sania Nishtar, e l’etiope Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus ).
Poi specifica: “David è il nome di mio marito”.

Nessuno deve essere lasciato indietro – eccetto Taiwan ?

22 Maggio 2017, Ginevra
Quest’anno Taiwan non è stato formalmente invitato a prendere parte all’Assemblea Mondiale della Sanità – dopo otto anni di partecipazione come paese osservatore.

La questione ha suscitato molte reazioni ed è appena stata discussa dall’Assemblea.

La Cina ha ribadito la risoluzione ONU n. 2758 del 1971, menzionando il principio di “una sola Cina”.

Cuba ha espresso parere contrario all’inserimento della questione in Agenda.

Palau e St. Vincent & Grenadines si sono espresse in supporto di Taiwan. In particolare, il delegato di Palau ha sottolineato: la salute è un diritto umano fondamentale, nessuno deve essere lasciato indietro e bisogna assicurare la salute a tutti e a tutte le età, come affermato nel terzo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile. Ha inoltre dichiarato che le questioni politiche devono essere lasciate al di fuori dall’Assemblea.

“Cosa è cambiato rispetto all’anno scorso per giustificare il mancato invito di Taiwan?”

 

Veronika Skvortova (Federazione Russa) eletta Presidente della 70a Assemblea Mondiale della Sanità: ignorata l’opposizione della delegazione Ucraina

22 Maggio 2017 – Inizia oggi la 70a Assemblea Mondiale della Sanità.

Veronika Skvortova, Ministro della Sanità della Federazione Russa, dirigerà i lavori della 70a Assemblea Mondiale della Sanità.

La nomina ha suscitato l’opposizione della delegazione Ucraina, che, tramite la propria portavoce, ha ricordato come la Russia sia al centro di una guerra non dichiarata ai danni delle popolazioni Ucraina, Tatara e della Crimea e pertanto non abbia “l’autorità morale per presiedere l’Assemblea”.

Convenzione Minamata: un grande passo globale nella lotta all’avvelenamento da mercurio

18 maggio 2017 – Il mondo ha compiuto un grande passo nella lotta all’avvelenamento da mercurio.

L’Unione europea e sette dei suoi Stati membri (Bulgaria, Danimarca, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Romania e Svezia) hanno ratificato la Convenzione Minamata sul mercurio, che entrerà dunque in vigore in 90 giorni, il 16 agosto 2017, essendo stato raggiunto oggi il numero minimo di adesioni.

Il mercurio è elencato dall’ONU come uno dei 10 principali prodotti chimici pericolosi per la salute umana e l’ambiente. Le miniere espongono all’avvelenamento da mercurio 15 milioni di lavoratori, tra cui 5 milioni di donne e bambini, in 70 paesi diversi. Ogni anno vengono emessi circa 8.900 tonnellate di mercurio, che possono essere rilasciate naturalmente attraverso l’alterazione di rocce contenenti mercurio, incendi boschivi ed eruzioni vulcaniche, ma le emissioni più significative provengono da processi umani, in particolare la combustione del carbone e l’estrazione d’oro artigianale e su piccola scala.

La Convenzione, che prende il nome dal più grave disastro di avvelenamento da mercurio avvenuto a Minamata, in Giappone, nel maggio 1956, impegna i governi a misure specifiche per controllare l’inquinamento artificiale di mercurio promuovendo: l’abolizione di nuove miniere di mercurio, l’eliminazione di quelle esistenti, la regolazione dell’estrazione artigianale e di piccole dimensioni e la riduzione delle emissioni e dell’uso di mercurio. Inoltre, poiché l’elemento è indistruttibile, prevede anche le condizioni per lo stoccaggio e lo smaltimento temporaneo dei rifiuti di mercurio.

“La Convenzione Minamata dimostra l’impegno globale a tutela della salute umana e dell’ambiente”, ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

di B.A.

G20 2017: l’importanza della cooperazione internazionale

Berlino 20 maggio 2017 – La capitale tedesca ospita il G20 che vede riuniti da ieri, per la prima volta nella storia di questo consesso, i Ministri della Salute degli Stati membri.

All’ordine del giorno diversi temi di salute globale.

Come sottolineato dal Ministro federale della Salute tedesco: solo mediante la collaborazione e la cooperazione internazionale è possibile attuare una politica globale della e per la salute al fine di preparare e “attrezzare” il mondo ad affrontare una possibile crisi sanitaria globale.

Questi i principali punti dell’agenda.

  1. La gestione di una possibile crisi globale della salute. I Ministri esamineranno come migliorare la gestione di un’eventuale crisi della salute globale, simulando un contesto di crisi per capire come meglio intervenire in una situazione di reale emergenza. Il test prevede l’individuazione di modalità e canali di comunicazione per assicurare il flusso delle informazioni, organizzare e coordinare gli interventi.
  2. La prevenzione. Un punto chiave di discussione e confronto rimane la prevenzione. La Germania intende promuovere uno sviluppo sostenibile delle cure sanitarie nei paesi cosiddetti in via di sviluppo e in situazioni di emergenza aiutarli a prevenire crisi future. Si parlerà in particolare delle infezioni da virus Ebola, di cui sono stati registrati 29 nuovi casi nella Repubblica Democratica del Congo, e di come un migliore sistema sanitario  potrebbe rendere il Paese colpito dal virus capace di affrontare l’epidemia.
  3. La lotta contro la resistenza agli antibiotici. L’antibioticoresistenza è in spaventosa crescita e sta iniziando a rendere complicata la lotta contro malattie endemiche quali HIV/Aids, tubercolosi e malaria. Per questa ragione i Ministri saranno impegnati a discutere in merito alle migliori pratiche per sviluppare nuovi farmaci su scala internazionale al fine di combattere la resistenza agli antibiotici.

di L.G.

OMS. Statistiche sulla Salute Mondiale 2017: l’analisi del panorama sulla salute globale e il progresso verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

17 maggio 2017 – l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pubblica il rapporto annuale Statistiche sulla Salute Mondiale 2017.

Il rapporto mostra il panorama della salute globale, analizzando i dati relativi alla salute in relazione agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) dei 194 stati membri dell’OMS.

Vengono evidenziati i miglioramenti effettuati per raccogliere statistiche e monitorare il progresso verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS). Mentre nel 2005 solo un terzo dei morti veniva registrato inserendo la causa che aveva portato al decesso, nel 2015, dei 56 milioni di morti totali, 27 milioni sono stati registrati con questa modalità.

Molti paesi, tra cui la Cina, la Turchia e l’Iran, hanno compiuto notevoli passi avanti per migliorare le metodiche di registrazione e di raccolta dati, con un incremento delle registrazioni dei decessi inserendo informazioni dettagliate sulle cause di morte passando dal 5% del 1999 al 90% del 2015.

Si è quindi capita l’utilità di raccogliere informazioni complete e dettagliate per monitorare le tendenze della salute pubblica, per pianificare e per valutare l’efficacia delle politiche di prevenzione attuate.

“Se i paesi non fossero a conoscenza delle malattie e della causa di morte della popolazione, sarebbe molto più difficile sapere dove agire”, sottolinea la Dr Marie-Paule Kieny, direttore generale dell’OMS per i sistemi sanitari e l’innovazione. “L’OMS sta lavorando con i paesi per rafforzare i sistemi di informazione sanitaria e consentire loro di progredire verso gli OSS”.

Il rapporto include anche nuovi dati sul progresso verso la copertura sanitaria universale, uno dei principali traguardi dell’OSS 3 (salute), mostrando un miglioramento a livello globale a partire dal 2000.

Ad esempio la copertura per il trattamento dell’HIV o delle zanzariere per prevenire la malaria è aumentata notevolmente. Sono stati riscontrati incrementi anche dell’accesso alle cure prenatali, mentre nota dolente rimane l’immunizzazione dei bambini, che è rallentata tra il 2010 e il 2015.

In questo ambito, risalta il dato dell’Italia, dove nel 2015 la copertura vaccinale per difterite, tetano e pertosse (DTP3), tra i bambini di un anno di età, è del 93%. Percentuale inferiore persino a quella di paesi come la Tanzania, la Bolivia, il Marocco e la Cina che hanno una copertura vaccinale del 98-99%.

In relazione alla copertura sanitaria universale, il Rapporto  analizza anche il costo dell’accesso ai servizi. I dati più recenti provenienti da 117 paesi indicano che in media il 9,3% delle persone spende oltre il 10% del loro bilancio familiare per l’assistenza sanitaria, livello di spesa che potrebbe mettere in pericolo una famiglia in difficoltà economiche.

Approfondendo L’OSS 3 – assicurare una vita in salute e promuovere il benessere per tutti a tutte le età – emerge:

  • per l’Obiettivo 3.1 – ridurre la mortalità materna a meno di 70 per 100.000 nati vivi entro il 2030 – bisognerà ridurre il tasso di mortalità materna da 216 per 100 000 nati vivi del 2015 a meno di 70 per 100 000 entro il 2030, il che significa ridurre di circa ¾ il tasso medio annuo;
  • per l’Obiettivo 3.2 – eliminare le morti neonatali prevenibili e ridurre la mortalità neonatale a meno di 12 per 1000 nati vivi, con una mortalità inferiore a 25 per 1000 nati vivi – si sono raggiunti buoni risultati. Nel 2015, il tasso di mortalità neonatale e il tasso di mortalità sotto i cinque anni, globalmente, sono diminuiti dal 2000 del 37% e del 44% rispettivamente.
  • Anche i dati relativi all’Obiettivo 3.3 – porre fine alle epidemie di AIDS, tubercolosi, malaria e malattie tropicali neglette; combattere l’epatite, le malattie trasmesse dalla scarsa igiene e altre malattie trasmissibili – sono migliorati. Infatti, le persone infette da HIV nel 2015, sono state circa 2,1 milioni, 35% in meno rispetto al 2000. Nel 2015, globalmente, sono stati registrati circa 212 milioni di casi di malaria. Circa il 60% della popolazione a rischio ha avuto accesso a zanzariere trattate con insetticidi, contro il 34% nel 2010.
  • L’Obiettivo 3.4 – ridurre di un terzo la morte prematura per malattie non trasmissibili, attraverso la prevenzione e il trattamento, e promuovere la salute mentale e il benessere –è diminuita del 17% rispetto al 2000. La probabilità di morire di diabete, cancro, malattie cardiovascolari e malattie polmonari croniche tra i 30 e i 70 anni è ad oggi del 19%. Tuttavia, il numero totale di decessi da malattie non trasmissibili sta aumentando a causa della crescita e dell’invecchiamento della popolazione.
  • L’Obiettivo 3.6 – entro il 2020, dimezzare il numero di morti e lesioni da incidenti stradali – ha visto invece un’inversione di rotta, con circa 1,25 milioni di morti per incidenti stradali nel 2013 e un incremento del 13% rispetto al 2000.
  • Per l’Obiettivo 3.8 – raggiungere la copertura sanitaria universale, inclusa la protezione dei rischi finanziari, l’accesso ai servizi essenziali di assistenza sanitaria di qualità e l’accesso a tutti i medicinali essenziali e ai vaccini sicuri, efficaci, di qualità e accessibili – si è assistito ad un incremento nella diagnosi e trattamento delle persone affette da tubercolosi passando dal 23% del 2000 al 49% del 2015. Inoltre, l’86% dei bambini riceve tre dosi di vaccino contro la difterite-tetano-pertosse, rispetto al 72% nel 2000.

Analizzando altri Obiettivi correlati alla salute, si evince che:

  • OSS 2.2 – entro il 2030, porre fine a tutte le forme di malnutrizione, compreso il raggiungimento, entro il 2025, degli obiettivi stabiliti a livello internazionale in materia di malnutrizione nei bambini di età inferiore a 5 anni e affrontare le esigenze nutrizionali delle adolescenti, delle donne in gravidanza, in allattamento e delle persone anziane – Il 22,9% dei bambini al di sotto dei 5 anni è malnutrito, percentuale che varia in base alla regione geografica, dal 6,1% nella regione europea al 33,8% nella regione del Sud-Est asiatico. Il 6,0% dei bambini sotto i 5 anni è in sovrappeso, 4,1% nella regione africana al 12,8% nella regione europea.
  • OSS 16.1 – ridurre in modo significativo ogni forma di violenza e tassi di mortalità ad essa correlati – Nel 2015 sono stati stimati 468.000 omicidi, che vanno da 1,7 per 100 000 nella regione del Pacifico occidentale a 18,6 per 100 000 nella regione delle Americhe.
  • OSS 17.19 – basarsi su iniziative esistenti per sviluppare misure di progresso sullo sviluppo sostenibile che integrino il prodotto interno lordo e sostengano la creazione di capacità statistiche nei paesi in via di sviluppo -Nel 2015, il 48% delle morti sono state registrate identificando la causa di morte; questo con una variabilità del 5% dei decessi nella regione africana e del 95% nella regione europea.

Rimane la necessità di incentivare la raccolta regolare di dati di alta qualità per continuare a monitorare gli indicatori OSS correlati alla salute e per poter agire efficacemente sul raggiungimento degli obiettivi.

di B.A.