«Media distratti e poco autonomi» Un federalismo di sola “cassa” tradisce il cittadino

L’attenzione dei mass media ai temi della salute nel mondo è il tema dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio italiano sulla salute globale (Oisg), appena uscito con il titolo InFormAzione: escamotage comunicativo per segnalare l’inestricabile legame tra buona informazione, necessità di qualità formativa e iniziative che le professioni competenti e i cittadini possono mettere in campo per tutelare il bene comune della salute. Il rapporto declina i tre concetti – informazione, formazione, azione – analizzando quello che in Italia si racconta, o non si racconta, sui temi della salute pubblica; valutando quello che in ambito sanitario si propone o si ignora del tutto nella formazione universitaria e professionale; condividendo quello che le istituzioni e la società nel suo insieme fanno, non fanno, o non riescono a fare, per realizzare appieno il diritto alla salute. Un diritto, recita la nostra Costituzione, che vale per le persone, ben oltre i titoli di cittadinanza. I recenti allarmi sull’influenza pandemica hanno dimostrato che in un mondo globalizzato è impossibile ormai concepire le sfide della salute in un’ottica puramente localistica. I determinanti della salute, e specialmente quelli economici, sociali e ambientali, accomunano Paesi ricchi e poveri molto più di quanto si possa intuire con fenomeni di crescenti disuguaglianze, di interessi economici, di inesorabile riduzione della salute a mero prodotto, bene di consumo. La salute del mondo richiede cittadini informati, attenti, e attivi. Perciò occorre chiedersi: i media fungono da autorevole bussola informativa per il cittadino, o rispondono perlopiù a interessi di parte senza che il cittadino se ne renda conto? La ricerca Oisg dimostra, in sintonia con uno studio internazionale condotto dalla Kaiser Family Foundation, che si assottigliano gli spazi narrativi sulla salute globale, che il lavoro giornalistico sul campo è ormai un miraggio per riduzione dei fondi, che la stessa indipendenza di osservazione è messa a dura prova. Sono i colossi del farmaco, le fondazioni private, le organizzazioni non governative a promuovere i servizi giornalistici sulla salute del mondo e le sue soluzioni. Serve altro, visto che si tratta del diritto alla vita di milioni di persone.

Nicoletta Dentico, Vice-presidente Oisg

(L’articolo è stato pubblicato nell’inserto “Sanità” de Il Sole 24 Ore, 31 mag.-6 giu. 2011)

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