Migliorare l’OMS. Si può? Ecco da dove si deve partire…

Il Consiglio esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha concluso una tre giorni di sessione speciale con gli Stati membri che hanno espresso il loro sostegno al lavoro della OMS e un accordo di massima sul percorso di riforma proposto dal Segretariato. La proposta mira a migliorare il ruolo dell’OMS nella promozione della salute, nell’assicurare maggiore coerenza tra le iniziative per la salute globale e nel assolvere le proprie funzioni di leadership come un’organizzazione più efficiente, efficace e trasparente.

Il Consiglio ha confermato le cinque aree principali di lavoro sulle quali dovrà  concentrarsi l’attenzione dell’organizzazione: sviluppo per la salute, sicurezza sanitaria, rafforzamento dei sistemi sanitari e delle istituzioni, produzione di evidenza sui determinanti della salute, e “convocazione” per una migliore salute.

Nella loro sessione regolare, nel gennaio 2012, il Consiglio esecutivo esaminerà, tra l’altro, il meccanismo che è stato proposto per aumentare la prevedibilità e la flessibilità dei finanziamenti per l’Organizzazione.

Il Consiglio ha sottolineato il carattere intergovernativo della OMS e il suo mandato in quanto autorità di coordinamento e direzione della salute pubblica globale. Inoltre, sono state accolte alcune proposte tese a rafforzare la governance della OMS, migliorare il finanziamento dell’Organizzazione, rafforzare uffici nazionali, facilitare la collaborazione interna tra i diversi livelli dell’Organizzazione, migliorare le politiche delle risorse umane, aumentare e responsabilità, per misurare meglio l’impatto degli investimenti sulla salute dei risultati di salute in paesi.

Le decisioni che saranno prese nella riunione regolare del Consiglio esecutivo di gennaio 2012 getteranno le basi per l’adozione di riforme specifiche che saranno considerate in occasione dell’Assemblea Mondiale della Sanità nel maggio 2012.

Per il momento i giochi sono ancora del tutto aperti anche se è evidente la pressione da leggere tra le righe del dibattito diplomaticamente attento all’uso delle parole per aprire “l’organizzazione” agli attori globali non governativi offrendo loro spazi di governance e di influenza a cambio del salvataggio finanziario dell’OMS. In realtà nel dibattito il nome del convitato di pietra  – la Bill & Melinda Gates Foundation –  non è mai stato fatto. Non è mancato invece l’intervento di rappresentanti della società civile che, per evitare la confusione creata ad arte riunendo tutti gli attori non governativi nell’unico calderone del “settore privato”, sono tornato a sottolineare la necessità per l’OMS di mantenere chiaramente distinte le proprie relazioni con Organizzazioni non Governative di Pubblico Interesse (PINGO, Public Interest NGO) da quelle con le organizzazioni non governative che rappresentano interessi commerciali (BINGO, Business Interest NGO).

di Eduardo Missoni

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