Nessuna elezione per l’elezione del direttore della Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra

Come da copione, senza nessun candidato alternativo, Margaret Chan è stata nominata per un secondo mandato alla guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dal Consiglio Esecutivo riunito a Ginevra questa settimana. E’ la prima volta che questo passaggio avviene per nomina, nella storia dell’OMS. Forse non aveva completamente torto chi asseriva, già dallo scorso anno, che la riforma dell’OMS era stata assunta con una certa vitalità al termine del primo mandato dalla Chan proprio per garantirsi una continuità di leadership all’OMS. Oppure ha ragione chi, come il delegato italiano Francesco Cicogna, sostiene che la assenza di candidature alternative per la scelta del direttore generale palesa meglio di qualunque altro discorso il progressivo disinteresse dei governi nei confronti del sistema delle Nazioni Unite.

C’è anche chi promuove una terza lettura della vicenda. L’OMS – e la partita della salute – sempre più si configura come il terreno di una battaglia geopolitica tra i poteri in campo. I governi utilizzano l’agenzia come strumento per esercitare la forza della loro agenda internazionale nel momento in cui la salute si intreccia sempre più ai temi del commercio, alle politiche del lavoro, al ruolo del settore privato, all’uso delle risorse primarie del pianeta. Il fatto che Margaret Chan sia cinese, in questa ottica, non è senza conseguenze. Come si fa ad opporsi alla candidata sponsorizzata dal paese che ormai detiene le sorti economiche e finanziarie di altri continenti? Molto, molto coraggioso, è stato l’unico membro del Consiglio Esecutivo che ha espresso un voto contrario alla rielezione (o meglio, alla nomina) della Chan.

Che adesso ha tempo fino al 2017 per far passare la riforma dell’OMS, in tempi di crisi economica e di brutale speculazione finanziaria. Tempi duri per i processi veramente democratici: a livello nazionale, ma anche sul piano internazionale.

Non è forse un caso che la mossa iniziale per la riforma dell’OMS abbia avuto come giustificazione la emergenza della crisi finanziaria e il deficit dell’agenzia. Problema complesso, ma non nuovo e non insormontabile. Quello che sorprende invece è che, ad oltre un anno dall’avvio del processo di riforma, neppure un documento sia stato ancora reso disponibile sugli aspetti finanziari di questo importante processo, sulle ragioni profonde della crisi finanziaria dell’OMS, sulle possibili soluzioni al problema.

La riforma dell’OMS è una iniziativa strategica, ed ha una valenza squisitamente politica. Non esistono scorciatoie tecnocratiche alla soluzione della crisi di identità della agenzia, che riflette la crisi del sistema Nazioni Unite, ed è sintomo della gestione post-democratica con cui i governi mirano a definire le sorti future del mondo.

Nicoletta Dentico, 20 gennaio 2012

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3 pensieri riguardo “Nessuna elezione per l’elezione del direttore della Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra

  1. …l’unico membro coraggioso! fa piacere a sentirlo nel mondo governato dai speculatori e dittatori.
    La sig.ra Chan sta cercando di concludere la storia del’OMS!!?

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