Cala il sipario sull’Assemblea Mondiale della Sanità

Si sono chiusi ieri, 26 di maggio, i lavori della 65ma assemblea della Organizzazione Mondiale della Salute (http://www.who.int/mediacentre/events/2012/wha65/en/index.html). Dal 21 di maggio, le delegazioni di oltre centonovanta paesi sono confluite a Ginevra per affrontare le più importanti sfide della salute globale, oltre alla riforma stessa dell’ OMS, avviata un anno fa (http://www.who.int/dg/reform/en/index.html). Gli Stati Membri sono stati impegnati dunque in un tour de force negoziale che produce valutazioni inevitabilmente contrastanti e quest’anno, forse più che in precedenza, un senso di diffusa insoddisfazione. Con poche eccezioni, gli Stati Membri fanno fatica ad affrontare la vasta gamma di argomenti in agenda con la dovuta preparazione. Il segretariato dell’OMS, a sua volta, dimostra talora scarsa capacità di gestire lo sforzo richiesto per organizzare e facilitare questo complesso appuntamento annuale. I documenti arrivano spesso con incomprensibile ritardo, un fatto che è stato ripetutamente lamentato durante la settimana e che inficia oggettivamente la qualità dei lavori e la capacità decisionale dei governi.

I lunghi e talora estenuanti dibattiti hanno prodotto qualche risultato specifico e l’adozione di importanti risoluzioni, soprattutto in alcune specifiche aree di lavoro – ad esempio le malattie non trasmissibili e la strategia globale sui vaccini – per le quali esistono finanziamenti e attenzione politica da parte di alcuni influenti attori globali, come la potente Bill and Melinda Gates Foundation. Su altre questioni, l’impressione è che uno spirito sostanzialmente attendista e dilazionatorio abbia dominato la discussione, quasi a voler rimandare le questioni più dirimenti a tempi migliori, difficili da prevedere per il momento. Questo vale per i farmaci sub-standard e contraffatti, ed il ruolo dell’OMS dentro la piattaforma della Task-force internazionale contro i farmaci contraffatti (International Medical Products Anti-Counterfeiting Taskforce – IMPACT) . Questo è anche il caso dell’atteso percorso di avvio di un trattato vincolante sulla ricerca e lo sviluppo di medicinali essenziali per i paesi a basso reddito, come alternativa ai brevetti farmaceutici.

Di certo, l’OMS naviga in acque incerte sotto il profilo finanziario, se si considera che l’80% del suo bilancio dipende dai contributi volontari degli Stati Membri e di altri attori globali, e che solo il rimanente 20% è sotto il controllo dell’agenzia: una circostanza che non facilita slanci particolarmente ambiziosi. Ma ancora una volta sono emerse le difficoltà dell’OMS di assumere le decisioni coraggiose che servono, in tempi di crisi economica e finanziaria, di crisi ambientale, di progressivo impoverimento di intere società, nel Nord e nel Sud del mondo. I determinanti sociali della salute – ambiente, lavoro, istruzione, solo per citarne alcuni – imperversano con effetti considerevoli, oggi come non mai, sullo stato di salute globale. Malgrado ciò, nella ricerca di soluzioni, l’OMS resta per lo più arroccata a un approccio biomedico indirizzato alle singole malattie più che ai sistemi sanitari, alla tecnologia medica piuttosto che alle politiche di copertura universale e di protezione sociale, rispetto alle quali sarebbe chiamata ad esercitare la sua leadership. Questo è quanto emerge dalla prima bozza del programma generale di lavoro che dovrà essere approvato entro il 2014, a lungo dibattuto nel contesto della riforma. Ed è ciò che si intende anche dal percorso stesso della riforma, una ristrutturazione portata avanti dal segretariato secondo una logica manageriale più che un vero processo di trasformazione guidato da un intento politico di rilancio della OMS nella scena della governance globale per la salute. (http://www.ghwatch.org/who-watch/wha65/reports) Toccherà ora al Comitato Esecutivo che si riunirà nei prossimi due giorni di dare attuazioni alle indicazioni emerse dall’Assemblea. (ND)

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