OMS: 325 milioni di persone hanno l’epatite. Le cure ci sono, la sfida è garantire l’accesso

Ginevra, 21 aprile – L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato nuovi dati sull’epatite, stimando che circa 325 milioni di persone in tutto il mondo convivono con l’infezione del virus dell’epatite B (HBV) o con quello dell’epatite C (HCV) ed indicando che la grande maggioranza di queste persone non ha accesso a test e trattamenti curativi.

Di conseguenza, milioni di persone rischiano una progressione verso malattie croniche epatiche, cancro e morte.

L’epatite B e C sono responsabili del 96% della mortalità epatica globale.

“L’epatite virale è una grande sfida per la salute pubblica e richiede una risposta urgente”, ha affermato Margaret Chan, direttore generale dell’OMS. “I vaccini e i farmaci per combattere l’epatite esistono e l’OMS si impegna a garantire che questi strumenti raggiungano tutti coloro che ne hanno bisogno”.

Il rapporto suggerisce 5 direzioni strategiche: informazione, interventi, equità, finanziamento e innovazione. Sono questi i pilastri della Strategia globale del settore sanitario (GHSS) per facilitare il monitoraggio dei progressi nei paesi, nelle regioni e globalmente e per misurare l’impatto degli interventi sulla riduzione delle nuove infezioni e salvare vite tra il 2015 e il 2030.

Nel 2015 sono stati registrati 1.34 milioni di morti per epatite virale, un numero paragonabile a quelli causati dalla tubercolosi e dall’HIV e, mentre la mortalità per quest’ultime si sta riducendo, le morti per epatite sono in aumento. È stato stimato che circa 1.75 milioni di persone hanno contratto il virus dell’epatite C nel 2015, portando a 71 milioni il numero totale di persone che ne sono affette.

Nonostante le morti complessive per epatite siano in aumento, le nuove infezioni da HBV sono in diminuzione, grazie ad una maggiore copertura vaccinale nei bambini. Globalmente l’84% dei bambini nati nel 2015 ha ricevuto le 3 dosi raccomandate di vaccino contro l’epatite B. Tra l’epoca pre-vaccino (che secondo l’anno di introduzione può variare dagli anni ’80 agli inizi del 2000) e il 2015 la percentuale di bambini sotto i 5 anni con nuove infezioni è scesa dal 4,7% all’1,3%. La Cina, nel 2015, ha ottenuto un’elevata copertura (96%) per la dose tempestiva di vaccino HBV alla nascita e ha raggiunto l’obiettivo di controllo dell’epatite B, con una prevalenza di HBV di meno dell’1% nei bambini al di sotto dei 5 anni.

La relazione rileva inoltre che nel 2015 sono state diagnosticate solo il 9% di tutte le infezioni da HBV e il 20% di quelle da HCV. Soltanto l’8% dei diagnosticati con infezione da HBV (1,7 milioni di persone) erano in trattamento e il 7% di quelli con infezione da HCV (1,1 milioni di persone) avevano iniziato il trattamento curativo durante quell’anno.

L’infezione da HBV richiede un trattamento permanente e l’OMS attualmente raccomanda il farmaco Tenofovir, già ampiamente utilizzato nel trattamento dell’HIV. L’epatite C può essere curata in un tempo relativamente breve utilizzando gli antivirali ad azione diretta ad alta efficacia. L’attuale accesso alla cura dell’epatite C ha ricevuto una spinta alla fine di marzo 2017, quando l’OMS ha pre-qualificato l’ingrediente farmaceutico attivo generico Sofosbuvir. Questo passo permetterà a più paesi di produrre medicinali a prezzo accessibile.

In Egitto, la concorrenza dei prodotti generici ha ridotto il prezzo della cura trimestrale per l’epatite C da 900 dollari nel 2015, a meno di 200 dollari nel 2016. Oggi in Pakistan, lo stesso percorso di trattamento costa poco più di 100 dollari.

La strategia globale dell’OMS in merito all’epatite virale mira a testare il 90% e a trattare l’80% delle persone con HBV e HCV entro il 2030.

“Siamo ancora in una fase iniziale della lotta all’epatite virale, ma la via da seguire sembra promettente”, ha dichiarato il dottor Gottfried Hirnschall, direttore del Dipartimento dell’HIV dell’OMS e del programma globale sull’epatite. “Più Paesi stanno rendendo accessibili i servizi per l’epatite alle persone che ne necessitano, un test diagnostico costa meno di 1 dollaro e la cura per l’epatite C può essere inferiore a 200 dollari, ma i dati evidenziano chiaramente l’urgenza con cui dobbiamo affrontare le lacune rimanenti nello screening e nel trattamento”.

http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2017/global-hepatitis-report/en/

di Giulia Ambrosi

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