Nuovi casi di infezione umana dal virus A (H7N9) in Cina

Il 21 aprile 2017, la Commissione nazionale per la pianificazione e la sanità familiare della Cina (NHFPC) ha notificato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), 28 nuovi casi di infezione da virus influenzale A (H7N9), di cui 8 decessi.

L’influenza aviaria è una malattia degli uccelli diffusa in tutto il mondo, causata da un virus dell’influenza di tipo A. Si conoscono almeno quindici sottotipi di virus influenzali infettanti, ma le epidemie ad alto interesse per la salute pubblica sono state causate dal sottotipo H5 e H7.

L’influenza aviaria A (H7N9) è un particolare sottotipo di virus influenzale trovato per la prima volta nel 2013 in Cina. Nell’uomo, l’infezione è associata ad un’esposizione a pollame vivo e ad ambienti contaminati, quali i mercati e le aziende agricole. Non è ancora stata segnalata alcuna trasmissione interumana.

Considerato l’aumento del numero dei casi di infezione umana dal dicembre 2016, il governo cinese ha dichiarato che prenderà ulteriori misure di controllo:

  • Aumento della valutazione del rischio, della prevenzione e del controllo
  • Aumento dell’ attenzione igienica nei mercati di pollame vivo e dei trasporti transfrontalieri
  • Indagini dettagliate sulla fonte per garantire misure efficaci di prevenzione e controllo
  • Diagnosi precoce e segnalazione dei nuovi casi
  • Corretta informazione alla comunità sulla prevenzione e autoprotezione
  • Aumento della sorveglianza della virologia, per definire l’ambito di contaminazione e mutazioni del virus, al fine di fornire ulteriori indicazioni per la prevenzione e il controllo.

Secondo l’OMS, le evidenze epidemiologiche e virologiche attuali suggeriscono che il virus A (H7N9) non ha acquisito la capacità di una trasmissione continua tra gli esseri umani; pertanto, la probabilità di un’ulteriore diffusione a livello comunitario è considerata bassa.

L’OMS raccomanda ai viaggiatori, in transito nei paesi che hanno riportato episodi di influenza aviaria, di evitare, se possibile: le aziende di pollame, il contatto con animali nei mercati di volatili vivi, l’entrata in zone in cui il pollame viene macellato e il contatto con eventuali superfici contaminate da feci di pollame o di altri animali. Raccomanda inoltre al viaggiatore di lavarsi le mani con acqua e sapone e di prestare attenzione all’igiene dei prodotti alimentari. Una diagnosi di infezione da influenza aviaria dovrebbe essere presa in considerazione nei soggetti che sviluppano gravi sintomi respiratori durante il viaggio o nell’immediato ritorno.

L’OMS non ritiene però che debbano essere introdotte restrizioni di viaggio.
Incoraggia i paesi a continuare a rafforzare la sorveglianza dell’influenza, inclusa la sorveglianza delle malattie respiratorie acute e delle malattie simil-influenzali, ad esaminare attentamente le forme insolite, e assicurare sempre la segnalazione delle infezioni umane.

http://www.who.int/csr/don/01-may-2017-ah7n9-china/en/

di Beatrice Formenti

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