Dietro alle accuse rivolte a Tedros, l’ombra del suo diretto sfidante, David Nabarro

Nelle ultime settimane sono stati compiuti vari tentativi per minare la credibilità di Tedros Adhanom, eletto martedì come nuovo Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’accusa più forte rivolta contro Tedros – formulata da Lawrence Gostin e rilanciata dal New York Times – è quella di aver tenuto nascoste tre epidemie di colera in Etiopia, durante il periodo in cui ricopriva la carica di Ministro della Sanità del paese.

Ma chi è Lawrence Gostin?

Direttore dell’ O’Neill Institute for National and Global Health Law della Georgetown University di Washington, Lawrence Gostin è stato uno dei principali consiglieri per la campagna elettorale di David Nabarro, che era in corsa per la carica di Direttore Generale dell’OMS e veniva considerato il principale sfidante di Tedros.

Non esattamente una voce super partes, dunque.

Il legame tra Nabarro e Gostin era stato rivelato da Mukesh Kapila, professore di Salute Globale all’Università di Manchester, che il 15 maggio aveva diffuso via twitter la foto di un’email interna al team di Nabarro. Nell’email, risalente a gennaio 2017, Nabarro mette in agenda come punto di discussione: “raccolta di informazioni sulle campagne di Tedros e Sania” e tra i destinatari si legge proprio il nome Lawrence Gostin.

Il Dr Tedros ha respinto tutte le accuse, sottolineando come le sospette epidemie di cui parlava Gostin, fossero in realtà solo casi di “diarrea acuta” accaduti in aree remote del Paese. Le accuse sono state peraltro definite “prive di fondamento” dal Prof Ezekiel Emanuel della University of Pennsylvania. Su un articolo apparso sull’Huffington Post, Emanuel sottolinea come Gostin non abbia portato nessuna prova a sostegno delle sue affermazioni ed evidenzia i progressi fatti dall’Etiopia in vari indicatori – uno fra tutti, la mortalità infantile –  durante il periodo in cui Tedros era ministro della Sanità.

Inoltre, lunedì 22 – il giorno prima delle elezioni – un attivista etiope, Zelalem Tesema, aveva interrotto i lavori dell’Assemblea, gridando “No Tedros! No Tedros!” dalla galleria del  5° piano. L’attivista si trovava nell’area riservata alla stampa, senza essere un giornalista.

E’ stata richiesta un’indagine interna per capire come Tesema sia riuscito ad introdursi nel Palazzo sede dell’Assemblea e nell’area riservata ai giornalisti, dove non si può accedere senza uno specifico pass.

 

 

di Lorenzo De Min

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