#NoTabaccoDay – Nuova campagna OMS a sostegno della salute e dello sviluppo

30 maggio 2017 – si svolgerà domani la 29esima Giornata Mondiale NO al Tabacco.

Quest’anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lancia la campagna “Tabacco – una minaccia per lo sviluppo”.

L’obiettivo dell’OMS è quello di dimostrare come l’industria del tabacco rappresenti un pericolo per lo sviluppo sostenibile di tutti i paesi, per la salute e per il benessere economico dei cittadini, proponendo ai governi e all’opinione pubblica misure da adottare per promuovere stili di vita consapevoli. L’OMS consiglia inoltre a tutti gli Stato, anche quelli in via di sviluppo, di impegnarsi nell’attuazione dei termini della Convenzione sul controllo del tabacco (FCTC).

Limitare il consumo di tabacco consentirebbe il raggiungimento dell’obiettivo n.3 dell’agenda globale di sviluppo sostenibile 2030, portando a livello mondiale la riduzione di un terzo delle morti per malattie non trasmissibili (NCDs) – malattie cardiovascolari, tumori e malattie polmonari croniche ostruttive.

Circa 6 milioni di persone muoiono ogni anno a causa del fumo, numeri che sono destinati a crescere a più di 8 milioni entro il 2030, senza la realizzazione di cambiamenti concreti. L’utilizzo di tabacco è una minaccia per ogni persona, indipendentemente dal sesso, età, razza, background culturale o educativo. Le conseguenze si riflettono anche sulle diverse economie nazionali con un incremento dei costi sanitari ed un parallelo accrescimento delle disuguaglianze sanitarie. Tali ripercussioni si verificano soprattutto sugli strati più bassi della popolazione, con circa l’80% delle morti correlate al tabacco che si verificano principalmente negli Stati a basso o medio reddito.

Anche la coltivazione e produzione di tabacco hanno conseguenze a livello globale, portando ad una deforestazione globale compresa tra il 2% e il 4% e all’uso massiccio di pesticidi e fertilizzanti, quindi all’inquinamento delle acque. Il controllo del tabacco oltre a salvaguardare vite umane e ridurre le disuguaglianze sanitarie, consentirebbe quindi di ridurre l’impatto sull’ambiente e sul cambiamento climatico.

 

di D.Z.

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