#HIV. La Russia è il primo paese europeo per nuove infezioni

14 giugno 2017 – è stato pubblicato nei giorni scorsi un servizio della CNN che dimostra l’inefficacia delle strategie sperimentate dal governo russo per ridurre i tassi di HIV nel paese.

Secondo il programma delle Nazioni Unite per l’AIDS/HIV (UNAIDS) la Russia è il terzo paese al mondo per numero di nuove infezioni da HIV – dopo il Sudafrica e la Nigeria. In Russia sono stati diagnosticati circa 1,1 milioni di casi di HIV e i tassi sono cresciuti di circa il 10% l’anno negli ultimi 5 anni.

Le statistiche del governo russo evidenziano che più del 50% delle nuove infezioni sono attribuibili all’utilizzo di droghe per uso endovenoso e che solamente il 33% dei russi HIV positivi riceve il trattamento antiretrovirale.

In Russia, la diffusione dell’IHV si sta accompagnando ad un forte processo di stigmatizzazione e discriminazione tant’è che numerosi medici si rifiutano di prestare cura e assistenza alle persone sieropositive.

Il governo ha inoltre vietato alle cliniche di distribuire metadone, farmaco assunto per via orale, utilizzato come terapia sostitutiva all’eroina. La diffusione del metadone consentirebbe di ridurre i rischi associati all’uso endovenoso della sostanza e del possibile scambio di siringhe tra i tossicodipendenti. Le politiche attualmente presenti nel paese si fondano sull’idea che la diffusione del metadone determinerebbe invece un maggiore livello di dipendenza da sostanze nella popolazione.

A livello globale si sono dimostrate valide, le politiche di riduzione del danno basate sulla distribuzione di aghi e siringhe, che determinano la diminuzione dei tassi di infezioni da HIV. A Mosca la Fondazione Rylkov Andrey gestisce l’unico programma di distribuzione di aghi, offrendo anche abiti usati e libri. Attraverso un tampone per bocca possono effettuare inoltre rapidi test per accertare la positività all’HIV. Gli operatori, ogni sera, con un piccolo autobus equipaggiato con forniture mediche e sanitarie si spostano per i quartieri della città, distribuendo siringhe, bende, pomate e naloxone, farmaco che può contrastare l’overdose da oppiacei.

Le statistiche dell’UNAIDS mostrano che il fenomeno in Russia si è diffuso oltre le categorie considerate tradizionalmente più vulnerabili come tossicodipendenti, persone dedite alla prostituzione e omosessuali. L’HIV non è più solamente un problema sanitario, ma sta iniziando a mostrare delle conseguenze demografiche sulla fertilità, sul numero di bambini nati con l’HIV e sulla produttività economica del paese.

 

di D.Z.

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