Stili di vita: diciannovenni o sessantenni? Il 75 % delle ragazze e il 50 % dei ragazzi non svolgono attività fisica

28 giugno 2017 – è stato pubblicato nei giorni scorsi sul sito SFGATE un articolo che dimostra come la crescita degli adolescenti stia cambiando.

L’adolescenza dovrebbe essere il periodo più attivo nella vita delle persone caratterizzato oltre che da un cambiamento ormonale, da una progressiva crescita fisica e dal forte desiderio di fare nuove esperienze.

Uno studio, condotto su 12.529 americani tra i 9 e gli 85 anni, ha mappato i cambiamenti nell’attività fisica durante il corso della vita delle persone. I soggetti coinvolti nella ricerca del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) sono stati monitorati, per sette giorni consecutivi, attraverso dispositivi che misurano il movimento.

Viijay Varma, ricercatore del National Institute of Aging e autore principale dello studio, ha affermato che generalmente si pensa che l’attività fisica diminuisca gradualmente durante l’intero ciclo di vita, ma i nuovi dati mostrano un calo più marcato del previsto durante l’infanzia e l’adolescenza, tanto che i diciannovenni risultano sedentari quanto i sessantenni.

I dati raccolti mostrano che il picco dell’attività fisica si raggiunge a 6 anni di età.

Le cause di ciò sono da ricercare soprattutto all’interno delle organizzazioni sociali che iniziano a quell’età, come la scuola, che richiede ai bambini di rimanere seduti per la maggior parte del tempo. Le campanelle scolastiche inoltre portano alla privazione del sonno nei bambini, non considerando i loro ritmi biologici di sonno e veglia.

Altro aspetto rilevante è il tempo trascorso davanti alla tv, al pc, ai tablet e ai telefonini, che attualmente varia dalle 7 alle 9 ore giornaliere.

Anche se l’American Academy of Pediatrics ha recentemente allentato le raccomandazioni relative al tempo trascorso davanti ad uno schermo, la maggior parte degli studiosi è concorde nel sottolineare che ridurre l’attività fisica, porta ad un più alto rischio di obesità e depressione. La maggior parte dei bambini e ragazzi tra i 6 e i 19 anni non svolge i 60 minuti al giorno di allenamento moderato o intenso e l’attività sportiva 3 volte a settimana come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nello specifico tra i 6 e i gli 11 anni il 50% delle bambine e il 25% dei bambini non svolge attività fisica, mentre tra i 12 e i 19 anni la situazione è ancora più preoccupante, con il 75 % delle ragazze e il 50 % dei ragazzi inattivi. Lo studio mostra un incremento dell’attività fisica attorno ai 20 anni, soprattutto nelle prime ore della mattina e ciò può esser determinato dall’affacciarsi alla vita adulta, periodo nel quale è necessario mettersi al passo con molteplici transizioni: l’avvio di un lavoro a tempo pieno, una maggiore responsabilità familiare, i cambiamenti nella struttura familiare, la possibilità di sposarsi o di diventare genitore.

L’attività fisica inizia a diminuire a 35 anni e questa tendenza continua con il passare degli anni. Come suggerisce Varma i dati emersi dallo studio dovrebbero aiutare a riflettere sullo stile di vita che si sta diffondendo e incoraggiare la progettazione di attività fisiche che favoriscano il movimento.

di D.Z

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