“Child Marriage”, una violazione dei diritti delle bambine con elevati costi economici per lo Stato

Il 27 giugno npr.org ha pubblicato un’analisi socio culturale di Nurith Aizenman sulla problematica delle “spose bambine”.

Il “child marriage”, il fenomeno delle spose bambine interessa adolescenti e pre adolescenti in molte parti del mondo, viene analizzato nell’articolo mostrando il vero costo che comporta per lo Stato.

Sulla base dei dati presentati dalla Banca Mondiale e dall’International Center for Research on Women (ICRW) a giugno 2017, il “child marriage” comporta spese di miliardi di dollari per lo Stato per costi sanitari, istruzione e potenziali investimenti. Suzanne Petroni, co-autrice del report, ha spiegato come fino ad ora l’aspetto economico delle spose bambine sia sempre stato analizzato solo come spesa familiare. L’obiettivo del Rapporto è quello di indirizzare i politici e le istituzioni ad investire ed agire per l’abolizione dei matrimoni infantili e adolescenziali.

“Gli investimenti necessari per porre fine alla pratica non sono stati previsti”, dice Petroni. “Quindi, se potessimo documentare e mostrare ai ministri delle finanze, ai politici, ai donatori e alle comunità che il matrimonio infantile ha un costo per i loro budget, potremmo essere in grado di incentivare investimenti per risolvere la situazione”.

Esiste una relazione diretta tra matrimonio infantile e tasso di crescita della popolazione, ma secondo quanto osserva la Petroni,  benché un alto tasso di natalità possa essere associato con una maggiore disponibilità di forza lavoro, in realtà quella maggiore forza lavoro si concretizza solo nei paesi in cui lo Stato investe nell’educazione, affinché ragazze e ragazzi divengano adulti economicamente produttivi. Al contrario nei paesi con alti tassi di matrimoni in giovane età, vi è un impatto negativo, soprattutto sulle prospettive educative delle ragazze. E’ stato riscontrato che nei paesi in cui i tassi di child marriage sono molto alti l’accesso all’istruzione è limitato, specialmente per le donne e tornando all’analisi economica, il matrimonio infantile riduce i guadagni delle donne in età adulta di circa il 9%. Questo importante aspetto mostra come uno degli strumenti più potenti per ridurre la pratica sia di investire nell’istruzione delle ragazze. Lo studio ha dimostrato che ad ogni anno di scuola secondaria frequentata corrisponde una riduzione del 4-10% della possibilità che una ragazza si sposi e abbia un figlio in giovane età.

Suzanne Petroni conclude ribadendo la connessione tra l’istruzione e i dati emersi nel suo studio, augurandosi un maggiore impegno degli Stati nell’investire sulla scuola e sulle ragazze.

di B.V.

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