Collegamento tra disinfettanti domestici e antibiotico-resistenza: nuove evidenze contro il Triclosan

Triclosan

Il 3 luglio 2017 il Financial Times ha pubblicato un articolo in cui si parla dei timori suscitati da una ricerca condotta nel Regno Unito, che sembra correlare l’esposizione ad un comune disinfettante a meccanismi di antibiotico-resistenza. Qui ne riportiamo la traduzione integrale.

Gli scienziati hanno trovato nuove prove di un collegamento tra un comune disinfettante domestico e la resistenza agli antibiotici. I ricercatori hanno scoperto una relazione tra uno dei principali meccanismi di antibiotico-resistenza e il disinfettante triclosan, spesso contenuto in prodotti di uso comune come dentifrici e make-up. Lo studio, condotto presso Institute of Microbiology and Infection dell’Università di Birmingham, in collaborazione con il Quadram Institute e il John Innes Centre di Norwich, è stato pubblicato lunedì sul Journal of Antimicrobial Chemotherapy. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’anno scorso ha descritto le resistenze agli antimicrobici come “una minaccia crescente per la salute pubblica globale, che richiede un’azione trasversale in tutti i settori del governo e della società”. L’ultima ricerca ha scoperto che batteri mutati per diventare resistenti ai chinoloni – un’importante classe di antibiotici – diventavano più resistenti anche al triclosan. Il Dr Mark Webber, del Quadram Institute e professore all’Università di Birmingham, ha dichiarato che in qualche modo i batteri venivano ingannati e convinti di essere sempre sotto attacco e poi innescati ad affrontare altre minacce, incluso il triclosan. “La preoccupazione è che questo possa accadere anche in senso contrario e l’esposizione al triclosan possa favorire la crescita di popolazioni batteriche resistenti ad antibiotici” ha dichiarato. I ricercatori hanno affermato che nell’ultimo decennio, nel mercato, c’è stata una vera e propria ondata di prodotti etichettati come “antimicrobici”, nonostante la mancanza di evidenza di un’effettiva superiorità rispetto ai tradizionali prodotti per la pulizia, come la candeggina o l’acqua e sapone. Il triclosan in particolare, utilizzato anche in prodotti per l’igiene delle mani e del corpo, ha causato preoccupazioni ed è ora vietato in tutta l’Unione Europea e negli Stati Uniti. La scorsa settimana, oltre 200 tra scienziati e medici hanno firmato una dichiarazione, pubblicata dalla rivista Environmental Health Perspectives, per mettere in guardia dai pericoli e dalla mancanza di reali benefici derivanti dagli usi comuni del triclosan.

La professoressa Laura Piddock, dell’Università di Birmingham, ha dichiarato che il collegamento tra chinoloni e resistenza al triclosan trovato nell’ultima ricerca è molto importante, perché “il triclosan è diventato ubiquitario nell’ambiente e nei tessuti umani negli ultimi 20 anni”. Data la sua prevalenza, era necessario avere una miglior comprensione della sua relazione con l’antibiotico-resistenza. “Non tutti i disinfettanti casalinghi portano a selezionare batteri resistenti agli antibiotici, ma sembra che il triclosan lo faccia” ha affermato Jody Lindsay, professore all’Institute of Infection and Immunity del St.George’s Hospital di Londra. “Dovremmo considerare una limitazione nell’uso di questi prodotti”.

Kim Hardie, professoressa associata in microbiologia molecolare all’Università di Nottingham, ha suggerito che la rilevanza di questa ricerca nella vita quotidiana deve essere oggetto di ulteriore ricerca. “Lo studio evidenzia come siano necessarie più informazioni per poter prendere una decisione consapevole riguardo al cambiamento delle pratiche quotidiane nelle case e negli ospedali del Regno Unito, in linea con gli altri paesi che hanno già bandito il triclosan”.

 

Traduzione di Lorenzo De Min

foto: wikimedia

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