Obesità: la nuova epidemia della società del benessere

 

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23 luglio 2017 –  I dati riportati dall’Organizzazione per la Cooperazione e per lo Sviluppo Economico nel Report annuale sull’Obesità 2017 sono alquanto preoccupanti.

Sebbene cresciuta ad un ritmo più lento rispetto al passato, l’obesità – da alcuni ritenuta la malattia del Ventunesimo secolo e definita come una vera e propria epidemia – negli ultimi cinque anni si sta diffondendo in modo sempre più capillare in tutti i paesi studiati oggetto del report.

Ad oggi infatti, nei paesi dell’area OCSE, un adulto su due e un bambino su sei risulta essere in sovrappeso o obeso; i tassi più elevati di obesità si registrano negli Stati Uniti, in Messico, Nuova Zelanda e Ungheria, mentre quelli più bassi si trovano in Giappone e Corea del Sud.

Si prevede un ulteriore aumento del numero di persone in condizione di sovrappeso o già ritenute obese entro il 2030 e sembra che in Svizzera e Corea del Sud tale aumento stia avvenendo più velocemente rispetto ad altri paesi.

Assumono una notevole rilevanza inoltre le diseguaglianze sociali connesse con il sovrappeso e l’obesità, specialmente tra le donne: in circa metà degli otto paesi per i quali i dati risultano disponibili, infatti, le donne poco istruite hanno una probabilità due o tre volte superiore di essere in condizioni di sovrappeso o obese rispetto a quelle con un un livello più elevato di istruzione.

Come si può intervenire per contrastare questa nuova epidemia?

É possibile affermare che negli ultimi anni sono emerse e sono state poi messe in atto diverse strategie: molti paesi dell’area OCSE (tra i quali Belgio, Cile, Finlandia, Francia, Messico e Ungheria) stanno facendo ricorso a politiche fiscali per aumentare il prezzo di prodotti non salutari, per incoraggiare il consumo di quelli salutari; la comunicazione commerciale sta avendo un ruolo sempre più determinante  nel condizionare le scelte degli alimenti da acquistare: maggior chiarezza delle informazioni nutrizionali contenute nelle etichette alimentari, campagne condotte dai mass media per sensibilizzare il consumo di prodotti salutari, uso dei social network e delle nuove tecnologie per realizzare campagne di promozione della salute, nonché un rinforzo della regolazione della commercializzazione di potenziali prodotti non salutari, specialmente se destinati ai bambini. Infine a livello politico sono da segnalare interventi di promozione del consumo di alimenti salutari nelle scuole di ogni ordine e grado.

Comunicazione e regolamentazione di politiche fiscali sembrano costituire quindi le principali strategie per affrontare il problema dell’obesità in modo efficace.

L.G.

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