Nessuno deve essere lasciato indietro – eccetto Taiwan ?

22 Maggio 2017, Ginevra
Quest’anno Taiwan non è stato formalmente invitato a prendere parte all’Assemblea Mondiale della Sanità – dopo otto anni di partecipazione come paese osservatore.

La questione ha suscitato molte reazioni ed è appena stata discussa dall’Assemblea.

La Cina ha ribadito la risoluzione ONU n. 2758 del 1971, menzionando il principio di “una sola Cina”.

Cuba ha espresso parere contrario all’inserimento della questione in Agenda.

Palau e St. Vincent & Grenadines si sono espresse in supporto di Taiwan. In particolare, il delegato di Palau ha sottolineato: la salute è un diritto umano fondamentale, nessuno deve essere lasciato indietro e bisogna assicurare la salute a tutti e a tutte le età, come affermato nel terzo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile. Ha inoltre dichiarato che le questioni politiche devono essere lasciate al di fuori dall’Assemblea.

“Cosa è cambiato rispetto all’anno scorso per giustificare il mancato invito di Taiwan?”

 

#LeaveNoOneBehind. Assemblea Mondiale della Sanità: niente invito (ancora) per Taiwan

L’8 maggio 2017 scadeva il termine per la registrazione all’Assemblea Mondiale della Sanità (AMS) e Taiwan non ha ancora ricevuto un invito ufficiale di partecipazione.

Nel 2009, dopo aver ottenuto un enorme sostegno internazionale, Taiwan è stato invitato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a partecipare alla 62° AMS in qualità di osservatore. In quell’occasione, Taiwan partecipò sotto la denominazione di Cina Taipei, in virtù di un accordo tra l’allora governo amministrativo di Kuomintang, il governo di Pechino e l’OMS.

Da allora, la partecipazione attiva di Taiwan all’AMS e agli incontri tecnici dell’OMS ha migliorato tra l’altro il controllo delle malattie all’interno del Paese e ha contribuito a migliorare la situazione in tutto il mondo.

Nel maggio 2016, dopo che, in diverse occasioni, la presidente taiwanese Tsai Ing-wen si è rifiutata di riconoscere esplicitamente il “consenso del 1992” – che stabilisce che c’è “una sola Cina” – i rapporti tra il governo taiwanese e quello cinese si sono raffreddati.

Questa resistenza ha messo fortemente in discussione la partecipazione di Taiwan a livello internazionale, tant’è che lo scorso anno Taiwan ha ricevuto l’invito a partecipare all’AMS solo il giorno prima della chiusura della registrazione. L’invito menzionava esplicitamente il principio di “una sola Cina” e la risoluzione ONU n. 2758 del 1971, nella quale la Repubblica Popolare Cinese rappresentata da Pechino, prese il posto della Repubblica Cinese rappresentata da Taipei in tutte le organizzazioni ONU, compresa l’OMS.

La portavoce dell’OMS Fedela Chaib ha affermato che “l’organizzazione comprende che vi sia preoccupazione per la partecipazione di Taiwan all’assemblea di quest’anno”, senza entrare nello specifico della natura di tale preoccupazione o di chi l’abbia espressa.

Il contribuito di Taiwan nella salute globale è importante e la sua assenza nell’OMS creerebbe una grave spaccatura, determinando rischi di diffusione di epidemie e alla sicurezza alimentare.

Taiwan infatti, amministrando le informazioni di volo della Regione di Taipei e ricevendo 60 milioni di passeggeri in entrata e in uscita l’anno, è un punto di trasporto nevralgico dove si potrebbero amplificare il rischio di trasmissione di malattie infettive, come MERS, Ebola o Zika.

L’esclusione di Taiwan dagli organismi internazionali determinerebbe anche rischi a livello alimentare, essendo il 17° più grande esportatore mondiale e il 18° più grande importatore di merci, secondo i dati del 2015.

Il Ministro della Salute e del Welfare Chen Shih-chung ha indetto una conferenza stampa, in cui il governo annuncerà le misure da adottare nel caso in cui Taiwan non ricevesse l’invito.

La presidente Tsai ha scritto un messaggio su Twitter, accompagnato da un video, affinchè Taiwan possa partecipare all’AMS, inserendo l’hashtag #LeaveNoOneBehind.  Nel tweet la Tsai, facendo un richiamo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, sottolinea come un governo autonomo e democratico meriti l’inclusione nelle istituzioni internazionali.

Diversi politici stranieri, come la congressista della Florida Ileana Ros-Lehtinen, hanno risposto all’appello sostenendo la partecipazione di Taiwan e hanno sottolineato come l’esclusione risulterebbe controproducente.

Mentre il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Geng Shuang ha sottolineato che il contributo di Taiwan nelle organizzazioni internazionali deve seguire il principio “una sola Cina”, rivendicando la sovranità della Cina su Taiwan, insistendo che Pechino, Taiwan e la Cina continentale facciano parte di una sola nazione cinese.

Il direttore dell’Ufficio di cooperazione internazionale per il Dipartimento di Salute di Taiwan Hsu Ming-hui­ ha promesso di continuare a fare pressioni, per ricevere un invito, fino a quando l’assemblea si riunirà a Ginevra il 22 maggio, affermando che Taiwan invierà una delegazione a prescindere.

http://www.chinapost.com.tw/taiwan/national/national-news/2017/05/08/496960/p1/Still-no.htm

https://www.eureporter.co/frontpage/2017/05/05/leaving-no-one-behind-taiwan-participation-in-world-health-assembly/

  di Debora Zucca e Benedetta Armocida

Nuovi casi di infezione umana dal virus A (H7N9) in Cina

Il 21 aprile 2017, la Commissione nazionale per la pianificazione e la sanità familiare della Cina (NHFPC) ha notificato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), 28 nuovi casi di infezione da virus influenzale A (H7N9), di cui 8 decessi.

L’influenza aviaria è una malattia degli uccelli diffusa in tutto il mondo, causata da un virus dell’influenza di tipo A. Si conoscono almeno quindici sottotipi di virus influenzali infettanti, ma le epidemie ad alto interesse per la salute pubblica sono state causate dal sottotipo H5 e H7.

L’influenza aviaria A (H7N9) è un particolare sottotipo di virus influenzale trovato per la prima volta nel 2013 in Cina. Nell’uomo, l’infezione è associata ad un’esposizione a pollame vivo e ad ambienti contaminati, quali i mercati e le aziende agricole. Non è ancora stata segnalata alcuna trasmissione interumana.

Considerato l’aumento del numero dei casi di infezione umana dal dicembre 2016, il governo cinese ha dichiarato che prenderà ulteriori misure di controllo:

  • Aumento della valutazione del rischio, della prevenzione e del controllo
  • Aumento dell’ attenzione igienica nei mercati di pollame vivo e dei trasporti transfrontalieri
  • Indagini dettagliate sulla fonte per garantire misure efficaci di prevenzione e controllo
  • Diagnosi precoce e segnalazione dei nuovi casi
  • Corretta informazione alla comunità sulla prevenzione e autoprotezione
  • Aumento della sorveglianza della virologia, per definire l’ambito di contaminazione e mutazioni del virus, al fine di fornire ulteriori indicazioni per la prevenzione e il controllo.

Secondo l’OMS, le evidenze epidemiologiche e virologiche attuali suggeriscono che il virus A (H7N9) non ha acquisito la capacità di una trasmissione continua tra gli esseri umani; pertanto, la probabilità di un’ulteriore diffusione a livello comunitario è considerata bassa.

L’OMS raccomanda ai viaggiatori, in transito nei paesi che hanno riportato episodi di influenza aviaria, di evitare, se possibile: le aziende di pollame, il contatto con animali nei mercati di volatili vivi, l’entrata in zone in cui il pollame viene macellato e il contatto con eventuali superfici contaminate da feci di pollame o di altri animali. Raccomanda inoltre al viaggiatore di lavarsi le mani con acqua e sapone e di prestare attenzione all’igiene dei prodotti alimentari. Una diagnosi di infezione da influenza aviaria dovrebbe essere presa in considerazione nei soggetti che sviluppano gravi sintomi respiratori durante il viaggio o nell’immediato ritorno.

L’OMS non ritiene però che debbano essere introdotte restrizioni di viaggio.
Incoraggia i paesi a continuare a rafforzare la sorveglianza dell’influenza, inclusa la sorveglianza delle malattie respiratorie acute e delle malattie simil-influenzali, ad esaminare attentamente le forme insolite, e assicurare sempre la segnalazione delle infezioni umane.

http://www.who.int/csr/don/01-may-2017-ah7n9-china/en/

di Beatrice Formenti

Cioccolato al Ginseng? La Nestlé punta sul business della medicina tradizionale cinese

http://www.themalaysiantimes.com.my/wp-content/themes/wp-clear/scripts/timthumb.php?src=http://www.themalaysiantimes.com.my/wp-content/uploads/2012/11/cina1-150x150.jpg&w=150&h=150&zc=1Lo scorso novembre, proprio mentre l’OMS teneva a Hong Kong un meeting per preparare un piano decennale di lavoro sulla medicina tradizionale,  la Nestlè stipulava una joint venture con la China Meditech Ltd. Per fare ricerca, produrre e vendere prodotti medicinali e alimentari basati sulla medicina tradizionale cinese. Chi-Med è controllata dal bilionario di Hong Kong Li-Kashing (un nome, un destino). L’accordo mette la Nestlè in grado di avere accesso ad una delle più vaste raccolte di piante medicinali (oltre 50.000 estratti e 1500 prodotti purificati).  Solo dal 2009 e solo in Cina, il mercato della medicina tradizionale è cresciuto di circa il 30%, per raggiungere il valore complessivo di 48 bilioni di dollari. E solo nel 2012 il valore delle azioni Nestlè è aumentato del 12% e quello delle azioni Chi-Med di ben il 43% (i cinesi vanno sempre più in fretta).
Intanto, il piano OMS sarà pronto per la partenza nel 2014. Vediamo cosa dirà. (GT)