AperiCUAMM – Raccolta fondi per l’emergenza fame in Sud Sudan

Martedì 18 luglio, ore 18,00 si terrà presso FAUNO 3.0 AperiCUAMM, l’aperitivo solidale di Medici con l’Africa CUAMM.

L’aperitivo sarà l’occasione per conoscere le attività, i progetti in Africa e in Italia dell’Ong e i membri del comitato CUAMM di Roma, ma soprattutto servirà per la raccolta fondi destinata all’emergenza fame in Sud Sudan.  

Il Sud Sudan è uno Stato fragile, fra i più poveri al mondo, nel quale coesistono e si alimentano reciprocamente guerra, epidemia e carestia. Sono 6 milioni le persone che riescono a fatica a trovare cibo a sufficienza ogni giorno. Il paese più giovane al mondo è dilaniato dalla guerra civile, iniziata nel 2013, tra i sostenitori del presidente Salva Kiir di etnia dinka e quelli dell’ex vice presidente Riech Machar di etnia neur, cacciato dal governo. La perpetua guerra e le scarse risorse alimentari hanno ridotto la popolazione allo stremo, tanto che, nel febbraio scorso, il governo ha dichiarato la carestia nella zona dell’ex Stato di Unity: le contee di Koch, Mayendit e Leer sono così pericolose da essere inaccessibili anche agli aiuti umanitari.

Il CUAMM ha operato e sta operando per rafforzare il sistema sanitario e rendere le comunità capaci di rispondere alle numerose necessità, garantendo interventi sul territorio, trasporto per emergenze e supporto a oltre 80 strutture, tra ospedali e centri periferici. Grandi sforzi sono stati effettuati per il trattamento della malnutrizione acuta in 13 di questi centri e a livello ospedaliero.

DONA IL SANGUE, DONALO ORA, DONALO SPESSO

14/06/2017 – Oggi è la Giornata mondiale del donatore di sangue.

I disastri naturali e gli incidenti sono eventi imprevedibili. Ogni calamità può colpire un numero più o meno elevato di persone, ma spesso, molte di queste hanno bisogno di sangue. Cosa fare?

“Non aspettare che un incidente avvenga. Dona il sangue. Donalo ora. Donalo spesso” è questo lo slogan della campagna 2017 promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in favore della donazione di sangue, incentrata sulla donazione durante le emergenze.

Il sangue è una risorsa non sostituibile e rapidamente esauribile, che continua a non essere sufficiente per le necessità di tutti i pazienti. E’ quindi fondamentale per ogni paese poter contare su una raccolta di sangue costante e regolare.

Ogni anno, nel mondo, vengono raccolte oltre 112 milioni di donazioni di sangue. Oltre la metà provengono da Paesi ad alto reddito, dove vive complessivamente solo un quinto della popolazione mondiale. Il 30% delle donazioni mondiali proviene da donne.

I donatori possono essere su base volontaria (non retribuiti), familiari o conoscenti della persona che ha bisogno del sangue, oppure donatori pagati. Un approvvigionamento adeguato e affidabile di sangue può però essere garantito solo tramite una base solida di donatori regolari, volontari, non retribuiti. Questi donatori sono anche il gruppo più sicuro, quello che porta minore rischio di infezioni post-trasfusionali.

Nel mondo 74 paesi ottengono oltre il 90% delle loro riserve di sangue tramite donazioni su base volontaria, di questi 39 sono paesi a reddito elevato, 26 paesi a medio reddito e 9 sono paesi a basso reddito. D’altra parte, sono ancora molti i paesi del mondo in cui oltre il 50% delle donazioni viene retribuita o garantita da familiari/conoscenti al momento del bisogno.

E’ importante comunque sottolineare come negli ultimi anni si stia assistendo ad un aumento globale di donatori su base volontaria e ad una riduzione dei donatori su base retribuita.

Nei paesi a reddito elevato, i pazienti trasfusi appartengono più frequentemente al gruppo degli over 65 e le trasfusioni vengono effettuate soprattutto come terapia di supporto di caso di chirurgia cardiovascolare e poli-traumi, oltre che in pazienti affetti da patologie neoplastiche. Nei paesi a basso e medio reddito invece, il sangue è utilizzato soprattutto nella gestione delle complicanze post partum e degli stati di grave anemia infantile (fino al 65% delle trasfusioni sono effettuate in bambini con meno di cinque anni).

L’OMS raccomanda che il sangue proveniente da ogni donazione sia controllato per escludere la presenza di infezioni prima dell’uso. Lo screening per HIV, epatite B e C e sifilide dovrebbe essere ovunque obbligatorio. Tra i paesi che forniscono dati in merito, ve ne sono ancora 13 che non effettuano i test per 1 o più delle condizioni sopra elencate.

Hai tra i 18 e I 60 anni? Recati al centro trasfusionale più vicino a casa tua. Verrai sottoposto ad una visita per accertare il tuo stato di salute e la tua idoneità alla donazione.
“Dona il sangue, donalo ora, donalo spesso”.

 

                                                                                                                                                                          di L.D.

Le parole chiave per lo sviluppo sostenibile: speranza, partecipazione attiva e sviluppo umano integrale

Bari, 12 maggio 2017. A chiusura del Forum Internazionale “Economia e povertà: politiche pubbliche per lo sviluppo sostenibile e la salute globale” è stato promulgato il manifesto “Economia al servizio della promozione umana-Human Promoting Economy”.

La parola chiave del manifesto è speranza, fondata sulla consapevolezza dell’enorme patrimonio di idee e di energie ancora vive nel cuore della nostra Italia, nonostante lo scenario di crisi economica ed istituzionale.

Nel manifesto viene espresso l’obiettivo di dare vita a un grande patto federativo tra persone, movimenti ed associazioni, con lo scopo di rinnovare la società italiana e fondarla su una più ampia partecipazione sociale dei cittadini – con particolare riferimento a tematiche di economia, salute e ambiente. Si mira a creare un nuovo patto tra generazioni ponendo come unico fine il bene comune, riprogettando il presente e l’avvenire in un’ottica di sostenibilità.

Su questa base, tutti sono chiamati a contribuire a uno sviluppo economico che promuova la dignità e la persona, tutelando l’ambiente e la salute (articolo 4 della Costituzione). Questo può essere effettuato puntando su uno sviluppo sostenibile e rispettoso della persona, come occasione di rinascita economico culturale dell’Italia e dell’Europa.

Si vuole quindi sostenere una società rappresentativa e fondata sull’interconnessione fra persone e sul reciproco scambio di valori e beni immateriali dove ciascuno contribuisca a fare in modo che “la Repubblica rimuova gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (articolo 3 della Costituzione Italiana).

Viene inoltre riportato come sia fondamentale promuovere uno sviluppo umano integrale, cioè l’allargamento dello spazio di dignità e di libertà delle persone. L’idea di base è che la libertà sia interconnessa con la responsabilità di proteggere il bene comune e promuovere la dignità, la libertà e il benessere degli altri, tanto da raggiungere i poveri, gli esclusi e le generazioni future.

Vengono sintetizzati in 3 punti le modalità con cui realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile:

  • Creare innovazione in campo economico, sociale e ambientale nel quadro di un nuovo modello di Società Sostenibile. L’innovazione sostenibile infatti è l’unico modo per superare l’attuale crisi economica e sociale che sta investendo il Paese. “La sostenibilità nelle sue dimensioni inscindibili – quella economica e quella sociale (che include la tutela dell’ambiente, la promozione della salute e della dignità della persona) – è la grande sfida del XXI secolo”. Lo scopo è quello di sviluppare una vera Green economy per fermare il consumo del territorio, per difendere l’ambiente e per aumentare i livelli di salute e di qualità di vita (che non sono misurabili in termini di PIL).
  • Promuovere la cultura della sostenibilità. “In tal senso è necessario sostenere il mondo della scuola a trovare percorsi d’innovazione; promuovere la cultura, intesa come sviluppo di nuove competenze, diffusione delle conoscenze e delle buone pratiche”. Fondamentale è promuovere la cultura della sostenibilità tra i cittadini, in tutti gli strati sociali, con un approccio interdisciplinare, soffermandosi sui temi della salute e dell’ambiente.
  • Favorire in ogni modo la partecipazione attiva dei cittadini ai processi decisionali. Come enunciato dall’articolo 118 della nostra Costituzione, la Repubblica in tutte le sue articolazioni centrali e periferiche deve “favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”. Bisogna quindi creare una cittadinanza attiva, immaginando una Repubblica di cittadini, in cui non sia possibile prescindere dal coinvolgimento della popolazione in ogni decisione, specialmente in materia di tutela della salute e dell’ambiente.

L’obiettivo per il quale si deve lottare è quindi il “Rinnovare la società ripartendo dalla cittadinanza attiva in un’ottica di sostenibilità”.

di Benedetta Armocida

#G7 finanziario. Un forum su economia e povertà sfida il G7 sui temi dello sviluppo sostenibile e della salute globale

Bari, 12 maggio 2017. Si svolge quest’oggi nella capitale pugliese il Forum internazionale “Economia e povertà: politiche pubbliche per lo sviluppo sostenibile e la salute globale”;  apre i lavori il presidente della regione Puglia Michele Emiliano che in conferenza stampa ha presentato l’incontro come un evento totalmente scientifico che intende indurre il G7 a ragionamenti di alto profilo politico, come l’eliminazione delle diseguaglianze nel mondo, rispettando ambiente, diritti e giustizia: aspetti che spesso vengono trascurati rispetto alla contabilità generale degli Stati”.

Il forum è stato pensato al fine di cogliere l’opportunità offerta dal G7 Finanziario per porre l’attenzione dei governatori locali e nazionali sull’Economia reale dell’Italia, dell’Europa e del Mondo.

Si è voluto inserire dunque, all’interno dell’evento economico, una riflessione su fenomeni diventati sempre più attuali quali disagio e povertà, così da far emergere prospettive e proposte di nuovi modelli economici e di welfare e attuare politiche pubbliche che promuovano uno sviluppo rispettoso delle persone e dell’ambiente.

I lavori del forum si compongono di due sessioni, la prima affronta il tema dell’economia e della povertà, la seconda quello dello sviluppo sostenibile e salute globale. Particolarmente atteso è l’intervento dell’economista James Kenneth Galbraith, della Lyndon Johnson School of public affairs, presidente di “Economists for Peace and security” e direttore del “Joint Economy Committee” del Congresso Usa. Nella sessione che intende mettere in relazione salute globale e sviluppo sostenibile, intervengono tra gli altri Maria Neira, direttrice del dipartimento di salute e ambiente della Organizzazione mondiale della sanità (OMS), e Eduardo Missoni, uno dei massimi esperti del settore.

Al termine dei lavori è prevista la promulgazione del Manifesto di Bari, per un’economia al servizio della promozione umana, con l’adesione di comuni, scuole, imprese, enti di ricerca, cittadinanza attiva e terzo settore.

http://www.affaritaliani.it/puglia/g7-finanze-galbraith-al-vertice-di-br-emiliano-su-economia-poverta-477758.html?refresh_ce

di Debora Zucca

Il mondo è coeso nel difendere la salute per tutti. Once again #health4all

E’ stata numerosa la partecipazione alla giornata di azione contro la commercializzazione e la privatizzazione della salute, #health4all, svoltasi ieri in tutta Europa e nel mondo. Movimenti, reti ed organizzazioni della società civile si sono mobilitati alla difesa della sanità pubblica e della salute per tutti.

Sono state molteplici le manifestazioni, i presidi, le conferenze e le assemblee organizzate in diverse città italiane ed europee, arrivando oltre oceano fino in Argentina ed India.

Ampia partecipazione al corteo di Firenze, al presidio di Bologna in Piazza Re Enzo e agli eventi di Milano, Brescia e Rimini. A Roma si è svolta l’assemblea cittadina, nella Sala del Carroccio, in Campidoglio, promossa dal Forum per il diritto alla salute e dal People’s Health Movement; conferenze e flashmob a Torino e molta sensibilizzazione anche al presidio di Napoli in Piazza Dante e a Ferrara nell’atrio del Policlinico S.Anna.

Tra le città europee grande adesione a Barcellona e Bruxelles, dove con cortei, flashmob e presidi si è gridato “La salute non è in vendita”.

Le manifestazioni per il diritto a una salute pubblica ed equa si sono svolte anche ad Andhra Pradesh in India e Buenos Aires, dove diverse organizzazioni sociali hanno manifestato davanti al Ministero della Salute contro la privatizzazione del sistema sanitario.

Riportiamo di seguito delle testimonianze fotografiche della giornata.

 

di Benedetta Armocida

Summit mondiale sulla salute. Nasce anche la Federazione Mondiale delle Istituzioni Accademiche per la Salute Globale

WHS2013Berlino, 22 ottobre – Si conclude oggi a Berlino il quinto World Health Summit evento che si tiene annualmente nella capitale tedesca sotto gli auspici e con il supporto finanziario (non esclusivo) di quel governo, ma originato e sostenuto sul piano tecnico  da una rete di sedici istituzioni accademiche di tutti i continenti autonominate M8Alliance, dal numero originario dei suoi membri (concettualmente speculare all’idea del G8).   “Voglio discutere di economia come se le persone contino qualcosa” ha sottolineato  Sir Michael Marmot, Direttore dell’Istituto per l’equità in salute, dell’universtà di Londra, dirigendosi al pubblico nella seduta inaugurale del Summit. Denunciando le iniquità del sistema globale, Marmot ha anche attaccato i promotori delle misure di austerity, indicandoli tra le cause della crisi finnaziaria globale. Alla cerimonia inaugurale conclusa dall’intervento di José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, Annette Grüters-Kieslich,  presidente di Charité Berlin, il più grande ospedale pubblico tedesco che continua ad esserne la principale delle istituzioni promotrici, ha fatto un emozionato rierimento anche Lampedusa e il dramma dei migranti che trovano la morte nel Mediterraneo sollecitando la coscienza e la responsabilità di tutti gli europei sul fatto che “Lampedusa è la porta d’Europa”. Tra le molte conferenze, seminari e tavole rotonde della tre giorni di Berlino, una sessione è stata dedicata anche alla costituzione della Federazione Mondiale delle Istituzioni Accademiche per la Salute Globale (World Federation of Academic Institutions for Global Health – WOFAIGH) volta a collegare le reti accademiche continentali e nazionali di Salute Globali già esistenti. Con l’occasione è stata segnalata ai convenuti la Rete Italiana per l’Insegnamento della Salute Globale (RIISG), uno dei pochi esempi di reti nazionali (cui aderisce anche l’OISG). (EM)

A Pechino si rilanciano i sistemi sanitari universalistici

Dal 31 ottobre al 3 Novembre 2012 si è svolto a Pechino il secondo simposio globale sulla ricerca sui sistemi sanitari, ancora una volta dedicato al tema della sanità universalistica – Second Global Symposium on Health Systems Research: Inclusion and Innovation towards Universal Health Coverage.
Ospitato dal Peking University Health Science Centre  ,
il simposio ha riunito una vasta comunità di accademici, practitioners, policy makers e donatori, composta da 1775 partecipanti provenienti da 110 paesi, che ha discusso su come sviluppare la ricerca sui sistemi sanitari per favorire una sanità universalistica. Durante il simposio è stata lanciata una nuova società scientifica chiamata Health Systems Global dedicata a promuovere la ricerca sui sistemi sanitari, alla quale hanno aderito 1400 partecipanti, e si è discusso di come inserire lo sviluppo dei sistemi sanitari nell’agenda politica globale, arrivando a proporre di inserire la Universal Health Coverage nei nuovi obiettivi di sviluppo globali post 2015. L’Organizzazione Mondiale della Salute ha presentato la nuova strategia sulla ricerca sui sistemi sanitari come strumento per influenzare le politiche sanitarie (“Changing Mindsets”), corredata da un documento che descrive varie modalità con cui usare la ricerca per indirizzare i processi decisionali (“Options for Actions”) .
I donatori presenti al simposio hanno espresso interesse a sostenere un consorzio di ricerca per la sanità universalistica (Research Consortium for UHC) finalizzato a migliorare il coordinamento delle risorse disponibili per generare conoscenze a favore di una sanità universalistica.
Il simposio si è concluso con la dichiarazione di Pechino (FT)

L’OMS cerca nuove regole d’ingaggio per la società civile

WHOL’OMS rilancia il dialogo con la società civile e cerca nuove regole di interazione con il complesso mondo delle organizzazioni non governative (ONG) dopo anni di acuminate resistenze, incidenti di percorso, progressiva riduzione degli spazi di parola imposta a suon di regole non scritte, volte a delimitare la voce critica nei confronti dell’agenzia e dei suoi stati membri.

La novità di dialogo, che ha registrato un primo appuntamento formale il 18 ottobre scorso a Ginevra alla presenza della direttrice Margaret Chan, si inquadra nel faticoso cammino di riforma che l’OMS ha avviato  nel 2011, e dà attuazione agli indirizzi della 65ma Assemblea Mondiale della Salute, con cui gli stati membri hanno chiesto al segretariato la messa a punto di una nuova “policy” per regolare la collaborazione del’OMS con la società civile. Un tentativo simile era stato perseguito con la “Civil Society Initiative” nei primi anni del 2000, ma era abortito nel 2004 per via della resistenza di alcuni paesi che non vedevano di buon occhio un allargamento del ruolo delle ONG nelle dinamiche diplomatiche dell’organizzazione.

Oggi le cose sono cambiate, dicono al segretariato dell’OMS, e vale la pena riprendere il discorso laddove si era interrotto nel 2004, con tutti gli aggiornamenti del caso. Va detto peraltro che questa virata di atteggiamento deriva in buona misura dal lavoro di pressione che il gruppo della società civile più impegnato sulla riforma dell’OMS, Democratising Global Health for the WHO Reform (DGH), ha portato avanti per oltre un anno con il segretariato ed alcuni stati membri. Uno dei capitoli più significativi della riforma dell’OMS in senso democratico ha decisamente a che fare con l’allargamento delle maglie di un’interazione tra OMS e ONG assai asfittica, poco proficua, sostanzialmente avvelenata da un clima di ostilità non riscontrabile in altre agenzie delle Nazioni Unite. Il documento di lavoro con cui il Segretariato ha preparato l’incontro del 18 ottobre, cui hanno partecipato una cinquantina di organizzazioni presenti a Ginevra e una decina in streaming, segnala il recepimento delle proposte delle ONG di interesse pubblico (PINGOs), a partire dal riconoscimento del ruolo che le ONG giocano nell’arena della salute globale, sia sul piano nazionale che internazionale, ivi inclusi i movimenti sociali ed i vari networks che perseguono il diritto alla salute.

L’incontro del 18 ottobre ha cominciato a definire i nodi da affrontare. Primo tra tutti la classificazione della galassia del non governativo a seconda degli interessi diversi, e divergenti, che i vari attori della società civile perseguono. Accanto alle PINGOs infatti sedevano le ONG nate a tutela del settore corporate privato (BINGOs), in parte preoccupate per le inattese aperture del documento di lavoro dell’OMS, e le reti di associazioni dei pazienti di malattie croniche nate negli ultimi decenni e prevalentemente finanziate dalle case farmaceutiche. Ma la classificazione della società civile, include molte altre categorie, e la definizione di criteri condivisi da tutti: esercizio arduo e rischioso per tutti. Altra questione cruciale attiene al conflitto di interessi, ambito assai poco regolamentato in seno all’OMS, e radice di recenti inciampi dell’organizzazione, a detrimento della sua stessa credibilità (un caso per tutti, la gestione della influenza pandemica H1N1).

Il segretariato ha promesso trasparenza nella messa a punto della nuova policy sulle ONG. Incluse nuove consultazioni aperte, anche on line. Intanto, serve sapere che un percorso parallelo è stato messo a punto per l’interazione dell’OMS con il settore privato, e molto probabilmente una politica specifica verrà definita anche per regolamentare il ruolo del settore della filantropia non profit. Eppure, malgrado tutto, forse qualcosa finalmente si muove. (ND)

Il Forum della Cooperazione Internazionale raccomanda la Tassa sulle Transazioni Finanziarie – L’Italia può assumere un ruolo da protagonista

005La Campagna ZeroZeroCinque esprime soddisfazione per i risultati dei lavori preparatori al Forum sulla Cooperazione Internazionale e chiede a Monti un ruolo più incisivo dell’Italia nell’immediata introduzione della Tassa sulle Transazioni Finanziarie tramite il meccanismo della cooperazione rafforzata

Milano, 1 ottobre 2012 – La campagna ZeroZeroCinque accoglie con grande soddisfazione le raccomandazioni che emergono dai lavori preparatori al Forum sulla cooperazione promosso dal Ministro per la Cooperazione Internazionale e dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri, in corso oggi e domani a Milano.
Dal documento preparatorio del gruppo di lavoro “Come l’Italia immagina la cooperazione allo sviluppo post 2015”, i risultati del quale saranno presentati oggi alla presenza del premier Mario Monti, emerge chiaramente la raccomandazione che il nostro Paese sostenga l’introduzione della Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF), impegnandosi a destinare alla cooperazione internazionale almeno il 50% del gettito raccolto .
Questa raccomandazione avanzata nel Forum della Cooperazione è quanto mai attuale. “In questi giorni è cruciale la piena e convinta adesione dell’Italia al percorso europeo per l’introduzione entro la fine dell’anno della TTF attraverso la procedura della cooperazione rafforzata” dichiara Andrea Baranes, portavoce della campagna ZeroZeroCinque. Le negoziazioni tra almeno nove Stati Membri dell’Unione Europea sono in corso, su iniziativa di Germania e Francia i cui rispettivi leader si sono da tempo schierati a favore della TTF, con il pieno appoggio delle istituzioni europee fortemente favorevoli all’introduzione della tassa. “Chiediamo al Premier Monti di sostenere attivamente questo processo, affinché l’Italia possa ricoprire un ruolo da protagonista, per una causa che è ampiamente sostenuta dall’opinione pubblica italiana ed europea.” – continua Baranes – “Oggi il 70% delle operazioni sulla borsa di New York sono High Frequency Trading, transazioni eseguite nell’arco di secondi o di millesimi di secondo da computer, senza nessun intervento umano. In Europa tali operazioni sarebbero “solo” il 40% del totale. Transazioni che non hanno nessun legame con l’economia reale, ma che esasperano la volatilità e l’instabilità sui mercati, distruggendo vite a livello globale, con effetti ancora più drammatici nei Paesi più poveri e più vulnerabili. La TTF renderebbe molto meno convenienti, se non impossibili, tali transazioni e genererebbe un gettito che in parte chiediamo di destinare ad iniziative di cooperazione con i Paesi del Sud del mondo e a programmi per il contrasto ai cambiamenti climatici”.

Contatti: info@zerozerocinque.it; cell. 3666274363

La Campagna ZeroZeroCinque fa parte di un’ampia coalizione internazionale; in Italia è promossa dalle seguenti organizzazioni della società civile:
Acli, ActionAid Italia, Adiconsum, Adiconsum Basilicata, Amref, Arci, Attac, Associazione di Comunità, Associazione Monastero del Bene Comune, Azione Cattolica, Banca Popolare Etica, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Cgil, CINI – Coordinamento Italiano Network Internazionali, CISP, Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, Cisl, Cittadinanzattiva, Consorzio Città dell’Altra Economia, Consorzio Sociale Goel, COOPI, Cuamm, CVX Italia, Daquialà, Dokita, Economia Alternativa, Equociquà, Fa’ la cosa giusta, Fair, Fiba Cisl, Flare, FOCSIV – Volontari nel mondo, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Gcap – Coalizione Italiana Contro la Povertà, La Rondine, Legambiente, Lega Missionaria Studenti, Libertà e Giustizia, Lunaria, Mani Tese, Mag4 Piemonte, Mag Verona, Microdanisma, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale, Oxfam Italia, Reorient, RTM – Reggio Terzo Mondo, Save the Children, Sbilanciamoci, Social Watch Italia, UIL, Un ponte per, Volontari Terzo Mondo – Magis, WWF Italia

Il People’s Health Movement a Bologna

PHMSi è svolto il 3 settembre 2011, a Bologna, un incontro pubblico dal titolo “Globalisation, crisis and activism: the role of the People’s Health Movement”.

L’evento, promosso dal Centro di Salute Internazionale di Bologna nell’ambito della Summer School “Global Health and Migration”, ha visto intervenire David Sanders, professore di sanità pubblica all’Università di Western Cape (Città del Capo, Sudafrica) che ha presentato la storia del People’s Health Movement (PHM). Con lui, Alexis Benos, membro del PHM e docente di sanità pubblica presso l’università di Salonicco, che ha descritto gli effetti che la crisi globale ha avuto sulla salute della popolazione greca e la mobilizzazione sociale che ne è conseguita, e Feride Aksu, dell’università di Izmir (Turchia) e segretaria generale dell’Ordine dei Medici turco, che ha riportato la storia della mobilizzazione sociale e professionale turca in difesa del diritto alla salute.

Il People’s Health Movement è un movimento globale per il diritto alla salute che fonda le sue radici nella gente; nato dalla preoccupazione per il crescere delle disuguaglianze nella salute nel corso degli ultimi 25 anni, il movimento chiama all’azione per una riscoperta dei principi di Alma-Ata, nella prospettiva della Health for All.

Come recentemente testimoniato da giovani medici italiani che hanno preso parte, nel luglio 2012, alla terza People’s Health Assembly in sud-Africa, “nella visione del PHM, la salute delle persone è gravemente minacciata dall’attuale crisi del sistema economico dominante, che si articola in crisi finanziaria, politica, economica e alimentare e che è responsabile della crescita delle disuguaglianze sia all’interno che tra i Paesi”. (GB)