Yemen. Una corsa contro il tempo e contro la fame

12 Aprile – Il conflitto in corso dal 2014 ha avuto un impatto devastante sulla sicurezza alimentare e sui mezzi di sussistenza: lo Yemen è oggi protagonista di una delle più gravi crisi alimentari a livello mondiale.

“Siamo in una corsa contro il tempo per salvare vite umane ed evitare una carestia su vasta scala nel paese, ma abbiamo urgente bisogno di risorse per poterlo fare”, dichiara Stephen Anderson, Direttore del Programma Alimentare Mondiale (PAM) in Yemen.

Il Programma Alimentare Mondiale (PAM)sta incrementando le sue operazioni di emergenza per fornire assistenza alimentare vitale a circa 7 milioni di persone considerate a severo rischio nutrizionale. Oltre a fornire supporto alimentare a più di 2 milioni di bambini, il PAM fornisce assistenza alle donne in gravidanza promuove l’allattamento al seno.

“Dobbiamo garantire le risorse urgenti per soddisfare le esigenze di tutte le 9 milioni di persone che vivono in grave insicurezza alimentare in Yemen, così come i milioni di bambini e donne malnutriti”, ha aggiunto S. Anderson.

Fino a quando il PAM non otterrà i fondi di cui necessita, la priorità sarà data ai 6,7 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza alimentare urgente – verrà garantito un pacchetto assistenziale volto ad evitare la carestia a 2,5 milioni di persone che vivono nei governatorati più colpiti dall’insicurezza alimentare.

“In Yemen, la situazione si sta avvicinando a un punto di rottura con livelli senza precedenti di fame e insicurezza alimentare. Milioni di persone non possono più sopravvivere senza assistenza alimentare urgente “, afferma S. Anderson.

http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=56550#.WO9wfIiLTie

di Beatrice Formenti

 

Giornata Umanitaria Mondiale

WHO, Yemen, 2009

Nella giornata umanitaria mondiale, l’OMS ricorda che la salute è una delle tante dimensioni critiche della risposta umanitaria e degli interventi per restituire una vita normale alle persone colpite. Ogni anno il 19 agosto, la Giornata Umanitaria Mondiale rende merito a coloro che affrontano pericoli e avversità per aiutare gli altri. In questa data ricorre l’anniversario del bombardamento che nel 2003 colpì il Quartier generale delle Nazioni Unite a Baghdad in Iraq uccidendo 22 persone. Più di un miliardo e mezzo di persone – quasi un quarto della popolazione mondiale – vivono in paesi colpiti da conflitti violenti. Negli ultimi dieci anni è stata registrata una media annuale di 700 disastri naturali e tecnologici, di cui hanno fatto le spese 270 milioni di persone. Tre quarti dei 20 paesi con il più alto tasso di mortalità infantile al mondo sono interessati da conflitti violenti. La salute è uno degli aspetti più importanti della risposta umanitaria. L’OMS registra 23 paesi che hanno sofferto crisi violente negli ultimi anni e sono stati oggetto dell’azione umanitaria dell’Organizzazione mondiale, in coordinamento con il resto del sistema delle Nazioni Unite di cui coordina il cluster sanitario negli interventi umanitari. (EM)

 

 

Federalismo all’italiana: ma la salute non ha confini!

A metà del 2013 entrerà in vigore in tutti i paesi dell’Unione Europea una nuova Direttiva sui diritti dei pazienti nelle cure transfrontaliere. Si tratta di una assoluta novità perché il testo prende le mosse da alcune sentenze della Corte di Giustizia Europea che riconoscono ad alcuni cittadini comunitari (quelli che avevano fatto ricorso) il diritto ad essere rimborsati dal proprio paese in caso di cure all’estero. In pratica l’Europa, partendo dal basso, vale a dire da una azione giuridica intentata dai cittadini, prende atto che non è possibile violare il diritto alla mobilità e alla libera scelta degli individui di ricevere trattamenti sanitari in ognuno degli Stati membri. Addirittura la libertà di movimento non riguarda solo le persone, ma anche i prodotti e i trattamenti, tanto che un cittadino potrà avere accesso a farmaci non ancora distribuiti nel proprio paese e, qualora sia il medico ad indicarne la necessità,  pagare secondo le modalità previste nel proprio paese di origine. (TP) Articolo completo su Civicolab.

Rio+20 al via

Rio+20

Si apre oggi, 20 giugno 2012, a Rio de Janeiro, Brasile la United Nations Conference on Sustainable Development. Tre giorni in cui le Nazioni Unite richiamano governi, organismi internazionali e società civile per tracciare la rotta verso “un pianeta più sicuro, equo, pulito e prospero per tutti”, come si legge dal sito Rio+20.

Venti anni dopo il Earth Summit di Rio, dove venne adottata l’Agenda 21, ovvero lo start-up di una partnership globale indirizzata allo sviluppo sostenibile da conseguirsi nel XXI secolo, l’incontro si occuperà di due temi:

  • Green economy per lo sviluppo sostenibile e l’eradicazione della povertà;
  • Nascita di un framework istituzionale ad hoc.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità oggi ricorda come “l’umanità sia il nodo cruciale per lo sviluppo sostenibile” e come sia “vitale che i partecipanti a Rio+20 ribadiscano questo e agiscano concretamente per rilanciare il rapporto tra salute e sviluppo sostenibile”. (GB)

Secondo mandato per Margaret Chan

chan_official_portraitOggi, 23 maggio 2012, la World Health Assembly ha nominato Margaret Chan per la seconda volta Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nel suo messaggio d’insediamento la Chan, rivolgendosi ai ministri della salute e ai rappresentanti degli stati membri, ha ricordato come “la copertura universale [dell’assistenza sanitaria, ndr] è l’idea più potente che la salute pubblica possa offrire” e “il miglior modo per rafforzare i successi del decennio passato”.

Inoltre, ha voluto richiamare l’attenzione sul futuro dei finanziamenti per lo sviluppo definendolo “incerto”. Come già segnalava Eduardo Missoni, vicepresidente OISG, (si legga a riguardo il post L’OMS va in cerca d’identità) “nel tempo l’Organizzazione ha sempre più abdicato al suo ruolo di regista della salute globale ed è diventata dipendente dai fondi dei donatori volontari, per natura non prevedibili, incerti e ancorati a singoli progetti. Ben venga, quindi, la volontà di tornare a definire le priorità. Ma il tema centrale è vedere come si riuscirà ad assegnare adeguati finanziamenti a quelle priorità”.

Watchers di tutto il mondo attendono di vedere i prossimi sviluppi. (GB)

Numeri e Salute

StatisticsNon è solo che i dati attendibili sono difficili da trovare, quanto che è difficile misurare l’inattendibilità dei dati” – H. Rosling, Gapminder Foundation

Health by numbers: A statistician’s challenge, pubblicato da Reuters U.S. il 14 maggio scorso, propone la tesi seguente: miliardi di dollari vengono allocati e intere politiche cambiano sulla base di dati delle Agenzie delle Nazioni Unite, come l’OMS e L’UNICEF o la Banca Mondiale. Tuttavia – continua l’articolo – i dati attendibili sono difficili da trovare, come sanno bene gli esperti di analisi statistica dell’OMS, ed estrapolare dati significativi a livello globale da scarse documentazioni grezze può essere insidioso.

Lo stesso articolo riporta un commento di Ties Boerma, Direttore del Health and Statistic Information System dell’OMS: “a livello mondiale due terzi dei decessi e un terzo delle nascite non vengono registrati”. A rincarare la dose sono ultimamente apparse ricerche che divergono dai dati della stessa OMS: ad esempio, l’United States Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) affermava nel febbraio scorso che la malaria procura ogni anno nel mondo il doppio dei decessi di quanto riportato dalle Nazioni Unite.

Gli studi dell’IHME (finanziati da The Bill & Melinda Gates Foundation) sono stati riportati anche da The Lancet.

A ridosso dalla pubblicazione del World Health Report 2012, che avrà come tema principale proprio la ricerca in ambito sanitario, il dibattito merita quantomeno di essere seguito. (GB)

Adolescenza e salute

Adolescenza e saluteIn concomitanza con la 45° Sessione della Commissione su Popolazione e Sviluppo delle Nazioni Unite, la cui attenzione si è posata su “Adolescents and youth”, il 25 aprile scorso The Lancet ha lanciato la sua seconda Series on Adolescent Health.

Rischi tradizionalmente correlati all’età adolescenziale, quali l’eccessivo consumo di alcol o le malattie sessualmente trasmesse, investono ancora oggi, nell’era dei social media 1,8 miliardi di ragazzi nel mondo.

L’Editoriale di questa nuova serie ricorda come una visione più olistica, che riconosca il ruolo dei determinanti sociali di malattia, sia un passo in avanti importante per includere le tematiche di salute dell’età adolescenziale nell’agenda della salute globale, in quello che viene definito un “life-course framework“.

Da segnalare l’intervista che The Lancet ha fatto a questo riguardo a Sir Michael Marmot, professore di epidemiologia e salute pubblica al University College di Londra e già a capo della WHO Commission on Social Determinants of Health dal 2005 al 2008. Marmot ricorda come la naturale attenzione a tutte quelle condizioni prevenibili che affliggono la popolazione mondiale nell’infanzia, quali il mancato accesso all’acqua potabile, ai nutrienti essenziali, all’assistenza di base, corra di pari passo con una disattenzione per le condizioni di salute dell’adolescenza, tanto da poter considerare quest’ultima un’area dimenticata nel dibattito di salute pubblica.
Cita anche il caso della crescente disoccupazione giovanile che la crisi economica su scala globale sta portando con sé: per l’impatto che essa stessa ha sulla salute, la disoccupazione giovanile rappresenta oggi “un’emergenza di salute pubblica”. (GB)