La pillola: sessant’anni di lotta e le conseguenze della “gag rule”

Il 5 giugno ricadeva il 60esimo anniversario dell’approvazione della pillola per il trattamento dei disturbi mestruali da parte della Food and Drug Administration, degli Stati Uniti d’America.

Un anniversario importante che permette di riflettere sui progressi e sui benefici, ma anche sulla continua battaglia per l’accesso ai contraccettivi – farmaci che nell’uso comune hanno assunto la denominazione di “pillola”.

La pillola, fu creata inizialmente per trattare disturbi mestruali, ma presto si vide  che poteva essere utilizzata anche come contraccettivo.  Questo uso però rimase a lungo un tabù. Trascorsero tre anni prima che i medici potessero prescriverla come contraccettivo e un decennio perché le donne la potessero ottenere prima del matrimonio.

La pillola ha assunto e assume un’importanza rilevante nel mondo, considerando che il mercato di farmaci contraccettivi nel 2015 ha fatturato più di 6,1 miliardi di dollari a livello globale e soprattutto osservando la trasformazione apportata alle società, almeno in quelle in cui il farmaco è accessibile. Ad esempio è stato dimostrato un aumento dell’istruzione e dei guadagni per le donne negli Stati Uniti e in Europa occidentale. In un rapporto del 2007 che analizzava i dati degli anni ’60 e ’70 negli Stati Uniti, è emerso un aumento del 17% delle donne iscritte all’università negli Stati dove la pillola veniva prescritta a 18 anni rispetto a quelli in cui era proibita fino ai 21 anni. Altro interessante cambiamento è stato il rallentamento della crescita della popolazione, esempio emblematico è il Bangladesh dove nel 1970 la media di figli per donna era pari a sette, mentre oggi è due.

Nonostante questi miglioramenti tangibili, rimangono grandi lacune nell’accesso, associate al sessismo, alla povertà, ai tabù culturali e attualmente anche alla politica.

In Sudafrica ad esempio, i contraccettivi sono legalizzati da lungo tempo, ma le giovani donne si lamentano della difficoltà nel parlare di sessualità da parte delle infermiere nelle cliniche di salute riproduttiva. Sempre in Sudafrica le gravidanze in età adolescenziale sono pari al 4,4%, dato associato all’elevata incidenza di HIV, una tra le più alte al mondo. Proprio per questo motivo i laboratori per HIV offrono spesso anche assistenza alla salute riproduttiva.

La difficoltà all’accesso è stata accentuata anche dalla recente “gag rule” messa in atto dal presidente statunitense Donald Trump, ovvero una regola che limita o proibisce di trattare alcuni argomenti da parte di organi legislativi o di governo. Il ripristino di questa politica conservativa fa sì che i fondi statunitensi per lo Sviluppo Internazionale non vengano più investiti in nessuna organizzazione che lavori all’estero e che tratti di aborto.

I tagli di bilancio proposti al Dipartimento di Stato e all’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale riducono i fondi ai servizi che forniscono contraccettivi per le donne nei paesi in via di sviluppo di circa 523 milioni di dollari. Una relazione dell’Istituto Guttmacher, stima che per ogni 10 milioni di dollari non investiti sulla pianificazione familiare, 433.000 donne in meno riceveranno contraccettivi, ciò provocherà 128.000 gravidanze non intenzionali. Studi hanno dimostrato che il risultato di questa politica si tradurrà nell’aumento della pratica di aborti, che spesso essendo inaccessibili vengono effettuati illegalmente.

Chissà se oggi l’infermiera Margaret Sanger – fondatrice della Planned Parenthood – sarebbe più orgogliosa del miglioramento apportato alla vita di milioni di donne dalla pianificazione familiare, o sarebbe profondamente delusa nel sapere che, dopo un secolo, milioni di donne non hanno ancora accesso ai contraccettivi per mancanza di volontà politica.

di B.A.

9.000 bambini scappati dalla RDC necessitano di assistenza

6 giugno 2017 – Più di 9.000 bambini provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC) e arrivati ​​in due centri di accoglienza temporanei in una città dell’Angola, necessitano urgentemente di aiuto, ha dichiarato il Fondo delle Nazioni Unite per i bambini (UNICEF).

“Le azioni immediate per l’UNICEF sono state la protezione dei minori, un’adeguata nutrizione, l’accesso all’acqua potabile e la fornitura dell’assistenza sanitaria necessaria”, ha dichiarato Abubacar Sultan, rappresentante dell’UNICEF Angola.

UNICEF, autorità provinciali e altri partner stanno fornendo assistenza ai bambini e alle loro famiglie, arrivati dopo giorni o spesso settimane, di cammino. Ad oggi, più di 25.000 persone sono giunte in Angola, scappate dalla violenza nella provincia di Kasai in RDC.

EFSA – Le nuove linee guida tutelano ancora di più i lattanti

La European Food Safety Authority (EFSA) ha pubblicato le nuove linee guida che delineano un nuovo metodo per valutare le sostanze presenti negli alimenti destinati ai lattanti di età inferiore a 16 settimane.

Il Comitato Scientifico dell’EFSA ha sviluppato il nuovo approccio conseguentemente alla valutazione dello stato dell’arte dello sviluppo infantile, prima e dopo la nascita. Nel documento viene proposta una dettagliata descrizione di come i processi fisiologici del neonato rispondono allo stimolo di sostanze introdotte con gli alimenti.

Nel suo approccio allo sviluppo di questa guida, il Comitato Scientifico  ha preso in considerazione (i) una valutazione dell’esposizione basata sulla formula infantile come unica fonte di nutrizione; ii) la conoscenza dello sviluppo dell’organismo nei neonati umani, compreso lo sviluppo delle capacità intestinali, delle capacità metaboliche ed escretorie, delle barriere cerebrali e cerebrali, del sistema immunitario, dei sistemi endocrini e riproduttivi; (iii) il profilo tossicologico complessivo della sostanza identificata attraverso i test tossicologici standard, compresi gli effetti critici; (iv) la rilevanza per il neonato umano dei modelli animali sperimentali neonatali utilizzati.

Per una corretta verifica, è necessario prendere in considerazione se la sostanza sia naturalmente presente nell’alimento, o se sia aggiunta intenzionalmente.

Si propone, in questo modo, un approccio “ad albero” che consente una valutazione dei rischi delle sostanze presenti nei prodotti alimentari destinati ai neonati di età inferiore a 16 settimane.

di A.C.

http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/4849
http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/170531

G7 di Taormina: cambiamenti climatici e salute delle donne e degli adolescenti al centro dei dibattiti

28 Maggio 2017 – ha avuto luogo nei giorni scorsi, 26-27 Maggio, il G7 di Taormina. I leader si sono riuniti per determinare, in uno spirito di cooperazione, le sfide globali da affrontare, ponendosi l’obiettivo di coordinare gli sforzi verso la promozione di un ordine internazionale basato sullo sviluppo sostenibile.

Tra le tematiche trattate il cambiamento climatico riviste un ruolo importante. In questo ambito i Paesi si impegnano a rafforzare la sicurezza energetica collettiva e ad assicurare mercati globali aperti, trasparenti e sicuri per le risorse energetiche e per le tecnologie. In questo contesto sono tutti d’accordo sull’importanza di sostenere i paesi in via di sviluppo. Il Canada, la Francia, la Germania, l’Italia, il Giappone e il Regno Unito, insieme ai presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea, hanno ribadito il loro impegno ad applicare rapidamente l’Accordo di Parigi. Emerge invece il cambiamento di rotta degli Stati Uniti che, trovandosi in una fase di revisione delle proprie politiche sul cambiamento climatico, non aderiscono al consenso su questi temi.

In ambito di salute c’è l’impegno a promuovere la sicurezza sanitaria globale e a perseguire politiche che favoriscano il benessere fisico e psichico, fondamentale per ottenere maggiori benefici economici e sociali.

Si è inoltre parlato dell’importanza di investire sulla salute delle donne e degli adolescenti, dell’impatto dei fattori ambientali sulla salute umana e dell’impegno a rafforzare i sistemi sanitari nell’elaborazione di una risposta tempestiva, efficace e coordinata alle emergenze sanitarie e alle sfide a lungo termine.

Queste tematiche verranno trattate dai Ministri della Sanità durante il G7 di Milano del 5-6 novembre.

di B.A.

Giornata internazionale dell’Ostetrica: “Ostetriche, madri e famiglie: Compagne per la vita!”

Oggi, 5 maggio, è la giornata internazionale dell’Ostetrica. Ormai da 15 anni durante questa giornata viene ricordato l’importante lavoro delle Ostetriche tramite la promozione di attività e iniziative in tutto il mondo. Ogni anno, l’International Confederation of Midwifes (ICM) propone un tema specifico per promuovere la figura dell’Ostetrica e il suo ruolo per la salute materna, infantile e della comunità. Quest’anno il tema scelto – “Ostetriche, madri e famiglie: Compagne per la vita!”- pone l’accento sulla capacità dell’Ostetrica di creare un rapporto di fiducia con le madri e le famiglie lavorando insieme. “Lavorare in collaborazione con le donne permette alle Ostetriche e alle madri di conoscersi e di riuscire a creare un rapporto di fiducia e rispetto. In questo modo l’Ostetrica può fornire alla donna delle cure individualizzate che possano incontrare i suoi bisogni, essere culturalmente accettate, coinvolgere l’intera famiglia e avere un effetto duraturo nel tempo”.

Per l’importante contributo dell’Ostetrica nella riduzione della mortalità e della morbilità materna e neonatale, l’ICM invita a promuovere anche a livello politico l’importanza della collaborazione tra donne e Ostetriche: “L’accesso all’assistenza Ostetrica qualificata durante la nascita può aiutare a prevenire la morte di più di 287 mila donne, ridurre la morbilità associata al parto e evitare la morte di 2.7 milioni di neonati, che muoiono nei primi 28 giorni di vita per l’assenza di una madre. Per questo motivo dobbiamo sostenere la collaborazione tra donne e Ostetriche anche a livello politico. Se, infatti, le Ostetriche, le donne e le loro famiglie alzassero la voce tutte insieme per chiedere dei cambiamenti nell’Assistenza Ostetrica e nei servizi per la maternità, il loro potere politico avrebbe un maggiore impatto e potrebbe portare a dei cambiamenti positivi”.

di Sara Gaiera

Yemen. Una corsa contro il tempo e contro la fame

12 Aprile – Il conflitto in corso dal 2014 ha avuto un impatto devastante sulla sicurezza alimentare e sui mezzi di sussistenza: lo Yemen è oggi protagonista di una delle più gravi crisi alimentari a livello mondiale.

“Siamo in una corsa contro il tempo per salvare vite umane ed evitare una carestia su vasta scala nel paese, ma abbiamo urgente bisogno di risorse per poterlo fare”, dichiara Stephen Anderson, Direttore del Programma Alimentare Mondiale (PAM) in Yemen.

Il Programma Alimentare Mondiale (PAM)sta incrementando le sue operazioni di emergenza per fornire assistenza alimentare vitale a circa 7 milioni di persone considerate a severo rischio nutrizionale. Oltre a fornire supporto alimentare a più di 2 milioni di bambini, il PAM fornisce assistenza alle donne in gravidanza promuove l’allattamento al seno.

“Dobbiamo garantire le risorse urgenti per soddisfare le esigenze di tutte le 9 milioni di persone che vivono in grave insicurezza alimentare in Yemen, così come i milioni di bambini e donne malnutriti”, ha aggiunto S. Anderson.

Fino a quando il PAM non otterrà i fondi di cui necessita, la priorità sarà data ai 6,7 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza alimentare urgente – verrà garantito un pacchetto assistenziale volto ad evitare la carestia a 2,5 milioni di persone che vivono nei governatorati più colpiti dall’insicurezza alimentare.

“In Yemen, la situazione si sta avvicinando a un punto di rottura con livelli senza precedenti di fame e insicurezza alimentare. Milioni di persone non possono più sopravvivere senza assistenza alimentare urgente “, afferma S. Anderson.

http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=56550#.WO9wfIiLTie

di Beatrice Formenti

 

Il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno

salute5_bassadi Adriano Cattaneo

“La 65a Assemblea mondiale della salute … esorta gli Stati membri … a sviluppare o, ove necessario, rinforzare leggi, norme o misure efficaci di altra natura per controllare la commercializzazione dei sostituti del latte materno …”. Questa raccomandazione, approvata dall’Assemblea mondiale della salute (AMS) il 26 maggio 2012,1 31 anni e 5 giorni dopo l’approvazione del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, 2 la dice lunga sullo stato di attuazione e applicazione dello stesso. In effetti, in base al rapporto sottoposto all’AMS perché deliberasse sul tema,3 dopo oltre 30 anni solo la metà circa degli Stati membri, 103 per la precisione, hanno in qualche modo legiferato sull’argomento, nove hanno proposte di legge, 37 contano su accordi e codici volontari da parte dei produttori di sostituti del latte materno, 25 non hanno ancora preso alcuna misura, mentre 20 non si sono neppure degnati di rispondere al questionario dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che chiedeva queste informazioni. Inoltre, sempre secondo questo rapporto, ma anche secondo IBFAN (International Baby Food Action Network), una rete di associazioni presente in un centinaio di Paesi compresa l’Italia,  tra i Paesi con leggi e norme pochissimi hanno recepito il Codice internazionale nella sua totalità….. Leggi il seguito

Scarica il settimo capitolo del 5º Rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale!

Di prossima uscita: “La crisi globale delle risorse umane in sanità e il Codice di condotta dell’OMS sul reclutamento internazionale del personale sanitario.”

La salute di donne e bambini e il ruolo della Partnership for Reproductive, Maternal, Newborn and Child Health

salute5_bassa
di Giorgio Tamburlini

Il contesto storico

Per comprendere il ruolo di questo nuovo attore sulla scena della salute globale, è utile fare riferimento alla situazione della salute di donne e bambini nel 2005, anno di nascita della Partnership for Reproductive, Maternal, Newborn and Child Health, all’epoca PMNCH; la R di re- productive (PRMNCH) è stata aggiunta nel 2010, a sottolineare l’importanza della salute riproduttiva anche ai fini degli esiti di gravi- danza e parto. In quell’anno gli indicatori di mortalità, così come sti- mati dal sistema delle agenzie dell’Organizzazione delle nazioni unite (ONU),1-3 fornivano un quadro generale pessimo, soprattutto nei Paesi più poveri e con tassi di mortalità più alti, quindi in gran parte dell’Africa Subsahariana e del Sud Est Asiatico. La mortalità sotto i cinque anni scendeva molto lentamente, ben al di sotto di quanto pre- visto dagli Obiettivi di sviluppo del millennio (Millennium Deve- lopment Goals – MDG) 4 e 5, soprattutto per gli scarsi progressi nella mortalità neonatale; la mortalità materna restava altissima; le disparità dei Paesi poveri con il resto del mondo aumentavano; la gran parte del- le donne era esclusa dall’accesso a servizi di salute riproduttiva. A fronte di tutto questo, l’impegno della comunità internazionale era del tutto insufficiente: nel 2004 il settore assorbiva 1.990 milioni di dolla- ri, pari al 2 per cento di tutto l’aiuto allo sviluppo erogato dalla comu- nità internazionale….. Leggi il seguito

Scarica il sesto capitolo del 5º Rapporto dell’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale!

Di prossima uscita: “Il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno”