Tutto pronto per l’elezione del nuovo Direttore Generale dell’OMS: ultime dichiarazioni dei candidati

Ginevra, 23 Maggio 2017. Sono in corso le votazioni per l’elezione del nuovo Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). I tre candidati hanno appena tenuto il loro discorso conclusivo di fronte all’Assemblea.

Sania Nishtar dichiara di volersi attivare per creare una nuova strategia di mobilizzazione di risorse, enfatizza il ruolo dell’OMS come guardiano della salute globale, promettendo cambiamenti strutturali e sostenibili. “La mia visione, la nostra visione deve avere l’obiettivo di dare speranza e affrontare problemi”.

David Nabarro afferma di voler assegnare almeno la metà dei ruoli di leadership a donne e di impegnarsi per la trasparenza. Dichiara: “il nostro obiettivo principale è combattere le iniquità in salute”. Si impegna per il raggiungimento di un accesso universale alle cure, centrato sulla persona, seguendo la politica del “nessuno deve esser lasciato indietro”. “La solidarietà è il cuore della nostra causa comune”.

Adhanom Tedros dichiara: “sono pronto a dare il massimo. Vi ascolterò. Sono uno di voi, posso capirvi meglio, sono pronto a servirvi.” Queste alcune delle promesse fatte dal candidato: l’estensione della copertura sanitaria universale, la prontezza di risposta nelle emergenze e la trasparenza e presa di responsabilità da parte dell’OMS.

Veronika Skvortova (Federazione Russa) eletta Presidente della 70a Assemblea Mondiale della Sanità: ignorata l’opposizione della delegazione Ucraina

22 Maggio 2017 – Inizia oggi la 70a Assemblea Mondiale della Sanità.

Veronika Skvortova, Ministro della Sanità della Federazione Russa, dirigerà i lavori della 70a Assemblea Mondiale della Sanità.

La nomina ha suscitato l’opposizione della delegazione Ucraina, che, tramite la propria portavoce, ha ricordato come la Russia sia al centro di una guerra non dichiarata ai danni delle popolazioni Ucraina, Tatara e della Crimea e pertanto non abbia “l’autorità morale per presiedere l’Assemblea”.

Convenzione Minamata: un grande passo globale nella lotta all’avvelenamento da mercurio

18 maggio 2017 – Il mondo ha compiuto un grande passo nella lotta all’avvelenamento da mercurio.

L’Unione europea e sette dei suoi Stati membri (Bulgaria, Danimarca, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Romania e Svezia) hanno ratificato la Convenzione Minamata sul mercurio, che entrerà dunque in vigore in 90 giorni, il 16 agosto 2017, essendo stato raggiunto oggi il numero minimo di adesioni.

Il mercurio è elencato dall’ONU come uno dei 10 principali prodotti chimici pericolosi per la salute umana e l’ambiente. Le miniere espongono all’avvelenamento da mercurio 15 milioni di lavoratori, tra cui 5 milioni di donne e bambini, in 70 paesi diversi. Ogni anno vengono emessi circa 8.900 tonnellate di mercurio, che possono essere rilasciate naturalmente attraverso l’alterazione di rocce contenenti mercurio, incendi boschivi ed eruzioni vulcaniche, ma le emissioni più significative provengono da processi umani, in particolare la combustione del carbone e l’estrazione d’oro artigianale e su piccola scala.

La Convenzione, che prende il nome dal più grave disastro di avvelenamento da mercurio avvenuto a Minamata, in Giappone, nel maggio 1956, impegna i governi a misure specifiche per controllare l’inquinamento artificiale di mercurio promuovendo: l’abolizione di nuove miniere di mercurio, l’eliminazione di quelle esistenti, la regolazione dell’estrazione artigianale e di piccole dimensioni e la riduzione delle emissioni e dell’uso di mercurio. Inoltre, poiché l’elemento è indistruttibile, prevede anche le condizioni per lo stoccaggio e lo smaltimento temporaneo dei rifiuti di mercurio.

“La Convenzione Minamata dimostra l’impegno globale a tutela della salute umana e dell’ambiente”, ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

di B.A.

G20 2017: l’importanza della cooperazione internazionale

Berlino 20 maggio 2017 – La capitale tedesca ospita il G20 che vede riuniti da ieri, per la prima volta nella storia di questo consesso, i Ministri della Salute degli Stati membri.

All’ordine del giorno diversi temi di salute globale.

Come sottolineato dal Ministro federale della Salute tedesco: solo mediante la collaborazione e la cooperazione internazionale è possibile attuare una politica globale della e per la salute al fine di preparare e “attrezzare” il mondo ad affrontare una possibile crisi sanitaria globale.

Questi i principali punti dell’agenda.

  1. La gestione di una possibile crisi globale della salute. I Ministri esamineranno come migliorare la gestione di un’eventuale crisi della salute globale, simulando un contesto di crisi per capire come meglio intervenire in una situazione di reale emergenza. Il test prevede l’individuazione di modalità e canali di comunicazione per assicurare il flusso delle informazioni, organizzare e coordinare gli interventi.
  2. La prevenzione. Un punto chiave di discussione e confronto rimane la prevenzione. La Germania intende promuovere uno sviluppo sostenibile delle cure sanitarie nei paesi cosiddetti in via di sviluppo e in situazioni di emergenza aiutarli a prevenire crisi future. Si parlerà in particolare delle infezioni da virus Ebola, di cui sono stati registrati 29 nuovi casi nella Repubblica Democratica del Congo, e di come un migliore sistema sanitario  potrebbe rendere il Paese colpito dal virus capace di affrontare l’epidemia.
  3. La lotta contro la resistenza agli antibiotici. L’antibioticoresistenza è in spaventosa crescita e sta iniziando a rendere complicata la lotta contro malattie endemiche quali HIV/Aids, tubercolosi e malaria. Per questa ragione i Ministri saranno impegnati a discutere in merito alle migliori pratiche per sviluppare nuovi farmaci su scala internazionale al fine di combattere la resistenza agli antibiotici.

di L.G.

3000 adolescenti muoiono ogni giorno per cause prevenibili

16 maggio 2017 – Secondo il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dei suoi partner, più di 3000 adolescenti muoiono ogni giorno per cause prevenibili ed evitabili, per un totale di 1,2 milioni di morti all’anno.

Gli incidenti stradali, le infezioni respiratorie e il suicidio sono tra le principali cause di morte; più di due terzi di questi decessi, nel 2015, si sono verificati nei paesi a basso e medio reddito – Africa e Sud-Est asiatico.

I dati del rapporto, Global accelerated action for the health of adolescents (AA-HA!): Guidance to support country implementation, rilevano nette differenze nelle cause di morte soprattutto se si separa il gruppo di adolescenti in base all’età (tra i 10 e i 14 anni e tra i 15 ei 19 anni) e al sesso. Ad esempio mentre gli incidenti stradali rappresentano la causa principale di morte degli adolescenti tra i 10 e i 19 anni, soprattutto di sesso maschile, nella popolazione femminile tra i 10-14 anni le principali cause sono le infezioni respiratorie inferiori; distinguendole ulteriormente dal gruppo di ragazze tra i 15-19 anni i cui decessi sono associati maggiormente a gravidanze complicate.

Il rapporto AA-HA! porta un cambiamento di paradigma su come pensare e pianificare la salute degli adolescenti. Emerge come sia indispensabile fare prevenzione attraverso servizi sanitari adeguati, istruzione e sostegno sociale. Si raccomandano interventi in settori diversi, tra cui l’educazione sessuale nelle scuole, l’aumento dei limiti di età per il consumo di alcol, l’obbligatorietà dell’utilizzo delle cinture di sicurezza e dei caschi, la riduzione dell’inquinamento atmosferico e un migliorato accesso all’acqua e servizi igienici.

Viene sottolineato inoltre che molti dei fattori di rischio di malattie che si sviluppano in età adulta iniziano, o si consolidano, proprio nell’età giovanile. Da qui la necessità di educare, sin dall’adolescenza, ad assumere comportamenti che influenzeranno la salute e la qualità della vita a lungo termine.

“Gli adolescenti sono stati completamente assenti dai piani sanitari nazionali per decenni”, afferma la Dr Flavia Bustreo, vicedirettore generale dell’OMS per la salute della famiglia, della donna e dei bambini. “Investire sugli adolescenti non solo porterà ad avere degli adulti sani ed in grado di contribuire positivamente nelle loro comunità, ma determinerà anche la creazione di generazioni future più sane, producendo ritorni ingenti”.

Quindi, gli investimenti nella salute e nell’istruzione non solo trasformeranno la vita degli adolescenti in ambienti poveri di risorse, ma genereranno anche elevati rendimenti economici e sociali.

Sottolinea la Dr Bustreo: “Gli investimenti nella salute degli adolescenti portano triplici benefici: per gli adolescenti, per la loro futura vita adulta e per la prossima generazione. La loro salute e il loro benessere sono motori di cambiamento nel tentativo di creare società più sane e più sostenibili”.

di B.A.

L’OMS avvia un progetto pilota per l’accesso ai farmaci anti cancro nei Paesi a risorse limitate

4 MAGGIO – Nell’ambito dell’agenda per ampliare l’accesso a farmaci di qualità garantita, l’Organizzazione Mondiale Sanità (OMS) ha annunciato l’inizio, a partire da settembre, di un progetto pilota relativo alla prequalificazione di farmaci biosimilari da utilizzare nella terapia di alcune neoplasie. Si tratta di un importante passo per rendere disponibile medicinali in Paesi a reddito basso e medio-basso come affermato da Marie Paul Kieny. Da settembre di quest’anno i produttori potranno inviare all’OMS le domande per la richiesta di prequalificazione dei loro prodotti. In particolar modo, i principi attivi per il quale verrà iniziato questo progetto sono due anticorpi monoclonali, il Rituximab (usato nel trattamento dei linfomi Non-Hodgkin e della leucemia linfocitica cronica) e il Trastuzumab (usato nella terapia del cancro al seno). La decisione è stata presa in seguito ad un meeting di due giorni avvenuto a Ginevra tra OMS, compagnie farmaceutiche, associazioni di pazienti, politici e associazioni di contribuenti.

I biosimilari, alla stregua dei farmaci generici, possono essere considerati delle versioni più economiche dei prodotti originali, di cui l’OMS assicurerà la bioequivalenza, il rispetto delle norme di buona preparazione, la qualità e l’efficacia terapeutica. Inoltre verranno aggiornate le linee guida del 2009 circa la produzione di prodotti biosimilari per assicurare l’allineamento delle indicazioni con le scoperte e le evidenze più recenti.

“I Biosimilari giocheranno un ruolo chiave per l’accesso ai farmaci nei contesti più difficili” ha affermato Suzanne Hill, direttore OMS dell’Unità per i Farmaci Essenziali e per i Prodotti Sanitari ma devono essere regolati in modo appropriato per garantire il valore terapeutico e la sicurezza del paziente”. Molti Paesi a basso e medio reddito, non potendo contare su sistemi regolatori affidabili, strutturati ed efficaci, fanno affidamento sul processo di prequalificazione dell’OMS prima di acquistare prodotti medicinali.

Il processo di prequalificazione che l’OMS svolge nei confronti di principi attivi e prodotti medicinali viene svolto da un team di professionisti esperti nel controllo qualità dei farmaci. Questa equipe garantisce che principi attivi e prodotti medicinali siano sicuri, adempienti alle norme di buone preparazione e che soddisfino degli standard di qualità rigorosi. Il processo prevede sia l’attività di controllo in laboratorio che la revisione della documentazione presentata e l’ispezione delle sedi di produzione.

L’accesso a farmaci essenziali sicuri, efficaci, di qualità e a prezzi accessibili per tutti è uno dei traguardi dell’ambiziosa agenda globale per il 2030. Il progetto pilota per la prequalificazione di farmaci biosimilari antineoplastici è parte di quella strategia.

http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2017/pilot-prequalification-biosimilars/en/

di Andrea Casale

Salva la vita, lavati le mani!

5 maggio – Nella “Giornata mondiale per l’igiene delle mani” l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) promuove la campagna “Salva vite: pulisciti le mani” (“Save Lives: Clean Your Hands“) sottolineando l’importanza della corretta igiene delle mani, per la prevenzione delle infezioni trasmissibili in ambiente ospedaliero e di cura.

Il tema di quest’anno “Combattere l’antibiotico resistenza… è nelle tue mani” mira a focalizzare l’attenzione su come l’igiene delle mani, la prevenzione e il controllo delle infezioni in generale siano armi chiave nella lotta contro la resistenza agli antibiotici, una delle principali minacce emergenti per la salute globale, che potrebbe annullare molti dei progressi fatti finora nella cura delle malattie infettive.

In Italia, in occasione della Giornata, il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità organizzano il convegno “Antibiotico resistenza in Italia: problemi attuali e impegno per il futuro”, momento di confronto scientifico sul tema delle infezioni antibioticoresistenti, sull’importanza che esse hanno per la sanità pubblica e sulle diverse iniziative di contrasto in atto nel nostro Paese.

I dati di sorveglianza, sull’antibiotico resistenza, riportati dal Ministero della Salute dimostrano che: “ogni anno si verificano circa 2.000 casi di batteriemie da Enterobatteri resistenti ai carbapenemi, antibiotici di ultima linea per infezioni da batteri multi-resistenti, la maggior parte in pazienti di età compresa tra 65 e 80 anni, ricoverati per lo più in unità di terapia intensiva, ma anche in reparti medici e chirurgici. Il batterio più frequente è Klebsiella pneumoniae, resistente ai carbapenemi e/o produttore di carbapenemasi (CPE), responsabile del 96,8% dei casi segnalati, mentre nel 3,2% dei casi è E. coli.
L’incidenza nel 2016 è risultata 3/100.000 abitanti, ma sale a oltre 8/100.000 nell’anziano.
I dati dei primi 3 anni indicano da una parte una progressiva aderenza delle regioni alla sorveglianza, dall’altra una probabile sotto-notifica in alcune aree del Paese e suggeriscono la necessità di rafforzare e sostenere questa attività. La mortalità associata alle batteriemie è almeno del 30%. Il batterio Klebsiella pneumoniae, oltre a batteriemie, può causare infezioni urinarie e polmoniti ed è anche frequentemente associato a resistenza nei confronti di altri antibiotici. L’Italia è un paese che si può considerare “iperendemico”, al secondo posto in Europa, dopo la Grecia, per incidenza di infezioni da germi antibiotico resistenti, in base ai dati dello studio EuSCAPE (recentemente pubblicato su Lancet Infectious Diseases).”

La Giornata Mondiale per l’igiene delle mani, a livello internazionale, ha come target gli operatori e i dirigenti sanitari, i quali giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel controllo della diffusione delle infezioni correlate all’assistenza.

http://www.who.int/gpsc/5may_advocacy-toolkit.pdf?ua=1

di Benedetta Armocida

 

 

 

Uganda. In tribunale la salute pubblica batte gli interessi dell’industria del tabacco

Il 24 aprile il quotidiano ugandese Observer, ha messo in evidenza le strategie delle Transnazionali del tabacco per affondare la legge varata a difesa della salute pubblica, con un’interessante analisi del conflitto giudiziario tra Industria del tabacco e lo Stato in quel Paese.

Il tabacco è la causa principale di morte evitabile a livello mondiale. L’uso di tabacco è associato a un aumento del rischio di diversi tumori. Il fumo di tabacco ha causato il 27 per cento di tutte le morti per tumore nel 2015. Il fumo attivo e passivo causano ogni anno il 19 per cento di tutti i casi di cancro.

Il 21 maggio 2003, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha adottato una Convenzione Quadro per il Controllo del Tabacco a livello internazionale (FCTC); uno degli accordi internazionali più rapidamente ratificati nella storia delle Nazioni Unite. La Convenzione Quadro (FCTC) cerca di “proteggere le generazioni attuali e future dalle conseguenze devastanti per la salute a livello sociale, ambientale ed economico del consumo di tabacco e dall’esposizione al fumo di tabacco” adottando una serie di norme universali che indicano i pericoli del tabacco e limitano il suo uso in tutte le forme, in tutto il mondo. Le disposizioni del trattato prevedono norme che regolano la produzione, la vendita, la distribuzione, la pubblicità e la tassazione del tabacco. Le norme FCTC rappresentano i requisiti minimi, ma in questo modo i firmatari sono incoraggiati a essere ancora più rigorosi nella regolamentazione del tabacco.

In questa cornice, Kenya e Uganda sono due paesi dell’Africa Orientale in cui è importante l’influenza di una delle più grandi industrie di tabacco, la British American Tobacco (BAT).

In Uganda, la BAT controlla l’85% del mercato di tabacco nel paese e tutto il sistema di coltivazione del tabacco. In Kenya la percentuale scende intorno al 70% ma rimane molto indicativa. Il Kenya ha firmato e ratificato la Convenzione Quadro sul tabacco nel 2004, mentre l’Uganda l’ha firmata nel 2004 e ratificata nel 2007. In seguito, entrambi i paesi hanno approvato e adottato una legge sul controllo del tabacco, nel 2007 e nel 2015, in cui hanno individuato alcune accortezze tra cui: un contributo annuo da parte dell’industria del tabacco per contribuire a finanziare l’istruzione, la ricerca e la cessazione del controllo del tabacco, avvisi grafici sui pacchetti, divulgazione degli elementi presenti nelle sigarette, divieto di fumo in luoghi pubblici, divulgazione delle vendite annuali del tabacco e altre divulgazioni di settore, regolamenti che limitano l’interazione tra l’industria del tabacco e gli agenti della sanità pubblica etc.

Dopo aver cercato in tutti i modi di far saltare l’accordo internazionale, dopo la ratifica dell’FCTC e il successivo varo delle corrispondenti leggi nazionali, le grandi industrie hanno continuato ad influenzare, anche svincolandosi dai controlli. In Uganda, per esempio, la BAT ha intentato una causa legale contro la legge controllo sul tabacco finalizzata alla prevenzione e alla riduzione dell’uso del tabacco. Nel 2015, in particolare, appellandosi alla corte costituzionale in Kenya, chiedeva di dichiarare incostituzionale la legge sul controllo di tabacco. Il giudizio però, sia in prima istanza che in corte d’appello è stato a favore della salute, pubblica. Il tribunale di appello in Kenya ha discusso a lungo sull’importanza di attuare la Convenzione Quadro dell’OMS, concludendo che l’attuazione della convenzione o degli orientamenti non erano affatto in conflitto con la Costituzione.

Il tribunale, pur considerando le affermazioni della BAT, ha analizzato il contesto generale costituzionale e sociale in cui sono state fatte le accuse di violazione. Ha sottolineato la necessità di bilanciare i diritti del firmatario contro i diritti degli altri. Ha considerato i diritti di chi vuole commerciare nel tabacco, di coloro che vogliono fumare, dei consumatori di prodotti di tabacco e del pubblico generale esposto agli effetti del tabacco.

La BAT non ha potuto negare che i prodotti del tabacco abbiano effetti negativi sui consumatori e sulle persone innocenti che diventano fumatori passivi inalando il fumo di seconda mano. E la Corte ha fatto prevalere le esigenze di salute pubblica sui diritti di proprietà intellettuale dell’industria del tabacco.

Le argomentazioni dell’industria riguardo alle ingenti tasse che è tenuta a pagare, sono state ritenute inadeguate, poiché il settore sanitario spende all’incirca tre volte l’importo versato dall’industria per sovvenzionare le cure finalizzate a eliminare gli effetti negativi del fumo.

Il tribunale di appello ha affermato che la BAT è in una posizione peculiare perché i suoi prodotti sono già stati associati a una moltitudine di malattie gravi.

L’industria del tabacco non può dunque essere paragonata ai produttori di altri prodotti non nocivi. Lo Stato è tenuto a proteggere la salute dei suoi cittadini, sia consumatori sia non consumatori di tabacco.

La corte ha persino stabilito che gli effetti negativi dei prodotti del tabacco superano quelli della minaccia del terrorismo. Con la sentenza è stato lanciato un forte messaggio: non solo le affermazioni legali della BAT sono infondate, ma non sarà tollerata alcuna interferenza dell’industria di tabacco nell’applicazione delle leggi emanate con l’obiettivo di proteggere la salute pubblica.

Allo stato attuale, la Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco è stata firmata e ratificata da 180 paesi nel mondo; tra i paesi che hanno firmato, ma non ancora ratificato la Convenzione, troviamo anche Svizzera e Stati Uniti d’America.

http://allafrica.com/stories/201704240565.html

http://www.who.int/fctc/signatories_parties/en/

di Katia Bortolozzo

Giornata della Terra

22 aprile – Oggi è la Giornata della Terra. Un’occasione per riflettere su come la salute del pianeta e la salute degli abitanti che lo popolano siano strettamente interconnesse.
Tema della giornata è l’educazione al cambiamento climatico e ambientale.
Inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, distruzione di ecosistemi e cambiamento climatico – in silenzio – influiscono su qualità e durata della nostra vita.
Solo creando consapevolezza tra la popolazione – a cominciare dalle nuove generazioni – tali minacce potranno essere diffusamente percepite e quindi contrastate.
Adottando un’alimentazione sana, riciclando, impegnandosi ad utilizzare fonti energetiche rinnovabili e, in generale, a ridurre le emissioni di CO2, i singoli cittadini possono fare molto per il benessere del pianeta.
Oltre un miliardo di persone, ogni anno, partecipa alla Giornata della Terra. Coinvolgendo 192 paesi e 250000 scuole, tale iniziativa si impone come la principale azione collettiva a tutela dell’ambiente a livello globale.
di Lorenzo De Min

OMS: “I dieci anni di Margaret Chan”

A metà maggio l’Organizzazione Mondale della Sanità (OMS) eleggerà il suo nuovo direttore generale. In vista del passaggio del testimone, il 13 aprile 2017 l’OMS ha pubblicato il rapporto “Dieci anni nella sanità pubblica 2007-2017” che analizza l’evoluzione della salute globale nel decennio che ha visto la Dr.ssa Margaret Chan alla guida dell’Organizzazione.

Il rapporto si svilupperà in una serie di capitoli, che verranno pubblicati nel corso delle prossime sei settimane, valutando i successi, le battute d’arresto, le sfide e il modo in cui queste sono state superate durante l’ultimo decennio.

Nella lettera con cui introduce il rapporto la Dr.ssa Chan ricorda: “Insieme abbiamo fatto enormi progressi. La salute e l’aspettativa di vita sono migliorate un po’ ovunque. Milioni di vite sono state salvate. Il numero di morti per malaria ed HIV è stato dimezzato. Gli sforzi dell’OMS per fermare la tubercolosi hanno salvato 49 milioni di vite dall’inizio di questo secolo. Nel 2015, il numero di decessi infantili è sceso sotto 6 milioni all’anno per la prima volta, una diminuzione del 50% dei decessi annuali dal 1990. Ogni giorno muoiono 19’000 bambini in meno. Siamo in grado di contare questi numeri grazie alla cultura della misurazione e della responsabilità instillato nell’OMS.”

Chan segnala anche le sfide per la salute che caratterizzano il XXI secolo; senza precedenti per la complessità e per l’universalità del loro impatto. Eppure, è possibile fronteggiarle, come nel caso dell’epidemia di Ebola del 2014, che si è riuscita ad affrontare e superare nonostante l’eccezionale complessità, portando allo sviluppo di un programma di Emergenze, che consentirà una risposta più veloce ed efficace alle epidemie e alle emergenze.

Il rapporto rivela poi l’altra fondamentale priorità dell’OMS: l’equità nell’accesso alle cure come imperativo etico. A nessuno dovrebbe essere negato l’accesso alle cure salva-vita o ad interventi di promozione della salute, come invece avviene a causa delle ingiustizie economiche o sociali che continuano a caratterizzare le nostre società.

Il principio di equità è riaffermato dal lavoro dell’OMS per la copertura sanitaria universale, indicata come la massima espressione di equità sociale e che sarà il tema preso in esame nel primo capitolo del rapporto.

“In un mondo di fronte a profonde incertezze, lo sviluppo della salute internazionale è una forza unificante – ed edificante – per il bene dell’umanità. Sono orgogliosa di aver assistito a questo suggestivo spirito di collaborazione e solidarietà globale.” dice la Chan.

http://www.who.int/publications/10-year-review/dg-letter/en/

di Benedetta Armocida