SOLIDARITY WITH GREECE

As doctors and citizens, we have the obligation to respond and to advocate for the protection of health and health care. As a consequence, we cannot ignore the fact that the health of people in Greece has worsened to unacceptable levels. The statistics are appalling and clearly show that the collapse of the Greek economy and of its health system, and the impoverishment of people,  is hitting the most vulnerable and those who cannot be held responsible for the crisis. Children are dying; according to the Lancet, infant mortality went up by 43% between 2008 and 2010, while the rate of low birth weight increased by 19%, due to the reduction of antenatal care and the consequent worsening of maternal health. Medicines are in short supply, HIV steps up again, life expectancy goes down.

We cannot keep quiet; we must speak up and clearly state that people’s health comes first. Greek citizen must be defended, protected, treated, rehabilitated, cured, for a society that grows healthy.

We call for the highest priority to wariness and action upon the current health tragedy in the ongoing negotiations between the Greek government and the EU institutions. We urge that the former be given the possibility to act for the recovery of fundamental rights, such as the right to health, as promised to and wished by the Greek people.

We refer also to article 35 of the EU Charter of Fundamental Rights, ratified by all the Member States, when it states that:

“A high level of human health protection shall be ensured in the definition and implementation of all the Union’s policies and activities.”

Italian Global Health Watch

March 10, 2015

A Pechino si rilanciano i sistemi sanitari universalistici

Dal 31 ottobre al 3 Novembre 2012 si è svolto a Pechino il secondo simposio globale sulla ricerca sui sistemi sanitari, ancora una volta dedicato al tema della sanità universalistica – Second Global Symposium on Health Systems Research: Inclusion and Innovation towards Universal Health Coverage.
Ospitato dal Peking University Health Science Centre  ,
il simposio ha riunito una vasta comunità di accademici, practitioners, policy makers e donatori, composta da 1775 partecipanti provenienti da 110 paesi, che ha discusso su come sviluppare la ricerca sui sistemi sanitari per favorire una sanità universalistica. Durante il simposio è stata lanciata una nuova società scientifica chiamata Health Systems Global dedicata a promuovere la ricerca sui sistemi sanitari, alla quale hanno aderito 1400 partecipanti, e si è discusso di come inserire lo sviluppo dei sistemi sanitari nell’agenda politica globale, arrivando a proporre di inserire la Universal Health Coverage nei nuovi obiettivi di sviluppo globali post 2015. L’Organizzazione Mondiale della Salute ha presentato la nuova strategia sulla ricerca sui sistemi sanitari come strumento per influenzare le politiche sanitarie (“Changing Mindsets”), corredata da un documento che descrive varie modalità con cui usare la ricerca per indirizzare i processi decisionali (“Options for Actions”) .
I donatori presenti al simposio hanno espresso interesse a sostenere un consorzio di ricerca per la sanità universalistica (Research Consortium for UHC) finalizzato a migliorare il coordinamento delle risorse disponibili per generare conoscenze a favore di una sanità universalistica.
Il simposio si è concluso con la dichiarazione di Pechino (FT)

Dopo Rio+20

Rio+20Calato il sipario sulla United Nations Conference on Sustainable Development (Rio+20) il 22 giugno 2012, agenzie e osservatori internazionali tirano le somme.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda come Rio+20 abbia adottato misure con il “potenziale di contribuire a un pianeta più equo, pulito, verde e prospero” e come abbia riconosciuto l’importante legame tra salute e sviluppo.

The Future We Want, il documento finale della conferenza sottolinea come la salute sia precondizione, termine e indicatore di uno sviluppo che possa dirsi anche sostenibile.

Il documento riporta anche che l’universalità della copertura sanitaria può “combattere la povertà e costruire comunità più forti e prospere”, come, per altro, già ricordato da Margaret Chan nel suo messaggio d’insediamento per il secondo mandato a Direttore Generale dell’OMS, durante la 65° Assemblea Mondiale della Salute.

Molte, tuttavia, le criticità sollevate sulla conferenza, ad esempio sulla tiepida apertura verso i diritti della donna (si veda qui) o sulla difficoltà con cui auspici e indicazioni possano tradursi in azioni (si veda qui). (GB)

Secondo mandato per Margaret Chan

chan_official_portraitOggi, 23 maggio 2012, la World Health Assembly ha nominato Margaret Chan per la seconda volta Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nel suo messaggio d’insediamento la Chan, rivolgendosi ai ministri della salute e ai rappresentanti degli stati membri, ha ricordato come “la copertura universale [dell’assistenza sanitaria, ndr] è l’idea più potente che la salute pubblica possa offrire” e “il miglior modo per rafforzare i successi del decennio passato”.

Inoltre, ha voluto richiamare l’attenzione sul futuro dei finanziamenti per lo sviluppo definendolo “incerto”. Come già segnalava Eduardo Missoni, vicepresidente OISG, (si legga a riguardo il post L’OMS va in cerca d’identità) “nel tempo l’Organizzazione ha sempre più abdicato al suo ruolo di regista della salute globale ed è diventata dipendente dai fondi dei donatori volontari, per natura non prevedibili, incerti e ancorati a singoli progetti. Ben venga, quindi, la volontà di tornare a definire le priorità. Ma il tema centrale è vedere come si riuscirà ad assegnare adeguati finanziamenti a quelle priorità”.

Watchers di tutto il mondo attendono di vedere i prossimi sviluppi. (GB)

65° Assemblea Mondiale della Sanità

64wha_UNSi apre oggi, 21 maggio 2012 la 65° Assemblea Mondiale della Sanità a Ginevra. L’Assemblea dovrà discutere da qui al 26 maggio molti temi di salute globale quali le coperture sanitarie universali, lo stato dell’arte dei Millennium Development Goals a ridosso della loro scadenza, i determinanti sociali della salute e alcuni temi più settoriali ma di grande rilevanza (il peso crescente delle malattie croniche, della patologia mentale, di nutrizione, adolescenza e gravidanza).

Certamente rilevante dovrà essere anche l’attenzione alla governance dell’Agenzia di cui da tempo si discute, non ultimo per questioni di finanziamenti.

Risorse:

Segui l’Assemblea su sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Margaret Chan, Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in apertura dell’Assemblea, ricordando i passati 40 anni del dibattito di salute globale, ha affermato come “i giorni migliori per la salute sono davanti a noi, non dietro di noi”. Primary Health Care, Innovazione in risposta ai bisogni sociali e Ricerca, questi alcuni dei cardini che la Chan auspica per il decennio a venire nel suo lungo e articolato intervento. Leggi l’intervento completo.

Leggi il nuovo post di SaluteInternazionale.info sulla 65° Assemblea della Salute

Il WHO Watch  è un progetto di  osservazione e monitoraggio delle attività dell’Organizzazione Mondiale della Sanità istituito dal People’s Health Movement (PHM) insieme ad altre organizzazioni non governative internazionali, con l’obiettivo di promuovere la partecipazione attiva della società civile ai processi decisionali in seno all’OMS. Segui gli avvenimenti principali, le posizioni dei Paesi Membri, i documenti e le risoluzioni sul sito del Global Health Watch. (GB)

Personale sanitario, cervelli in fuga tra Sud e Nord del mondo

Comunicato stampa

Personale sanitario, cervelli in fuga tra Sud e Nord del mondo
La società civile presenta le sue raccomandazioni per consolidare l’impegno che l’Italia ha assunto con l’adesione al Codice di Condotta dell’OMS

Medico AMREF

Roma, 16 maggio 2012 – Enti, Associazioni, Ordini delle professioni sanitarie e ONG firmatari del Manifesto per il Rafforzamento del Personale Sanitario si sono riuniti oggi a Roma in occasione del seminario Personale sanitario per tutti. Nel corso dell’incontro il Comitato promotore – forte del sostegno delle 70 organizzazioni firmatarie, raggiunto in poco meno di due mesi – ha dichiarato il proprio impegno e la mobilitazione della rete per la diffusione e l’attuazione in Italia del Codice di Condotta per il Reclutamento Internazionale del Personale Sanitario. Il Comitato promotore ha inoltre chiesto lo stesso impegno alle istituzioni italiane con responsabilità di politica sanitaria, formativa, migratoria, del lavoro e di politica estera, a livello nazionale e regionale.

 Il Codice di Condotta dell’OMS, emanato nel 2010, mira a evitare che la concorrenza internazionale in materia di “attrazione di personale sanitario” si faccia a spese dei Paesi a risorse più scarse. Nel maggio 2012 l’OMS inizierà il monitoraggio della sua applicazione da parte dei paesi firmatari, tra i quali l’Italia, che aderendo al Codice ha assunto l’impegno di applicarlo a livello nazionale.

Il seminario odierno è stato occasione, per il Comitato Promotore del Manifesto, di offrire la piena disponibilità al Ministero della Salute – in quanto autorità nazionale responsabile di monitorare l’applicazione del Codice in Italia – nel sostenere l’applicazione e il monitoraggio del Codice di Condotta, nella prospettiva dei prossimi appuntamenti internazionali di monitoraggio previsti dall’OMS a maggio 2012 e maggio 2015.  In particolare sono state identificate quattro priorità di lavoro:

  • Sostenere il monitoraggio e l’applicazione del Codice di Condotta in Italia, anche attraverso un più attento censimento del personale sanitario formato all’estero e attivo in Italia.
  • Promuovere azioni di sensibilizzazione e promozione dei temi sollevati dal Codice di Condotta, anche sulla base dei risultati di progetti di ricerca esistenti e includere i temi dell’intercultura nei programmi di aggiornamento del personale sanitario.
  • Promuovere vigorosi programmi di cooperazione internazionale che prevedano anche un ritorno di investimenti italiani verso selezionati Paesi di origine del personale sanitario migrante, in riconoscimento del beneficio che la presenza di questi ultimi in Italia offre al nostro sistema sanitario.
  • Sostenere, in Italia, il rafforzamento del personale sanitario – incluso quello formato all’estero – tramite riforme normative che tutelino i professionisti e garantiscano agli utenti l’alta qualità delle cure e dell’assistenza.

Al seminario odierno hanno preso parte rappresentanti di OMS, del Ministero della Salute, della Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero Affari Esteri, della Direzione Centrale per le Politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo del Ministero dell’Interno, dell’Assessorato Diritto alla Salute della Regione Toscana, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni IOM e tanti rappresentanti di Aziende Sanitarie pubbliche, mondo accademico, associazioni di settore e ONG.

Il “Manifesto per il rafforzamento del personale sanitario” è stato lanciato nell’aprile 2012 da un gruppo di organizzazioni impegnate nell’ambito del diritto alla salute, per monitorare l’applicazione del Codice in Italia.

I promotori: AMREF Italia Onlus, Associazione Medici di origine Straniera in Italia-AMSI, Centro Studi di Politica Internazionale-CeSPI, Federazione Nazionale Collegi Infermieri-IPASVI, Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri-FNOMCeO, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale-OISG, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni-SIMM.

Ufficio stampa: Valeria Sabato, cell. 339 4145669, 06 99704660 – valeria.sabato@amref.it

Equità ed età pensionabile

La manovra varata ieri dal consiglio dei ministri prevede un innalzamento dell’età pensionabile. Innalzamento uguale per tutti, salvo le dovute differenze tra maschi e femmine e tra pensioni di vecchiaia e di anzianità. Non è previsto un innalzamento modulato per classe sociale. Eppure, la speranza di vita media alla nascita non è uguale per tutti, c’è chi muore prima e chi muore dopo, e non è difficile immaginare chi muoia prima e chi muoia dopo. Lo stesso ragionamento vale per la speranza di vita senza disabilità; c’è chi vive meglio e chi vive peggio gli ultimi anni della vita.

Il rapporto pubblicato dalla commissione sui determinanti sociali della salute, presieduta da Michael Marmot, per conto del governo inglese, mostra chiaramente come vi sia un gradiente dal percentile più basso a quello più alto di reddito in termini di speranza di vita alla nascita e speranza di vita senza disabilità; la differenza tra ricchi e poveri è di circa 9 anni per il primo indicatore, e di circa 17 per il secondo. Aumentare in maniera lineare l’età pensionabile, e non v’è ragione per pensare che la situazione dell’Italia sia diversa da quella dell’Inghilterra, significa penalizzare in misura maggiore i poveri. A 65 anni, per esempio, molte tra le persone sotto il 50° percentile di reddito potrebbero avere ancora qualche anno da vivere, ma potrebbero aver già esaurito la loro speranza di vita senza disabilità.

Il testo completo di questa riflessione scritta da Adriano Cattaneo uscirà il 19 dicembre 2011 su http://saluteinternazionale.info/