Repubblica Democratica del Congo. Il virus Ebola è tornato

12 maggio – L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha reso nota l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, confermando un caso nel distretto sanitario di Likati, provincia di Bas Uele, nel nord del Paese. Finora sono stati segnalati 11 casi sospetti, di cui 3 morti.

13 maggio – Il Dr. Matshidiso Moeti, direttore regionale dell’OMS per l’Africa, ha visitato ieri Kinshasa per discutere con le autorità nazionali e altri partner le strategie da attuare per una risposta rapida, efficace e coerente contro l’epidemia in atto.

Il Dr. Moeti ha dichiarato: “Sono qui per assicurare al governo della Repubblica Democratica del Congo che, in collaborazione con le Nazioni Unite e altri partner, lavoreremo insieme per rispondere a questa emergenza. L’OMS ha già mobilitato esperti tecnici da dispiegare sul posto ed è pronta a fornire la leadership e la competenza tecnica necessaria per realizzare una risposta coordinata ed efficace. Incoraggio la popolazione a lavorare con le autorità sanitarie e a prendere le misure necessarie per proteggere la loro salute”.

“Siamo grati all’OMS e agli altri partner per il rapido sostegno nell’esecuzione di indagini che hanno portato alla conferma di questo focolaio”, ha dichiarato il dottor Oly Ilunga Kalenga, Ministro della Sanità della Repubblica Democratica del Congo. “Una forte risposta multi-settoriale, un migliore coordinamento, la consapevolezza della popolazione, l’impegno della comunità e le risorse adeguate saranno fondamentali per arrestare l’emergenza”.

B.A.

7 fatti sorprendenti e preoccupanti per la salute globale

Esperti e specialisti di salute globale si sono riuniti lo scorso weekend a Washington D.C. per la conferenza annuale Consortium of Universities for Global Health.

La conferenza, che ha analizzato diverse tematiche di salute globale, è stata un momento di importante condivisione di conoscenze, dati epidemiologici e notizie. Tra questi “7 fatti sorprendenti e preoccupanti” sono stati messi in evidenza da Brian W. Simpson e Dayna Kerecman Myers su Global Health NOW:

  1. Le malattie infettive rimangono le grandi killers: sono infatti responsabili di quasi 9 milioni di morti l’anno, il 16% dei circa 56 milioni di decessi totali nel mondo in un anno.
  2. Le lesioni e la violenza sono cause importanti ma neglette di morte; causano 5 milioni di morti l’anno.
  3. Le malattie cardiache, il cui tasso di mortalità negli Stati Uniti si è ridotto del 70% dalla metà del XX secolo, grazie alla migliore conoscenza dei fattori di rischio e alle campagne di prevenzione, sono invece in aumento nei paesi in via di sviluppo. Come stimato in un report della Columbia University infatti, tra il 1990 e il 2020, ci si aspetta in questi paesi un incremento delle patologie coronariche del 120% nelle donne e del 137% negli uomini.
  4. La salute globale è un mondo maschile. Nei 194 stati membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), solo il 28% dei funzionari ai vertici delle istituzioni sanitarie sono donne.
  5. Il cambiamento climatico sta assumendo un ruolo importante sulla salute. Con l’innalzamento della temperatura del mare, ad esempio, il vibrione del colera, tradizionalmente diffuso solo in climi caldi, è ormai capace di proliferare e vivere nei molluschi in Alaska e causare infezioni delle ferite tra i pescatori.
  6. Il tasso di violenza coniugale è preoccupante. L’OMS informa che a livello globale il 35.6% delle donne è stata vittima di violenza fisica o sessuale. In Mozambico si tratta di più della metà delle donne, dice Ana Baptista, che lavora per la Johns Hopkins Program for International Education in Gynecology and Obstetrics.
  7. La storia dimostra che non è mai facile fare pronostici e quandanche il problema appaia impossibile da risolvere si può spesso trovare una soluzione. È l’opinione di Bruce Friedrich, direttore del The Good Food Istitute, che per sostenere il concetto spiega come nel tardo XIX secolo a New York ogni mese si accumulavano 50,000 tonnellate di letame di cavallo sulle strade. Le strade erano invase da mosche, erano congeste e presentavano un elevato rischio di incidenti. Allora gli esperti consideravano questo problema impossibile da risolvere, poi però Henry Ford ha introdotto l’automobile, relegando le carrozze trainate da cavalli ad attrazione turistica.

 

https://www.globalhealthnow.org/2017-04/cugh2017

di Benedetta Armocida