GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO – 65 milioni di persone hanno dovuto abbandonare la propria casa nel 2016

20 giugno – Oggi è la Giornata Mondiale del Rifugiato.

Il numero di persone che nel 2016 sono state costrette ad abbandonare la propria terra rappresenta un vero e proprio record negativo: 65,6 milioni.

Antonio Guterres, Segretario Generale dell’ONU, ha chiamato la comunità internazionale ad impegnarsi attivamente per fornire supporto e solidarietà a chi, per colpa di guerre, disastri naturali e persecuzioni è costretto ad abbandonare tutto.

“Riflettiamo sul coraggio delle persone che sono dovute fuggire e sulla benevolenza di chi le accoglie” ha dichiarato Guterres.

Secondo un report rilasciato ieri dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per I Rifugiati (UNHCR), l’anno scorso, nella sola Siria 12 milioni di persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni, 7,7 milioni in Colombia, 4,7 in Afghanistan, 4,2 in Iraq.

Filippo Grandi, Alto Commissario dell’UNHCR, ha affermato che questa giornata rappresenta anche un’occasione per ricordare le comunità e le persone che in tutto il mondo accolgono i rifugiati e i profughi, offrendo loro una sistemazione sicura ed aiutandoli ad inserirsi nella loro società. “La paura e l’esclusione non ci porteranno verso un mondo migliore, ma possono condurre solo a barriere, alienazione e sofferenza. […] L’inclusione rende necessaria l’apertura delle nostre menti, dei nostri cuori, delle nostre comunità” ha sottolineato Grandi.

La Giornata Mondiale del Rifugiato è quindi un momento per chiedere a noi stessi cosa possiamo fare, in prima persona, per superare l’indifferenza e la paura ed abbracciare l’idea dell’inclusione.

di L.D.

 

WHA70 – Bisogna rafforzare le collaborazioni internazionali per affrontare globalmente il problema della droga

Ginevra, 30 Maggio 2017 – L’Assemblea Mondiale della Sanità ha discusso ieri la necessità di intensificare gli sforzi per affrontare globalmente il problema della droga, prendendo decisioni in merito dopo 26 anni di silenzio.

Secondo le ultime stime dell’OMS, l’uso di droghe psicoattive è responsabile di oltre 450000 decessi ogni anno. Il rischio di malattia associato alla droga rappresenta circa l’1,5% dei rischi globali di malattia. Inoltre, l’uso di droga iniettabile rappresenta la causa di circa il 30% delle nuove infezioni da HIV in Africa Sub-sahariana e contribuisce in modo significativo alle epidemie di epatite B e C in tutte le regioni.

Dall’Assemblea emerge l’importanza di rafforzare la collaborazione tra il Segretariato dell’OMS, l’Ufficio delle Nazioni Unite per la Droga e il Crimine e il Comitato Internazionale per il Controllo dei Narcotici, allo scopo di implementare le raccomandazioni in ambito di salute indicate nel Documento Mondiale del 2016 riguardante la droga – redatto nella Sessione Speciale sulle droghe dell’Assemblea delle Nazioni Unite (UNGASS).

 di B.A.

Attivista etiope interrompe l’Assemblea mondiale della Sanità

Ginevra, 23 Maggio 2017. “No Tedros, No Tedros”, gridava ieri un attivista etiope dalla galleria di stampa dell’Assemblea annuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), mentre i suoi connazionali stavano protestando al di fuori del Palazzo delle Nazioni Unite.

“È una farsa! Africa apri gli occhi!” gridava l’attivista Zelalem Tesema, all’apertura dell’assemblea dell’OMS, che oggi voterà per il prossimo direttore generale.

La protesta era rivolta contro il Dr. Adhanom Tedros, etiope, in corsa per la dirigenza OMS insieme al Dr. David Nabarro, britannico, e a Sania Nishtar, pakistana.

 

Nessuno deve essere lasciato indietro – eccetto Taiwan ?

22 Maggio 2017, Ginevra
Quest’anno Taiwan non è stato formalmente invitato a prendere parte all’Assemblea Mondiale della Sanità – dopo otto anni di partecipazione come paese osservatore.

La questione ha suscitato molte reazioni ed è appena stata discussa dall’Assemblea.

La Cina ha ribadito la risoluzione ONU n. 2758 del 1971, menzionando il principio di “una sola Cina”.

Cuba ha espresso parere contrario all’inserimento della questione in Agenda.

Palau e St. Vincent & Grenadines si sono espresse in supporto di Taiwan. In particolare, il delegato di Palau ha sottolineato: la salute è un diritto umano fondamentale, nessuno deve essere lasciato indietro e bisogna assicurare la salute a tutti e a tutte le età, come affermato nel terzo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile. Ha inoltre dichiarato che le questioni politiche devono essere lasciate al di fuori dall’Assemblea.

“Cosa è cambiato rispetto all’anno scorso per giustificare il mancato invito di Taiwan?”

 

Convenzione Minamata: un grande passo globale nella lotta all’avvelenamento da mercurio

18 maggio 2017 – Il mondo ha compiuto un grande passo nella lotta all’avvelenamento da mercurio.

L’Unione europea e sette dei suoi Stati membri (Bulgaria, Danimarca, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Romania e Svezia) hanno ratificato la Convenzione Minamata sul mercurio, che entrerà dunque in vigore in 90 giorni, il 16 agosto 2017, essendo stato raggiunto oggi il numero minimo di adesioni.

Il mercurio è elencato dall’ONU come uno dei 10 principali prodotti chimici pericolosi per la salute umana e l’ambiente. Le miniere espongono all’avvelenamento da mercurio 15 milioni di lavoratori, tra cui 5 milioni di donne e bambini, in 70 paesi diversi. Ogni anno vengono emessi circa 8.900 tonnellate di mercurio, che possono essere rilasciate naturalmente attraverso l’alterazione di rocce contenenti mercurio, incendi boschivi ed eruzioni vulcaniche, ma le emissioni più significative provengono da processi umani, in particolare la combustione del carbone e l’estrazione d’oro artigianale e su piccola scala.

La Convenzione, che prende il nome dal più grave disastro di avvelenamento da mercurio avvenuto a Minamata, in Giappone, nel maggio 1956, impegna i governi a misure specifiche per controllare l’inquinamento artificiale di mercurio promuovendo: l’abolizione di nuove miniere di mercurio, l’eliminazione di quelle esistenti, la regolazione dell’estrazione artigianale e di piccole dimensioni e la riduzione delle emissioni e dell’uso di mercurio. Inoltre, poiché l’elemento è indistruttibile, prevede anche le condizioni per lo stoccaggio e lo smaltimento temporaneo dei rifiuti di mercurio.

“La Convenzione Minamata dimostra l’impegno globale a tutela della salute umana e dell’ambiente”, ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

di B.A.

3000 adolescenti muoiono ogni giorno per cause prevenibili

16 maggio 2017 – Secondo il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dei suoi partner, più di 3000 adolescenti muoiono ogni giorno per cause prevenibili ed evitabili, per un totale di 1,2 milioni di morti all’anno.

Gli incidenti stradali, le infezioni respiratorie e il suicidio sono tra le principali cause di morte; più di due terzi di questi decessi, nel 2015, si sono verificati nei paesi a basso e medio reddito – Africa e Sud-Est asiatico.

I dati del rapporto, Global accelerated action for the health of adolescents (AA-HA!): Guidance to support country implementation, rilevano nette differenze nelle cause di morte soprattutto se si separa il gruppo di adolescenti in base all’età (tra i 10 e i 14 anni e tra i 15 ei 19 anni) e al sesso. Ad esempio mentre gli incidenti stradali rappresentano la causa principale di morte degli adolescenti tra i 10 e i 19 anni, soprattutto di sesso maschile, nella popolazione femminile tra i 10-14 anni le principali cause sono le infezioni respiratorie inferiori; distinguendole ulteriormente dal gruppo di ragazze tra i 15-19 anni i cui decessi sono associati maggiormente a gravidanze complicate.

Il rapporto AA-HA! porta un cambiamento di paradigma su come pensare e pianificare la salute degli adolescenti. Emerge come sia indispensabile fare prevenzione attraverso servizi sanitari adeguati, istruzione e sostegno sociale. Si raccomandano interventi in settori diversi, tra cui l’educazione sessuale nelle scuole, l’aumento dei limiti di età per il consumo di alcol, l’obbligatorietà dell’utilizzo delle cinture di sicurezza e dei caschi, la riduzione dell’inquinamento atmosferico e un migliorato accesso all’acqua e servizi igienici.

Viene sottolineato inoltre che molti dei fattori di rischio di malattie che si sviluppano in età adulta iniziano, o si consolidano, proprio nell’età giovanile. Da qui la necessità di educare, sin dall’adolescenza, ad assumere comportamenti che influenzeranno la salute e la qualità della vita a lungo termine.

“Gli adolescenti sono stati completamente assenti dai piani sanitari nazionali per decenni”, afferma la Dr Flavia Bustreo, vicedirettore generale dell’OMS per la salute della famiglia, della donna e dei bambini. “Investire sugli adolescenti non solo porterà ad avere degli adulti sani ed in grado di contribuire positivamente nelle loro comunità, ma determinerà anche la creazione di generazioni future più sane, producendo ritorni ingenti”.

Quindi, gli investimenti nella salute e nell’istruzione non solo trasformeranno la vita degli adolescenti in ambienti poveri di risorse, ma genereranno anche elevati rendimenti economici e sociali.

Sottolinea la Dr Bustreo: “Gli investimenti nella salute degli adolescenti portano triplici benefici: per gli adolescenti, per la loro futura vita adulta e per la prossima generazione. La loro salute e il loro benessere sono motori di cambiamento nel tentativo di creare società più sane e più sostenibili”.

di B.A.

Salva le vite: #rallenta. Settimana Mondiale sulla sicurezza stradale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lancia la IV Settimana Mondiale sulla Sicurezza Stradale dall’8 al 14 maggio.

La settimana e la sua campagna correlata, Salva le Vite: #rallenta, hanno lo scopo di mettere in evidenzia i pericoli della velocità alla guida e le misure da adottare per affrontare i rischi ad essa associati.

Durante la settimana, attraverso eventi, campagne di sensibilizzazione, simposi e attività di coinvolgimento politico, l’OMS vuole porre l’attenzione sulle misure da adottare per ridurre i comportamenti di guida pericolosi, sottolineandone l’importanza per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) legati alla sicurezza stradale.

L’OMS nel nuovo rapporto, Managing speed, riporta come l’eccessiva o inadeguata velocità contribuisca a 1 su 3 vittime degli incidenti stradali, per i quali si stimano circa 1,25 milioni di morti nel mondo l’anno. Gli studi indicano che tipicamente il 40-50% degli automobilisti superino i limiti di velocità consentiti e i conducenti maschi, giovani e sotto l’influenza dell’alcool abbiano maggiori probabilità ad essere coinvolti in incidenti legati alla velocità. Gli incidenti stradali rimangono la causa principale di morte tra i giovani tra i 15-29 anni e costano ai paesi dal 3 al 5% del PIL e conducono molte famiglie verso la povertà.

“La velocità è al centro del problema globale degli incidenti stradali”, ha dichiarato il direttore generale dell’OMS Dr. Margaret Chan, “Se i paesi riuscissero ad affrontare questo problema, potrebbero ottenere i vantaggi dell’avere strade più sicure, sia in termini di vite salvate, che di effetti profondi e duraturi sulla salute, per l’uso di biciclette e l’accesso ad aree pedonali”, riducendo di conseguenza le malattie non trasmesse, cardiovascolari, diabete e cancro.

Le misure di gestione della velocità suggeriti dall’OMS includono:

  • la costruzione o modificazione di strade con l’inclusione di rotatorie e altri mezzi per ridurre la velocità;
  • l’introduzione di limiti di velocità adeguati;
  • l’applicazione dei limiti di velocità mediante l’uso di comandi manuali e automatizzati;
  • l’installazione di tecnologie nelle automobili, come l’assistenza e la frenata d’emergenza automatica;
  • l’aumentare la consapevolezza dei pericoli della velocità.

Oltre che sulla gestione della velocità, il piano si concentra sulla leadership, sulla progettazione, sul miglioramento dell’infrastrutture, sulle norme di sicurezza dei veicoli e sull’applicazione di leggi stradali.

In occasione della Settimana mondiale sulla sicurezza stradale, l’OMS ha inoltre pubblicato Salva le vite: un pacchetto tecnico di sicurezza stradale, nel quale vengono descritte le 22 misure considerate avere un impatto importante sulla riduzione delle morti e delle lesioni da incidenti stradali, dedicando una sezione alla velocità.

di Benedetta Armocida

 

Yemen. Una corsa contro il tempo e contro la fame

12 Aprile – Il conflitto in corso dal 2014 ha avuto un impatto devastante sulla sicurezza alimentare e sui mezzi di sussistenza: lo Yemen è oggi protagonista di una delle più gravi crisi alimentari a livello mondiale.

“Siamo in una corsa contro il tempo per salvare vite umane ed evitare una carestia su vasta scala nel paese, ma abbiamo urgente bisogno di risorse per poterlo fare”, dichiara Stephen Anderson, Direttore del Programma Alimentare Mondiale (PAM) in Yemen.

Il Programma Alimentare Mondiale (PAM)sta incrementando le sue operazioni di emergenza per fornire assistenza alimentare vitale a circa 7 milioni di persone considerate a severo rischio nutrizionale. Oltre a fornire supporto alimentare a più di 2 milioni di bambini, il PAM fornisce assistenza alle donne in gravidanza promuove l’allattamento al seno.

“Dobbiamo garantire le risorse urgenti per soddisfare le esigenze di tutte le 9 milioni di persone che vivono in grave insicurezza alimentare in Yemen, così come i milioni di bambini e donne malnutriti”, ha aggiunto S. Anderson.

Fino a quando il PAM non otterrà i fondi di cui necessita, la priorità sarà data ai 6,7 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza alimentare urgente – verrà garantito un pacchetto assistenziale volto ad evitare la carestia a 2,5 milioni di persone che vivono nei governatorati più colpiti dall’insicurezza alimentare.

“In Yemen, la situazione si sta avvicinando a un punto di rottura con livelli senza precedenti di fame e insicurezza alimentare. Milioni di persone non possono più sopravvivere senza assistenza alimentare urgente “, afferma S. Anderson.

http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=56550#.WO9wfIiLTie

di Beatrice Formenti