G7 di Taormina: cambiamenti climatici e salute delle donne e degli adolescenti al centro dei dibattiti

28 Maggio 2017 – ha avuto luogo nei giorni scorsi, 26-27 Maggio, il G7 di Taormina. I leader si sono riuniti per determinare, in uno spirito di cooperazione, le sfide globali da affrontare, ponendosi l’obiettivo di coordinare gli sforzi verso la promozione di un ordine internazionale basato sullo sviluppo sostenibile.

Tra le tematiche trattate il cambiamento climatico riviste un ruolo importante. In questo ambito i Paesi si impegnano a rafforzare la sicurezza energetica collettiva e ad assicurare mercati globali aperti, trasparenti e sicuri per le risorse energetiche e per le tecnologie. In questo contesto sono tutti d’accordo sull’importanza di sostenere i paesi in via di sviluppo. Il Canada, la Francia, la Germania, l’Italia, il Giappone e il Regno Unito, insieme ai presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea, hanno ribadito il loro impegno ad applicare rapidamente l’Accordo di Parigi. Emerge invece il cambiamento di rotta degli Stati Uniti che, trovandosi in una fase di revisione delle proprie politiche sul cambiamento climatico, non aderiscono al consenso su questi temi.

In ambito di salute c’è l’impegno a promuovere la sicurezza sanitaria globale e a perseguire politiche che favoriscano il benessere fisico e psichico, fondamentale per ottenere maggiori benefici economici e sociali.

Si è inoltre parlato dell’importanza di investire sulla salute delle donne e degli adolescenti, dell’impatto dei fattori ambientali sulla salute umana e dell’impegno a rafforzare i sistemi sanitari nell’elaborazione di una risposta tempestiva, efficace e coordinata alle emergenze sanitarie e alle sfide a lungo termine.

Queste tematiche verranno trattate dai Ministri della Sanità durante il G7 di Milano del 5-6 novembre.

di B.A.

OMS. Statistiche sulla Salute Mondiale 2017: l’analisi del panorama sulla salute globale e il progresso verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

17 maggio 2017 – l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pubblica il rapporto annuale Statistiche sulla Salute Mondiale 2017.

Il rapporto mostra il panorama della salute globale, analizzando i dati relativi alla salute in relazione agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) dei 194 stati membri dell’OMS.

Vengono evidenziati i miglioramenti effettuati per raccogliere statistiche e monitorare il progresso verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS). Mentre nel 2005 solo un terzo dei morti veniva registrato inserendo la causa che aveva portato al decesso, nel 2015, dei 56 milioni di morti totali, 27 milioni sono stati registrati con questa modalità.

Molti paesi, tra cui la Cina, la Turchia e l’Iran, hanno compiuto notevoli passi avanti per migliorare le metodiche di registrazione e di raccolta dati, con un incremento delle registrazioni dei decessi inserendo informazioni dettagliate sulle cause di morte passando dal 5% del 1999 al 90% del 2015.

Si è quindi capita l’utilità di raccogliere informazioni complete e dettagliate per monitorare le tendenze della salute pubblica, per pianificare e per valutare l’efficacia delle politiche di prevenzione attuate.

“Se i paesi non fossero a conoscenza delle malattie e della causa di morte della popolazione, sarebbe molto più difficile sapere dove agire”, sottolinea la Dr Marie-Paule Kieny, direttore generale dell’OMS per i sistemi sanitari e l’innovazione. “L’OMS sta lavorando con i paesi per rafforzare i sistemi di informazione sanitaria e consentire loro di progredire verso gli OSS”.

Il rapporto include anche nuovi dati sul progresso verso la copertura sanitaria universale, uno dei principali traguardi dell’OSS 3 (salute), mostrando un miglioramento a livello globale a partire dal 2000.

Ad esempio la copertura per il trattamento dell’HIV o delle zanzariere per prevenire la malaria è aumentata notevolmente. Sono stati riscontrati incrementi anche dell’accesso alle cure prenatali, mentre nota dolente rimane l’immunizzazione dei bambini, che è rallentata tra il 2010 e il 2015.

In questo ambito, risalta il dato dell’Italia, dove nel 2015 la copertura vaccinale per difterite, tetano e pertosse (DTP3), tra i bambini di un anno di età, è del 93%. Percentuale inferiore persino a quella di paesi come la Tanzania, la Bolivia, il Marocco e la Cina che hanno una copertura vaccinale del 98-99%.

In relazione alla copertura sanitaria universale, il Rapporto  analizza anche il costo dell’accesso ai servizi. I dati più recenti provenienti da 117 paesi indicano che in media il 9,3% delle persone spende oltre il 10% del loro bilancio familiare per l’assistenza sanitaria, livello di spesa che potrebbe mettere in pericolo una famiglia in difficoltà economiche.

Approfondendo L’OSS 3 – assicurare una vita in salute e promuovere il benessere per tutti a tutte le età – emerge:

  • per l’Obiettivo 3.1 – ridurre la mortalità materna a meno di 70 per 100.000 nati vivi entro il 2030 – bisognerà ridurre il tasso di mortalità materna da 216 per 100 000 nati vivi del 2015 a meno di 70 per 100 000 entro il 2030, il che significa ridurre di circa ¾ il tasso medio annuo;
  • per l’Obiettivo 3.2 – eliminare le morti neonatali prevenibili e ridurre la mortalità neonatale a meno di 12 per 1000 nati vivi, con una mortalità inferiore a 25 per 1000 nati vivi – si sono raggiunti buoni risultati. Nel 2015, il tasso di mortalità neonatale e il tasso di mortalità sotto i cinque anni, globalmente, sono diminuiti dal 2000 del 37% e del 44% rispettivamente.
  • Anche i dati relativi all’Obiettivo 3.3 – porre fine alle epidemie di AIDS, tubercolosi, malaria e malattie tropicali neglette; combattere l’epatite, le malattie trasmesse dalla scarsa igiene e altre malattie trasmissibili – sono migliorati. Infatti, le persone infette da HIV nel 2015, sono state circa 2,1 milioni, 35% in meno rispetto al 2000. Nel 2015, globalmente, sono stati registrati circa 212 milioni di casi di malaria. Circa il 60% della popolazione a rischio ha avuto accesso a zanzariere trattate con insetticidi, contro il 34% nel 2010.
  • L’Obiettivo 3.4 – ridurre di un terzo la morte prematura per malattie non trasmissibili, attraverso la prevenzione e il trattamento, e promuovere la salute mentale e il benessere –è diminuita del 17% rispetto al 2000. La probabilità di morire di diabete, cancro, malattie cardiovascolari e malattie polmonari croniche tra i 30 e i 70 anni è ad oggi del 19%. Tuttavia, il numero totale di decessi da malattie non trasmissibili sta aumentando a causa della crescita e dell’invecchiamento della popolazione.
  • L’Obiettivo 3.6 – entro il 2020, dimezzare il numero di morti e lesioni da incidenti stradali – ha visto invece un’inversione di rotta, con circa 1,25 milioni di morti per incidenti stradali nel 2013 e un incremento del 13% rispetto al 2000.
  • Per l’Obiettivo 3.8 – raggiungere la copertura sanitaria universale, inclusa la protezione dei rischi finanziari, l’accesso ai servizi essenziali di assistenza sanitaria di qualità e l’accesso a tutti i medicinali essenziali e ai vaccini sicuri, efficaci, di qualità e accessibili – si è assistito ad un incremento nella diagnosi e trattamento delle persone affette da tubercolosi passando dal 23% del 2000 al 49% del 2015. Inoltre, l’86% dei bambini riceve tre dosi di vaccino contro la difterite-tetano-pertosse, rispetto al 72% nel 2000.

Analizzando altri Obiettivi correlati alla salute, si evince che:

  • OSS 2.2 – entro il 2030, porre fine a tutte le forme di malnutrizione, compreso il raggiungimento, entro il 2025, degli obiettivi stabiliti a livello internazionale in materia di malnutrizione nei bambini di età inferiore a 5 anni e affrontare le esigenze nutrizionali delle adolescenti, delle donne in gravidanza, in allattamento e delle persone anziane – Il 22,9% dei bambini al di sotto dei 5 anni è malnutrito, percentuale che varia in base alla regione geografica, dal 6,1% nella regione europea al 33,8% nella regione del Sud-Est asiatico. Il 6,0% dei bambini sotto i 5 anni è in sovrappeso, 4,1% nella regione africana al 12,8% nella regione europea.
  • OSS 16.1 – ridurre in modo significativo ogni forma di violenza e tassi di mortalità ad essa correlati – Nel 2015 sono stati stimati 468.000 omicidi, che vanno da 1,7 per 100 000 nella regione del Pacifico occidentale a 18,6 per 100 000 nella regione delle Americhe.
  • OSS 17.19 – basarsi su iniziative esistenti per sviluppare misure di progresso sullo sviluppo sostenibile che integrino il prodotto interno lordo e sostengano la creazione di capacità statistiche nei paesi in via di sviluppo -Nel 2015, il 48% delle morti sono state registrate identificando la causa di morte; questo con una variabilità del 5% dei decessi nella regione africana e del 95% nella regione europea.

Rimane la necessità di incentivare la raccolta regolare di dati di alta qualità per continuare a monitorare gli indicatori OSS correlati alla salute e per poter agire efficacemente sul raggiungimento degli obiettivi.

di B.A.

 

Le parole chiave per lo sviluppo sostenibile: speranza, partecipazione attiva e sviluppo umano integrale

Bari, 12 maggio 2017. A chiusura del Forum Internazionale “Economia e povertà: politiche pubbliche per lo sviluppo sostenibile e la salute globale” è stato promulgato il manifesto “Economia al servizio della promozione umana-Human Promoting Economy”.

La parola chiave del manifesto è speranza, fondata sulla consapevolezza dell’enorme patrimonio di idee e di energie ancora vive nel cuore della nostra Italia, nonostante lo scenario di crisi economica ed istituzionale.

Nel manifesto viene espresso l’obiettivo di dare vita a un grande patto federativo tra persone, movimenti ed associazioni, con lo scopo di rinnovare la società italiana e fondarla su una più ampia partecipazione sociale dei cittadini – con particolare riferimento a tematiche di economia, salute e ambiente. Si mira a creare un nuovo patto tra generazioni ponendo come unico fine il bene comune, riprogettando il presente e l’avvenire in un’ottica di sostenibilità.

Su questa base, tutti sono chiamati a contribuire a uno sviluppo economico che promuova la dignità e la persona, tutelando l’ambiente e la salute (articolo 4 della Costituzione). Questo può essere effettuato puntando su uno sviluppo sostenibile e rispettoso della persona, come occasione di rinascita economico culturale dell’Italia e dell’Europa.

Si vuole quindi sostenere una società rappresentativa e fondata sull’interconnessione fra persone e sul reciproco scambio di valori e beni immateriali dove ciascuno contribuisca a fare in modo che “la Repubblica rimuova gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (articolo 3 della Costituzione Italiana).

Viene inoltre riportato come sia fondamentale promuovere uno sviluppo umano integrale, cioè l’allargamento dello spazio di dignità e di libertà delle persone. L’idea di base è che la libertà sia interconnessa con la responsabilità di proteggere il bene comune e promuovere la dignità, la libertà e il benessere degli altri, tanto da raggiungere i poveri, gli esclusi e le generazioni future.

Vengono sintetizzati in 3 punti le modalità con cui realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile:

  • Creare innovazione in campo economico, sociale e ambientale nel quadro di un nuovo modello di Società Sostenibile. L’innovazione sostenibile infatti è l’unico modo per superare l’attuale crisi economica e sociale che sta investendo il Paese. “La sostenibilità nelle sue dimensioni inscindibili – quella economica e quella sociale (che include la tutela dell’ambiente, la promozione della salute e della dignità della persona) – è la grande sfida del XXI secolo”. Lo scopo è quello di sviluppare una vera Green economy per fermare il consumo del territorio, per difendere l’ambiente e per aumentare i livelli di salute e di qualità di vita (che non sono misurabili in termini di PIL).
  • Promuovere la cultura della sostenibilità. “In tal senso è necessario sostenere il mondo della scuola a trovare percorsi d’innovazione; promuovere la cultura, intesa come sviluppo di nuove competenze, diffusione delle conoscenze e delle buone pratiche”. Fondamentale è promuovere la cultura della sostenibilità tra i cittadini, in tutti gli strati sociali, con un approccio interdisciplinare, soffermandosi sui temi della salute e dell’ambiente.
  • Favorire in ogni modo la partecipazione attiva dei cittadini ai processi decisionali. Come enunciato dall’articolo 118 della nostra Costituzione, la Repubblica in tutte le sue articolazioni centrali e periferiche deve “favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”. Bisogna quindi creare una cittadinanza attiva, immaginando una Repubblica di cittadini, in cui non sia possibile prescindere dal coinvolgimento della popolazione in ogni decisione, specialmente in materia di tutela della salute e dell’ambiente.

L’obiettivo per il quale si deve lottare è quindi il “Rinnovare la società ripartendo dalla cittadinanza attiva in un’ottica di sostenibilità”.

di Benedetta Armocida

#G7 finanziario. Un forum su economia e povertà sfida il G7 sui temi dello sviluppo sostenibile e della salute globale

Bari, 12 maggio 2017. Si svolge quest’oggi nella capitale pugliese il Forum internazionale “Economia e povertà: politiche pubbliche per lo sviluppo sostenibile e la salute globale”;  apre i lavori il presidente della regione Puglia Michele Emiliano che in conferenza stampa ha presentato l’incontro come un evento totalmente scientifico che intende indurre il G7 a ragionamenti di alto profilo politico, come l’eliminazione delle diseguaglianze nel mondo, rispettando ambiente, diritti e giustizia: aspetti che spesso vengono trascurati rispetto alla contabilità generale degli Stati”.

Il forum è stato pensato al fine di cogliere l’opportunità offerta dal G7 Finanziario per porre l’attenzione dei governatori locali e nazionali sull’Economia reale dell’Italia, dell’Europa e del Mondo.

Si è voluto inserire dunque, all’interno dell’evento economico, una riflessione su fenomeni diventati sempre più attuali quali disagio e povertà, così da far emergere prospettive e proposte di nuovi modelli economici e di welfare e attuare politiche pubbliche che promuovano uno sviluppo rispettoso delle persone e dell’ambiente.

I lavori del forum si compongono di due sessioni, la prima affronta il tema dell’economia e della povertà, la seconda quello dello sviluppo sostenibile e salute globale. Particolarmente atteso è l’intervento dell’economista James Kenneth Galbraith, della Lyndon Johnson School of public affairs, presidente di “Economists for Peace and security” e direttore del “Joint Economy Committee” del Congresso Usa. Nella sessione che intende mettere in relazione salute globale e sviluppo sostenibile, intervengono tra gli altri Maria Neira, direttrice del dipartimento di salute e ambiente della Organizzazione mondiale della sanità (OMS), e Eduardo Missoni, uno dei massimi esperti del settore.

Al termine dei lavori è prevista la promulgazione del Manifesto di Bari, per un’economia al servizio della promozione umana, con l’adesione di comuni, scuole, imprese, enti di ricerca, cittadinanza attiva e terzo settore.

http://www.affaritaliani.it/puglia/g7-finanze-galbraith-al-vertice-di-br-emiliano-su-economia-poverta-477758.html?refresh_ce

di Debora Zucca