G20 – Resilienza, sostenibilità e responsabilità per costruire un mondo interconnesso. Per la salute globale focus su copertura universale e sistemi sanitari

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9 Luglio 2017 – Si è chiuso ieri il G20 di Amburgo.

Ieri, al termine dei lavori, è stata siglata la dichiarazione conclusiva da parte dei leader mondiali, che mette nero su bianco gli impegni presi nella lotta alle diseguaglianze e ai principali problemi della comunità globale. “Possiamo ottenere di più insieme, che non agendo come singoli” si legge nel preambolo. “La nostra priorità è quella di una crescita forte, sostenibile, bilanciata e inclusiva”.

Per quanto riguarda la salute globale, sono stati presi impegni a sostegno della copertura sanitaria universale e del rafforzamento dei sistemi sanitari, come prima barriera per rilevare potenziali minacce allo stato di salute della popolazione. E’ stata ribadita l’importanza della cooperazione tra paesi e della formazione del personale sanitario. In primo piano la lotta all’antibiotico-resistenza, segnalata come una crescente minaccia alla salute pubblica e alla crescita economica.

“Ricordiamo che la copertura sanitaria universale è un obiettivo adottato nell’Agenda 2030 e riconosciamo che l’esistenza di sistemi sanitari forti è essenziale per poter affrontare in maniera efficace le crisi sanitarie. Chiediamo alle Nazioni Unite di mantenere la Salute Globale al primo piano nell’agenda politica e ci impegniamo a cooperare per rafforzare i sistemi sanitari in tutto il mondo, anche attraverso la formazione di personale qualificato” – si legge nel documento congiunto. E ancora, riguardo al problema dell’antibiotico-resistenza: “Rafforzeremo la consapevolezza, la prevenzione e il controllo delle infezioni e miglioreremo la percezione del problema degli antibiotici nell’ambiente. […] Chiediamo uno sforzo per creare un nuovo Hub internazionale di Ricerca e Sviluppo al fine di massimizzare l’impatto degli antibiotici esistenti e nuovi, di promuovere iniziative di ricerca di base e clinica e di sviluppare nuovi prodotti”.

Più in generale, gli impegni presi dai rappresentanti del G20 riguardano una vasta serie di tematiche, oltre a quelle di tipo economico-finanziario e di salute globale: lotta al terrorismo, alla povertà, alla fame, al lavoro minorile, alla corruzione e alle diseguaglianze, inclusa quella di genere; attenzione per l’ambiente, in particolare al cambiamento climatico, all’uso di fonti energetiche sostenibili, all’inquinamento degli oceani.

Nessun colpo di scena per quanto riguarda il tema del cambiamento climatico: gli accordi di Parigi verranno portati avanti senza gli Stati Uniti, che tuttavia hanno dichiarato di voler lavorare a stretto contatto con gli altri paesi per aiutarli nell’utilizzo di combustibili fossili in maniera più efficiente e per promuovere l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Nel documento siglato dai leader del G20, si legge: “Un’economia forte e un pianeta in buona salute si rafforzano l’un l’altro. […] Continuiamo a impegnarci collettivamente per ridurre le emissioni dei gas serra attraverso, tra l’altro, il supporto di energie sostenibili e pulite e l’efficienza energetica, lavorando per lo sviluppo di sistemi energetici a basso impatto ambientale. Collaboreremo per facilitare strategie a lungo termine, equilibrate e praticabili, per trasformare le nostre economie e i sistemi energetici secondo l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. […] Sosteniamo la cooperazione internazionale nello sviluppo, distribuzione e commercializzazione di tecnologie energetiche pulite e sostenibili e supportiamo il finanziamento di Banche Multilaterali per lo Sviluppo, ai fini di promuovere un accesso universale ad energie convenienti, affidabili, sostenibili e pulite. Prendiamo nota della decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dagli Accordi di Parigi. […] I leader degli altri paesi del G20 concordano nell’affermare che gli Accordi di Parigi sono irreversibili”.

Infine, un altro importante impegno siglato ad Amburgo è l’”Africa Partnership”, una serie di iniziative volte a contrastare povertà e diseguaglianze nel continente africano, indicate come radici dei fenomeni migratori. Tale documento include iniziative a favore dell’educazione, del lavoro – in particolare per i giovani e nel settore agricolo – e dell’uso di energie rinnovabili, oltre allo sviluppo di regolamentazioni volte a facilitare gli investimenti nei paesi africani.

L.G. e L.D

Tedros porta il messaggio dell’OMS al G20 di Amburgo

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AMBURGO, 7-8 luglio 2017 – Oggi e domani ad Amburgo si tiene il G20, forum internazionale tra capi di stato e di governo delle 20 maggiori economie mondiali e governatori delle banche centrali.

Il G20, che si tiene a cadenza annuale, ha portato in questi anni a numerose prese di posizione ed impegni nel campo della Salute Globale. Secondo uno studio condotto dal G20 Research Group dell’Università di Toronto, sono stati 38 gli impegni presi dai leader delle maggiori economie mondiali in questo settore e per il 77% sono stati rispettati. “Ci sono quindi buone possibilità per andare oltre […] ed affrontare sfide più a lungo termine. Queste includono l’architettura della Salute Globale, le resistenze antimicrobiche, ma anche la prevenzione e il controllo delle patologie non trasmissibili, che più di tutte hanno un peso sul benessere economico e sulla mortalità nel mondo” – si legge nell’articolo pubblicato dal gruppo di Toronto.

Al summit partecipa anche il Dr Tedros, nuovo Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tedros oggi ha incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel e il Primo Ministro canadese Justin Trudeau, per parlare di salute delle donne nei paesi a risorse limitate, cambiamenti climatici e copertura sanitaria universale.

di L.D.

foto: consalud.es

OMS – Copertura sanitaria universale e salute come diritto umano fondamentale, le sfide del nuovo Direttore Generale

3 luglio 2017 – Il Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus inizia l’incarico da Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e nel discorso d’insediamento afferma: “il compito dell’OMS è di essere al servizio delle persone, essere al servizio dell’umanità. Si tratta di operare per le persone a prescindere dal luogo in cui vivono, sia questo un paese in via di sviluppo, o sviluppato, piccole isole o grandi nazioni, ambienti urbani o rurali. Si tratta di essere al servizio delle persone indipendentemente da chi esse siano. Poveri o ricchi, sfollati o disabili, anziani o giovani. Soprattutto, si tratta di combattere per garantire la salute delle persone come diritto umano fondamentale”.

Oltre alle priorità di gestione, quali misurazione dei risultati, efficienza e valorizzazione di talento, motivazione e impegno del personale, il nuovo Direttore Generale concentrerà il lavoro sul rafforzamento delle risposte alle emergenze sanitarie, ricordando l’immediata e concreta reazione dell’OMS alla recente epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Altri due punti fondamentali saranno la salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti, offrendo qualità, equità e dignità nei servizi assistenziali e l’impatto del cambiamento climatico e ambientale sulla salute. Parla della copertura sanitaria universale, punto convergente di tutte le priorità. Ribadisce come sia inaccettabile che ad oggi circa 400 milioni di persone non abbiano accesso all’assistenza sanitaria di base e molti di coloro che ne hanno accesso, vadano incontro a difficoltà finanziarie a causa dei costi dei servizi. Afferma quindi che si sta esaminando come attivarsi per raggiungere la copertura sanitaria universale, indicata come  la meta principale dell’obiettivo per lo sviluppo sostenibile per la salute. Quel risultato dovrà includere la protezione del rischio finanziario, l’accesso ai servizi sanitari essenziali e l’accesso a farmaci essenziali sicuri, efficaci, di qualità e accessibili, come anche i vaccini per tutti.

Nel suo discorso il Direttore Generale riafferma il ruolo dell’OMS come piattaforma mondiale per la salute globale e la sua funzione di guida nella governance globale, definendo l’Organizzazione come l’infrastruttura della salute globale e del bene pubblico globale.

Conclude dicendo “abbiamo un’occasione storica per attuare una profonda trasformazione per il miglioramento della salute mondiale. Facciamolo. Facciamolo per ogni donna e bambino che sono morti quando non avrebbero dovuto. Per ogni bambino che non è riuscito a raggiungere il suo pieno potenziale. Per ogni vittima di un’epidemia, per ogni piccola isola che si trova di fronte alla minaccia del cambiamento climatico. Dedichiamoci a loro. Uniamoci per un mondo più sano”.

di B.A.